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Vincite alle macchinette, auto aziendali, detrazioni e sigarette: la manovra

31 ottobre 2019, 16:01

Vincite alle macchinette, auto aziendali, detrazioni e sigarette: la manovra

Per le piccole vincite alle videolotteries, le macchinette che si trovano nelle sale giochi, si dovrà pagare una micro-tassa. Lo prevede l’ultima bozza della manovra, che conferma l’aumento al 15% della '"assa sulla fortuna" per le vincite sopra i 500 euro. L’aumento scatterà dal 1 maggio. Dal 1 marzo salirà, sempre al 15%, il prelievo sulle vincite sopra i 500 euro per Gratta e Vinci, Superenalotto, lotterie nazionali e WinForLife.

Tassa sulle auto aziendali

 La stretta sulle auto aziendali in «fringe benefit», a quanto si apprende, vale 513 milioni. 
La norma, contenuta nella bozza della manovra, interviene sulle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti, che oggi concorrono alla formazione del redito per il 30% del loro valore e che invece, a partire dal prossimo anno saranno tassate per l'intero valore. Lo sconto al 30% varrà solo per i veicoli in uso «ad agenti e rappresentanti di commercio». Per tutti gli altri beneficiari, i mezzi in «fringe benefit» saranno calcolati per il loro valore «pieno», sulla base di una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri annui e ai costi chilometrici delle tabelle Aci entro il 30 novembre.
Al tempo stesso sale l’imponibile Irpef. Così anche le aziende pagherebbero più contributi.  "Nella bozza del disegno di legge di bilancio è infatti prevista una misura che triplica le tasse sulle auto aziendali. Sono due milioni le auto aziendali che saranno colpite dalla stretta fiscale inserita in manovra, circa l’80% del totale, visto che dovrebbero essere ricomprese solo quelle assegnate alla singola persona, al singolo lavoratore». Così riferisce all’ANSA l’Aniasa, l’Associazione che in Confindustria rappresenta il settore del noleggio veicoli, esprimendo «totale contrarietà verso la stangata prevista in legge di Bilancio. «Si uccide il settore dell’auto e si penalizzano i lavoratori», lamenta. 

Per i redditi alti basta detrazioni: anche sulle spese sanitarie

Taglio delle detrazioni fiscali al 19% per i redditi alti: riduzione progressiva a partire dai 120 mila euro di reddito annuo, e le detrazioni si annulleranno oltre i 240 mila euro di reddito. Lo stop riguarda anche le detrazioni sulle spese sanitarie, fatta eccezione per chi ha patologie gravi. Dal 2020, inoltre, tutte le spese che danno luogo a detrazioni fiscali (tranne quelle in farmacia) dovranno essere effettuate con mezzi di pagamento tracciabili, come bonifici, bancomat, carte di credito. Dal taglio restano escluse solo le detrazioni sugli interessi per il mutuo prima casa. La manovra colpirà dunque le attuali detrazioni sui premi pagati per l’assicurazione sulla vita, sulle spese per l’istruzione scolastica e universitaria dei figli, ma anche quelle per il veterinario. Restano intatte le altre detrazioni con aliquota diversa dal 19%, come quelle sulle ristrutturazioni edilizie.

Plastic tax

La nuova bozza della manovra conferma la tassa di un euro al chilo sugli imballaggi e i contenitori monouso di plastica, ma esclude che venga applicata sulle siringhe. E’ una delle novità della nuova versione del testo. L'imposta deve essere pagata «al momento della produzione» e dell’importazione in Italia, mentre non è dovuta per le plastiche esportate dal fabbricante. Sono inoltre escluse dall’imposta le plastiche compostabili.

Tabacco e filtri

Imposte sul tabacco: un aumento dell’accisa da 5 euro al chilogrammo, per un maggior gettito di 88 milioni di euro all’anno. Si salvano dall’aumento delle tasse le sigarette elettroniche e i liquidi da “svapo”. Non si salvano alcuni prodotti accessori per i fumatori come cartine, cartine arrotolate senza tabacco e filtri funzionali ad arrotolare le sigarette saranno colpiti a partire dal prossimo anno da un’imposta di consumo pari a 5 millesimi di euro al pezzo.

Scuola

Più fondi per la scuola, dai presidi ai docenti di sostegno. Lo prevede l’ultima bozza della manovra, che stanzia dal 2020 30 milioni in più per il fondo retribuzioni dei dirigenti scolastici e 11 milioni in più per il «potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica. Aumenta anche lo stanziamento per «l'innovazione digitale nella didattica» (2 milioni in più). Vengono anche destinati 15 milioni nel 2020 e 20 a partire dal 2021 per il funzionamento delle scuole «che operano in contesti socio-economici svantaggiati». 

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