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Virus cinese, il bilancio sale a 41 vittime. Tre casi in Europa

25 gennaio 2020, 11:26

Virus cinese, il bilancio sale a 41 vittime. Tre casi in Europa

 E’ salito a 41 morti, dopo quindici nuovi decessi nelle ultime ore, il bilancio ufficiale delle vittime del coronavirus in Cina. Lo hanno riferito le autorità cinesi, precisando che le persone ora infette hanno superato il migliaio.  Le ultime 15 vittime si sono registrate nella capitale provinciale di Wuhan, la città di 11 milioni considerata l'epicentro dell’epidemia, ha riferito la Commissione sanitaria di Hubei. Negli Stati Uniti è stato confermato il secondo caso di contagio, una 60enne di Chicago rientrata da Wuhan il 13 gennaio e attualmente ricoverata in ospedale e clinicamente stabile mentre sono tre i casi accertati in Francia, i primi in Europa.

Possibili altri casi in Europa

E’ possibile che possano verificarsi in Europa altri casi importati del virus cinese 2019-nCoV, ma la maggior parte dei Paesi europei ha gli strumenti per affrontare l'emergenza: lo dichiarano i Centri di controllo europei per le malattie (Ecdc), dopo la conferma del terzo caso di infezione da coronavirus in Francia, anche questo in una persona rientrata dalla Cina, come i due precedenti. 
«La conferma dei primi casi in Europa non era inattesa, considerando i recenti sviluppi relativi ai casi registrati al di fuori della Cina», si legge nella nota degli Ecdc. Il fatto che i casi in Francia siano stati identificati, si rileva, conferma che il sistema di prevenzione e allerta del Paese funziona. «Alla luce della situazione attuale - osservano gli Ecdc - è verosimile che in Europa potranno esserci altri casi di importazione. Nonostante ci siano ancora molti aspetti sconosciuti del virus 2019-nCoV, i Paesi europei hanno le capacità necessarie a prevenire e controllare un epidemia subito dopo l’identificazione dei primi casi».

Sarà costruito un secondo ospedale

Un secondo ospedale per la cura dei pazienti affetti dal coronavirus sarà costruito a Wuhan. Lo hanno annunciato le autorità cinesi, riferiscono i media locali. Secondo il Peoplès Daily, l’ospedale conterrà 1.300 posti letti e si aggiungerà all’altra struttura che è in fase di costruzione a Wuhan e dovrebbe essere pronta entro 10 giorni. 

Quattro casi in Australia

Sono quattro i casi di contagio accertati in Australia del coronavirus proveniente dalla Cina: uno a Melbourne e tre nel Nuovo Galles del Sud. Lo riferisce il Guardian online. Tutti e quattro i pazienti sono stati di recente in Cina e tre di loro, scrive il quotidiano, di 43, 45 e 53 anni, sono arrivati direttamente da Wuhan, epicentro dell’epidemia. 

Tre casi in Malaysia

Il governo della Malaysia ha confermato tre casi di contagio nel Paese del coronavirus proveniente dalla Cina. Lo riferisce il Guardian. Tre anche i casi accertati in Giappone, mentre nel Regno Unito le autorità sanitarie stanno cercando di rintracciare 2mila persone che di recente hanno viaggiato a Wuhan, focolaio dell’epidemia del coronavirus, per essere sottoposti a controlli. Al momento, 14 persone sono risultate negative al contagio In Giappone aumenta intanto l'apprensione sul numero dei pazienti che attualmente rimangono sotto osservazione, malgrado la cautela delle autorità. Il ministero della Salute ha confermato che il terzo caso accertato riguarda una donna intorno ai 30 anni proveniente dalla città cinese di Wuhan, arrivata in Giappone il 18 gennaio assieme a 3 familiari. Durante una visita in un ospedale di Tokyo lo scorso giovedì è risultata positiva al virus che ha già ucciso più di 40 persone in Cina. 
La donna - la cui nazionalità non è stata rivelata - non è stata trattenuta nel centro ospedaliero per via dei lievi sintomi che presentava e continua a risiedere nella sua stanza d’albergo, ha detto il ministero nipponico, e i membri della sua famiglia non presentano sintomi della malattia o anormalità. Il portavoce del ministero ha aggiunto che malgrado la vicinanza con la Cina, in Giappone non si sta notando un rapido incremento dele persone sospette di aver contratto il virus.