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'Strappo' reale: Carlo minaccia di tagliare i fondi, Meghan già in autoesilio, Harry resta a negoziare

10 gennaio 2020, 19:23

'Strappo' reale: Carlo minaccia di tagliare i fondi, Meghan già in autoesilio, Harry resta a negoziare

Un compromesso con il resto dei Windsor sul loro ruolo futuro nella Royal Family britannica o «l'indipendenza finanziaria» a cui Harry e Meghan dicono di ambire diventerà una necessità impellente. Scatta la minaccia di chiudere i cordoni della borsa, secondo le indiscrezioni dei media, nel braccio di ferro fra i duchi di Sussex e i vertici della dinastia, innescato dal clamoroso annuncio unilaterale con cui il principe cadetto e l’ex attrice americana divenuta sua consorte nel 2018 hanno comunicato urbi et orbi l’intenzione di rinunciare allo status di «membri senior» del casato e dividere d’ora in poi la loro vita fra Regno Unito, Usa e Canada. 
A dimostrare di voler fare sul serio, Meghan è già ripartita alla volta di Toronto, per riunirsi al piccolo Archie. Mentre Harry è rimasto in patria per affrontare il negoziato a corte. 
La 93enne regina Elisabetta, irritata secondo informazioni concordanti per il tentativo dei Sussex d’imporre il fatto compiuto, ha ordinato ieri l’apertura di un tavolo fra il suo staff e quelli dell’erede al trono Carlo, del principe William e dei due ribelli, alla ricerca di una soluzione «praticabile" comune nel giro di «pochi giorni». Ma Carlo e William, riferiscono le solite gole profonde, paiono ancor più furibondi della sovrana: offesi per essere stati informati dell’annuncio pubblico dal giovane principe con un preavviso di pochi minuti; e ignorati quando lo hanno implorato di non precipitare le cose. 
Proprio al principe di Galles, accreditato a più riprese di aver cercato di venire incontro alle inquietudini e impazienze di Harry e Meghan, viene adesso attribuito l’atteggiamento più duro, stando al Times. Con tanto di ultimatum rivolto al figlio minore avuto dalla defunta Diana: o un’intesa condivisa o la spada di Damocle di un taglio dei fondi (pubblici) finora garantiti ai duchi. Senza più assegni in bianco automatici. 
Gli amici dei Sussex, sulle due sponde dell’oceano, giurano del resto che i due non intendono mollare. E anzi rivendicano - secondo fonti citate dall’Evening Standard - un ruolo di pungolo, da pretendenti «innovatori della monarchia": anche a costo di offrire il destro a chi, come il candidato outsider alla leadership laburista Clive Lewis, si spinge a evocare il tabù d’un referendum futuro sulla corona; per «ridimensionarla" se non ancora per provare velleitariamente ad abolirla. 
Gli aspetti economici della faccenda rimangono tuttavia importanti, in attesa di quell'indipendenza che a giudizio dei pubblicitari dell’International Advertising Association potrà arricchire a dismisura la coppia di celebrities reali (già titolari da mesi del marchio registrato 'SussexRoyal'); ma che secondo altri rischia di esporla a disavventure, affari opachi o incerti e condizionamenti d’interessi privati, come capitato a non pochi ambiziosi cadetti. Sul piatto la regina dispone di un appannaggio da 81 milioni di sterline annue, garantite dai contribuenti del Regno, dal quale Harry e Meghan affermano di ricevere solo il 5% delle loro entrate attuali. Ma gran parte del resto viene dal fondo del Ducato di Cornovaglia, dotazione da oltre 20 milioni del principe Carlo che almeno parzialmente va pure considerato denaro pubblico e da cui il secondogenito e la nuora ricevono compensi annuali legati agli impegni pubblici pari a 2 milioni: proprio i quattrini che papà potrebbe far saltare. Mentre non verrebbero messi in discussione gli stanziamenti per la sicurezza dei giovani duchi (un altro milione circa), nè la proprietà di Frogmore Cottage, residenza inglese donata loro dalla sovrana e appena riadattata a spese dei sudditi per un totale ulteriore di 2,4 milioni di sterline. 
Cifre che la stampa britannica sottolinea con toni perlopiù ostili. Toni talora venati di «misoginia e razzismo», denuncia una giornalista amica del Daily Telegraph: testata che non si lascia peraltro sfuggire la battuta al vetriolo più scorretta del giorno sui reprobi di casa Windsor: avvertendoli che «essere reali è come essere vergini: non lo si è solo un po'...».

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