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Sanità

Influenza: previsti 6 milioni casi, virus piu' insidiosi

Pregliasco, antibiotici solo per sospetta infezione batterica 

24 settembre 2019, 18:16

Influenza: previsti 6 milioni casi, virus piu' insidiosi

Con l’arrivo dell’inverno 6 milioni di italiani saranno costretti a letto dall’influenza. «Meno degli scorsi anni ma con virus più insidiosi» per Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, secondo cui a questi casi di influenza vera e propria si dovranno aggiungere comunque almeno 8 milioni di casi di simil-influenza, dovuti a qualcosa come 262 altri tipi di virus più blandi, certo molto fastidiosi ma che non necessariamente costringono a letto chi ne è vittima. 
«I virus dell’influenza saranno più insidiosi rispetto agli anni passati - spiega Pregliasco - perchè, come risulta dalla stagione influenzale dell’emisfero australe, si sono diffuse due nuove varianti dei virus, H3N2 (A/Kansas) e H1N1(A/Brisbane), che causano quelle forme influenzali che, soprattutto l’H1N1 nei bambini e l’H3N2 nei più anziani e fragili, possono provocare maggiore severità e un più alto rischio di complicanze». 
In particolare, Pregliasco precisa che «soprattutto l’H3N2 ha la capacità di lavorare in coppia con lo streptococco pneumoniae, e può quindi portare una sovrapposizione batterica». Oltre a questi due virus, saranno presenti anche i virus B/Colorado e B/Phuket, varianti già conosciute nelle passate stagioni. Per questo i vaccini quest’anno sono prevalentemente quadrivalenti. Per gli over 75 ci sarà un vaccino adiuvato (perchè aumenta la risposta immunitaria) anche se trivalente. 
La vera influenza è caratterizzata dalla compresenza di: brusco rialzo febbrile oltre i 38 gradi, dolori muscolari-articolari e di almeno un sintomo respiratorio: tosse secca, naso che cola, mal di gola. E si scatena nell’arco delle 4-6 settimane in cui la temperatura si abbassa molto e all’inizio in modo brusco. Per difendersi lavarsi spesso le mani, evitare luoghi affollati. 
La terapia raccomandata da Pregliasco è con farmaci di automedicazione (antifebbrili, decongestionanti delle vie aeree) che hanno l’obiettivo di attenuare i sintomi senza azzerarli; bere molto e stare a riposo, se in tre giorni la febbre non scende rivolgersi al medico di famiglia come, secondo una ricerca di Assosalute, fa il 55% degli italiani. «Sbagliatissimo - avverte Pregliasco - ricorrere subito agli antibiotici», come secondo l’indagine fa il 23% degli uomini e il 9% delle donne o il 29% dei giovani. «Solo se il medico ha il fondato sospetto di una sovrapposizione batterica (febbre per più di 5 giorni, alta frequenza cardiaca, tosse grassa con muco colorato) è lecito ricorrervi», precisa il virologo. 
Ma meglio prevenire: la vaccinazione è una opportunità per tutti e il Servizio sanitario la offre gratuita a tutti i soggetti a rischio dai 6 mesi ai 65 anni, agli over 65 e donne in gravidanza. «Il vaccino però non difende dai virus simil-influenzali - avverte infine Pregliasco - e solo per il 60-80% dai virus influenzali, ma deve essere considerato come un richiamo e un rinforzo, oltre che come un’assicurazione contro rischi di complicanze gravi».