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INQUINAMENTO

Lo smog tiene sotto scacco le città

17 gennaio 2020, 18:11

Lo smog tiene sotto scacco le città

di Paola Lo Mele
 Lo smog continua a tenere sotto scacco le città che - tra divieti, allarmi e polemiche - ora affidano le loro speranze al meteo. Si attendono precipitazioni o venti per disperdere le polveri sottili. A Torino è stato il primo giorno di 'semaforo violà: almeno fino a lunedì il blocco del traffico è esteso a tutti i veicoli Euro 5 diesel. A Roma, invece, lo stop fino alla categoria Euro 6 è durata quattro giorni di fila e termina oggi, ma dopodomani è già prevista la «domenica ecologica». Nonostante ciò, è salito il numero delle centraline in cui i Pm10 ieri sforavano i limiti di legge: ben 11 su 13 in città. Quasi tutte. 
Nel capoluogo piemontese, le nuove limitazioni al traffico sono scattate dopo 20 giorni consecutivi oltre i limiti ammessi di micropolveri, 50 microgrammi al metro cubo. Le previsioni dell’Arpa indicano qualche nuvola e soprattutto venti, tra oggi e domani, che potrebbero migliorare la situazione. Ma il presidente locale di Legambiente è drastico: «Siamo in emergenza, la stessa emergenza, da quarant'anni, ed è inaccettabile». Mentre il comitato 'Torino respirà in una lettera indirizzata alla Juventus e al Torino, al Coni del Piemonte e al Centro Universitario Sportivo (Cus) ha chiesto di avvertire gli atleti dei rischi connessi all’attività agonistica in un ambiente fortemente inquinato». 
Nella Capitale lunedì le centraline con valori di polveri sottili oltre la soglia erano otto su tredici, martedi» e mercoledì erano nove su tredici. Ieri sono salite a undici. Sempre l’Arpa, organismo che si occupa delle misurazioni, ha spiegato che tale situazione, critica anche nella Valle del Sacco, è generata sia dalla presenza di inquinanti dell’aria sia dalla mancanza di precipitazioni e ventilazione che ne determina ristagno e accumulo. La previsione è di un miglioramento delle condizioni atmosferiche da domani e un rientro generale del Pm10 nei parametri dall’inizio della prossima settimana. 
Nel frattempo, va avanti il dibattito sull'efficacia dei provvedimenti per tamponare l’emergenza. I blocchi delle auto in caso di emergenza smog nelle città «funzionano poco perchè agiscono su una sola fonte di emissioni di polveri atmosferiche, su alcune categorie di veicoli e in determinati orari, e, di fatto diminuiscono solo una frazione del Pm10. Ma senza i blocchi la qualità dell’aria sarebbe peggiorata e le concentrazioni sarebbero salite di più», chiarisce il direttore dell’Istituto sull'inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr, Cinzia Perrino. «Ancora una volta, il tema del riscaldamento degli edifici trova uno spazio marginale», sostiene Leonardo Caruso, presidente dell’Anaci di Milano (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) lanciando l’allarme relativo alla mancata sostituzione di impianti di riscaldamento obsoleti e fuori noma. Sempre a Milano un flash mob di ambientalisti guidati dal consigliere comunale Carlo Monguzzi ha attraversato la Galleria Vittorio Emanuele invitando i negozianti a chiudere le porte evitando sprechi di energia. «Stamattina abbiamo misurato la temperatura in molti negozi, ed era fra i 28 e i 32 - ha spiegato Monguzzi -. Siamo in emergenza smog e aprire le porte dei negozi è pura follia». 
Molto duro il commento di Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani: «I governi che si sono succeduti negli ultimi anni non hanno fatto nulla, è dimostrato dalle due procedure di infrazione pendenti: non vorremmo che all’enorme danno ambientale si aggiunga anche quello economico dovuto a eventuali multe della Corte di giustizia. I blocchi auto sono solo il tentativo di tamponare un problema che andrebbe affrontato in modo sistematico». 

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