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il caso

'40 minuti di terrore', tassista picchiato e aggredito a Roma

17 febbraio 2020, 17:37

'40 minuti di terrore', tassista picchiato e aggredito a Roma

Calci e pugni per una rapina. Aggredito da un cliente che ha tentato anche di portargli via l’auto. Sono stati 40 interminabili minuti di terrore quelli vissuti all’alba da un tassista romano che, in una stradina di periferia, è stato vittima di una vera e propria aggressione da parte di un uomo, arrestato poco dopo dalle forze dell’ordine. 
'Sono stati 40 minuti di terrore, ho avuto davvero paura', si è confidato poi con un collega il tassista che ha 47 anni ed è padre di un bambino di 10. Alcuni condomini di un palazzo della zona hanno ripreso la scena con il telefonino e hanno avvertito le forze dell’ordine. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il tassista stava accompagnando 4 clienti da via Casilina quando all’arrivo a destinazione, in via Rivarossa, uno di loro ha iniziato ad aggredirlo, forse perchè non voleva pagare. 
Il tassista, ha poi raccontato agli investigatori, ieri sera si era recato allo stadio per vedere la Lazio poi era tornato a casa e aveva cominciato il suo turno all’alba. Verso le 5 ha fatto salire sul taxi quattro persone, tre ecuadoregni e un’italiana, per un tragitto dalla Casilina verso Montespaccato. Arrivati a destinazione l’italiana è scesa con la scusa di prendere i soldi per pagare la corsa. Gli altri tre clienti hanno immobilizzato il tassista e lo hanno picchiato, provocandogli diverse contusioni al viso. Infine hanno tentato anche di rubargli l’auto ma non ci sono riusciti perchè si tratta di un modello ibrido, una Toyota Yaris. I tre, non sapendo come manovrare l’auto, l’hanno fatta finire contro un muro. L'aggressione avvenuta oggi, hanno subito incalzato i sindacati, «è solo l’ultima di una lunga serie». «Da anni chiediamo installazione di telecamere e sistemi anti rapina, Ma veniamo puntualmente rispediti al mittente. Quella di questa mattina è la quarta aggressione denunciata a Roma in poco tempo ai danni dei tassisti che, ricordiamolo, svolgono un servizio pubblico con obbligo di prestazione», fa sapere il responsabile di categoria dell’UGL Alessandro Genovese. «Mi auguro che di fronte a questo ennesimo atto di violenza -aggiunge il sindacalista- il sindaco Raggi e il presidente della regione Lazio non facciano ancora spallucce».

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