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Francia, a Kobayashi 3 stelle Michelin: è il primo giapponese

Sono 628 gli stellati oltralpe. Dopo Bocuse, nessun altro scivolo da 3 a 2 stelle. Avanza la nouvelle vague nipponica 

di Alessandra Moneti -

27 gennaio 2020, 20:17

Francia, a Kobayashi 3 stelle Michelin: è il primo giapponese

La grande cucina francese da oggi parla anche un po' di giapponese. Tre nuovi ristoranti francesi hanno ricevuto le tre prestigiose stelle della Guida Michelin, il cosiddetto triplo macaron, il sacro Graal del mestiere di cuciniere in quanto massimo riconoscimento della rossa presentata oggi a Parigi per quegli indirizzi d’oltralpe che «meritano il viaggio». Tra loro anche Kei Kobayashi, il primo chef giapponese ad aver ottenuto il massimo dei 'voti' dalla guida, le tre stelle Michelin. Il quarantaduenne chef giapponese, nato a Nagano, ha ammesso durante la cerimonia di premiazione, che il suo «perfezionismo lo rende una persona difficile con la quale lavorare». Kobayashi, che ha aperto il proprio ristorante 9 anni fa nel centro di Parigi, aveva già due stelle Michelin. E’ l’avamposto di un’onda nipponica che, anche per il noto rigore della disciplina in brigata e rispetto delle materie prime freschissime, sta contaminando e trovando spazi al top della grande tradizione culinaria in Francia: Kazuyuki Tanaka ha vinto le due stelle per Racine, il suo ristorante francese nella città nord-orientale di Reims, così come Yasunari Okazaki per la sua cucina franco-giapponese, un crossover all’Abysee au Pavillon Ledoyen a Parigi. 

Quest’anno in totale la guida segnala 628 ristoranti stellati, quattro in meno rispetto allo scorso anno. Dopo le tante polemiche sulla terza stella tolta al ristorante, nei pressi di Lione del defunto Paul Bocuse, non ci sono stati altri declassamenti da 3 a 2 stelle. In apertura della cerimonia di premiazione Michelin ha oggi reso omaggio a Emile Jung, il decano delle tre stelle del Crocodile a Strasburgo, morto lunedì scorso all’età 78 anni. Il direttore internazionale delle guide Michelin Gwendal Poullennec ha sottolineato il ricordo di uno chef straordinario che «ha portato ai vertici la gastronomia francese e il territorio alsaziano». La sala ha omaggiato Jung con una standing ovation.

Altra novità la selezione sulla "gastronomia sostenibile", evidenziata con un pittogramma che rappresenta una foglia e che distingue gli chef che hanno a cuore l’ambiente. «Spetta alla guida diventare un acceleratore del cambiamento e una vetrina delle buone pratiche in tutto il mondo» sottolineano i curatori. Tre gli amici dell’ambiente lo chef Alain Passard de l’Arpège, tre stelle che offrono un menu di verdure al 100% e hanno difeso a lungo una filosofia green e sostenibile, attingendo dai suoi tre orti nell’ovest della Francia. Segnalata anche Amèlie Darvas dal tavolo Aponem di Hèrault, che ha ricevuto una stella un anno fa.

La celebre guida, oggi capace di aumentare mediamente del 40% il fatturato di un ristorante, è nata quando i fratelli Andrè ed Edouard Michelin, fondatori dell’omonima azienda produttrice di pneumatici, nel 1900 pubblicarono una guida di viaggio per incoraggiare gli automobilisti a mettersi in viaggio e quindi a rilanciare gli affari. All’epoca c'erano meno di 3.000 auto in Francia. La classifica a tre stelle per i ristoranti fu introdotta nel 1931

 

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