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ROMA

La morte di Pansa: tanti colleghi e allievi alla camera ardente

Il ricordo, da Formigli a Damilano. Tra i politici arriva Gasparri 

di Francesca Pierleoni -

13 gennaio 2020, 19:23

La morte di Pansa: tanti colleghi e allievi alla camera ardente

Sono stati soprattutto tanti colleghi e 'allievì, come Corrado Formigli, Marco Damilano, Luca Telese, Aldo Cazzullo, Antonio Polito, a rendere omaggio nella camera ardente allestita nella Clinica Quisisana di Roma, a Giampaolo Pansa, maestro del giornalismo e scrittore scomparso ieri sera nella Capitale. Dal mondo della politica Maurizio Gasparri, che è stato tra i primi ad arrivare: «Pansa era un uomo che ascoltava, di grande sensibilità, abbiamo avuto negli anni tante occasioni di confronto. Ci mancherà la sua saggezza e il suo coraggio» dice all’ANSA l’esponente di Forza Italia.

Per gli 'allievi' come Corrado Formigli "Giampaolo è stato un grandissimo, da come si poneva davanti al potere a come cercava le notizie. Andava avanti per la sua strada, aveva dentro una grandissima libertà". Pansa "ha spinto tanti ragazzi a diventare giornalisti - aggiunge il conduttore di Piazzapulita - a seguire il sogno di poter diventare bravi come lui. Io ero uno di questi, ho letto tutti i suoi libri, volevo fare quel giornalismo lì".

Il direttore de L’Espresso Marco Damilano, che si è a lungo fermato anche con la vedova del giornalista, la scrittrice Adele Grisendi, ha sempre guardato alla grandezza di Pansa "anche per l’occhio che aveva per i dettagli e per la sua grandissima umanità - sottolinea -. Nel suo racconto non c'erano buoni o cattivi, c'era soprattutto una grande attenzione per gli sconfitti. Vedeva sempre anche l’umanità dei personaggi di potere. Persino dietro l’uomo di potere più arrogante e protervo trovava la possibilità di una caduta, di una ruga, di un tormento e li raccontava".

Secondo Aldo Cazzullo, "in tutto quello che facciamo e scriviamo c'è un po' di lui, era una persona estremamente generosa. nei confronti di tutti i giovani colleghi, rispondeva sempre, dava consigli, ci diceva che avevamo scritto una stupidaggine quand’era così" ricorda il collega del Corriere, dove Pansa era da poco tornato a scrivere -. Aveva una capacità di lavoro mostruosa oltre che un’immensa facilità di scrittura". E poi "era un uomo molto coraggioso anche fisicamente, le brigate Rosse lo volevano ammazzare, scelsero tra lui e Tobagi e uccisero Tobagi. Ho un meraviglioso ricordo di lui".

I funerali si terranno domani nella collegiata di San Leonardo e Cassiano a San Casciano dei Bagni (Siena), dove da anni Pansa risiedeva.