Sei in Italiamondo

coronavirus

Il virus frena il Pil mondiale, ma l'epidemia rallenta

12 febbraio 2020, 20:39

Il virus frena il Pil mondiale, ma l'epidemia rallenta

di Salvatore Lussu
La Cina ostenta ottimismo di fronte all’epidemia del coronavirus, confortata da numeri ufficiali che documentano un progressivo calo nel numero quotidiano dei nuovi contagi. Tanto che il presidente cinese Xi Jinping si è spinto oggi a parlare di «un’evoluzione positiva» nella lotta contro la malattia. E anche se l’agenzia di rating S&P Global taglia dello 0,3% le previsioni di crescita del Prodotto interno lordo mondiale nel 2020, i mercati finanziari di tutto il mondo, con le borse in rialzo ovunque, vogliono credere a una fine imminente dell’emergenza. Nonostante l’Oms ammonisca che è ancora «troppo presto» per fare previsioni di questo tipo. 
Il bollettino è arrivato a 45.206 casi confermati, 1.117 morti e 5.123 persone guarite dalla malattia. Tra tutti, il dato che lascerebbe ben sperare è che nell’Hubei, la provincia epicentro dell’epidemia, si sono registrati nell’ultima giornata appena un migliaio di nuovi casi: un dato lontano dal picco di oltre 3.000 contagi del 4 febbraio nonchè il numero più basso dalla fine del mese scorso. Inoltre, il tasso di guarigione è salito al 10,6% rispetto all’1,3% del 27 gennaio. «Risultati rilevanti», può dunque esultare Xi, raggiunti a suo parere grazie alle iniziative di prevenzione e di controllo messe in atto dalle autorità cinesi. 
A confortare l’ottimismo del presidente cinese sono anche le previsioni del consulente medico del governo di Pechino, Zhong Nanshan, secondo cui l’epidemia raggiungerà il suo picco a febbraio e potrebbe concludersi entro aprile. Leggermente diversa l’analisi del fisico Alessandro Vespignani: per il direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston, il picco dell’epidemia di Covid-19 potrebbe arrivare a Wuhan a fine febbraio o al più tardi ai primi di marzo. Nel resto della Cina, dove il coronavirus ha cominciato a circolare più tardi, il picco potrebbe arrivare fra aprile e maggio ma potrebbe anche non esserci proprio. Dipenderà dalla capacità delle autorità sanitarie di controllare o meno l'epidemia. 
C'è tuttavia chi alimenta dubbi sui numeri ufficiali diffusi da Pechino. La Chinese National Health Commission - denuncia il giornalista cinese Alex Lam, le cui tesi sono state rilanciate anche dal virologo italiano Roberto Burioni - il 7 febbraio avrebbe deciso di considerare come casi di coronavirus confermati solo quelli positivi al test e sintomatici e non più anche quelli asintomatici. Una scelta, suffragata da un documento in cinese postato su Twitter dallo stesso giornalista, che avrebbe come effetto quello di abbassare i numeri dell’epidemia. 
Tutto questo non sembra impensierire le Borse europee che hanno segnato una giornata record e un altro passo avanti oltre i massimi dove già si trovavano, sulla scia dei segnali positivi registrati dai listini asiatici, tutti in rialzo. Piazza Affari ha chiuso toccando i massimi dal 2008 (+0,7%) ma le migliori performance sono state registrate da Francoforte (+0,89%) e Parigi (+0,81%). L’atteggiamento degli investitori è ritornato in positivo da quando il presidente della Federal Reserve statunitense Jerome Powell ha dichiarato martedì che la sua valutazione sulle ricadute economiche non è così cupa come si temeva. Tra gli operatori finanziari, c'è poi l’aspettativa che Pechino possa introdurre importanti politiche di stimolo per compensare i risultati economici negativi attesi quest’anno. 
La frenata del Pil cinese, alla fine del 2020, potrebbe attestarsi a circa un punto percentuale. Almeno secondo S&P Global, che ha abbassato dal 5,7 al 5% le sue previsioni: 1,1% di crescita in meno rispetto all’anno scorso, quando la seconda economia del mondo era progredita del 6,1%. Ma in ogni caso la crisi, segnala l’agenzia di rating, dovrebbe colpire soprattutto l'Asia, mentre il calo globale del Prodotto interno lordo è previsto nell’ordine dello 0,3% e per l’Europa si parla di uno o due decimali di punto in meno alla fine del 2020. 
Tra le varie conseguenze dell’epidemia l’Opec, il cartello dei Paesi produttori di petrolio, ha tagliato di 440mila barili al giorno la previsione della domanda nel primo trimestre. Una riduzione dovuta all’emergenza che sta abbattendo i consumi di carburanti in Cina, che sull'intero anno potrebbe tradursi in un calo del 19%. Intanto, per paura del virus, è stato cancellato il Mobile World Congress, la principale fiera mondiale della telefonia in programma a Barcellona a fine febbraio, decimata dalle defezioni di importanti aziende. Così come non si correrà il Gp di Formula 1 di Shangai, originariamente in programma il 19 aprile ma ora rinviato a data da destinarsi.