Sei in Italiamondo

la spezia

Incinta di 9 mesi fatta scendere perché non si può fare il biglietto sul bus

18 ottobre 2019, 18:45

Incinta di 9 mesi fatta scendere  perché non si può fare il biglietto sul bus

Incinta di nove mesi si reca in ospedale per un controllo in vista del parto, previsto la prossima settimana, ma viene fatta scendere dall’autobus perché sprovvista di biglietto. E’ accaduto alla Spezia a una donna di 45 anni, Francesca Pennucci, che ha raccontato la sua disavventura ai giornali «perché non accada ad altre persone». 

La gestante era appena uscita da una visita dal ginecologo dove le avevano confermato il parto cesareo per la prossima settimana. La signora era quindi andata alla fermata di fronte all’ospedale e aveva tentato di comprare il ticket con il cellulare senza riuscirci. Era così salita, chiedendo all’autista di poter acquistarlo direttamente sul bus. Secondo quanto raccontato dalla donna, l’uomo si sarebbe rifiutato invitandola a scendere alla fermata successiva e costringendola così ad andare a casa a piedi, sotto la pioggia.

Atc, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale alla Spezia, ha espresso subito solidarietà alla donna attraverso l'amministratore delegato Francesco Masinelli. Il presidente Gianfranco Bianchi ha confermato che «è stata aperta una indagine interna per individuare l’autista e sentirlo. Non è nostra intenzione far passare la vicenda sotto silenzio, ma vogliamo far emergere la verità. Se rileveremo comportamenti non corretti, interverremo sotto ogni punto di vista. Intanto ci scusiamo con la signora pubblicamente. Una donna incinta, come un anziano, è in una condizione che deve essere tenuta in debito conto».

 Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha richiesto un incontro con la donna per «esprimerle personalmente l’amarezza di questo episodio che si poteva evitare. Ho sollecitato l'azienda per le verifiche necessarie. Le regole vanno rispettate, ma ogni regola va applicata con grano salis». 

Il problema della vendita dei ticket sugli autobus è annosa. Vengono venduti sulle tratte extraurbane, ma in città solo la mattina presto e la sera, oppure al capolinea, per non interferire sul traffico e sui tempi di percorrenza. «Avevo chiesto la possibilità di trovare un accordo tra azienda e sindacati perché gli autisti potessero vendere i biglietti» ha aggiunto Peracchini, alla luce anche delle nuove esigenze dettate dal numero crescente di turisti. 

Anche per i sindacati la vendita dei ticket sui bus è un nodo da sciogliere. «Abbiamo incontrato il prefetto sul problema delle percorrenze perchè la vendita a bordo creerebbe ulteriori problemi sui tempi - spiega Alessandro Negro della Cgil -. Sul caso non posso esprimere un giudizio, mi auguro si sia trattato di un malinteso tra autista e passeggera».