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MODA

Sfilate senza cinesi: anche Parma si attrezza

di Luca Molinari -

18 febbraio 2020, 10:07

Sfilate senza cinesi: anche Parma si attrezza

Si alza il sipario sulla Fashion Week di Milano. La settimana della moda dedicata all'universo femminile viene inaugurata con il Fashion Hub ospitato, per la prima volta, presso La Permanente. L'evento sarà l'occasione per presentare la campagna «China, we are with you» realizzata da Camera Nazionale della Moda Italiana. Obiettivo? Portare la Milano Fashion Week in Cina, attraverso contenuti live, per trasmettere un messaggio solidale di vicinanza in un momento difficile a causa del Coronavirus. Un migliaio di operatori cinesi del settore non potranno essere presenti a Milano ma potranno seguire in live streaming le sfilate. Inoltre verranno presentate le collezioni di 8 stilisti cinesi emergenti. Nel frattempo il settore della moda cerca di affrontare l'impatto del Coronavirus senza panico. 
PARMA COUTURE
«Il coronavirus adesso è un problema, ma potrebbe trasformarsi in un’opportunità». A parlare è Fabio Petrella, presidente del consorzio Parma Couture e di Confartigianato moda nazionale. «Il coronavirus sta agendo in maniera indiscriminata anche sul settore moda, condizionando le varie fashion week mondiali del settore». Alcune aziende del consorzio sono appena rientrate dalla fashion week in Giappone. «Si girava con la mascherina – racconta Petrella - e si percepiva paura nell’incontrare le persone e presentargli i propri prodotti, ma, tutto sommato, non è andata male. La ricaduta più pesante sarà invece sulla settimana della moda milanese, che sta per iniziare. Il presidente di Federalberghi  ha annunciato un calo del 40% di presenze rispetto allo scorso anno. Il mercato cinese infatti, soprattutto per il lusso, è estremamente importante». Più in generale ci si aspetta un grande calo negli afflussi dei buyer internazionali, dovuto alla chiusura degli aeroporti e alle difficoltà legate ad effettuare viaggi lunghi in aereo. «Ci aspettiamo un grosso calo degli ordinativi dal punto di vista globale – ha dichiarato Petrella - Per quanto riguarda le aziende della moda di Parma, il calo sarà legato indirettamente allo scarso afflusso dei buyer internazionali. La situazione più negativa sarà per chi ha delocalizzato. Prima di giugno infatti, si prevede che non sarà ripresa la produzione degli ordinativi verso l’Europa». 
MERCATO INTERNO
Guardando l’altro lato della medaglia, questo rallentamento potrebbe essere un fattore positivo «per riportare le produzioni nel contesto nazionale e dare linfa a manifattura italiana, in difficoltà proprio a causa della delocalizzazione. In sostanza quindi mancano i compratori internazionali – ha concluso - ma questo rallentamento della Cina potrebbe aiutarci a rimettere al centro le produzioni nazionali ed europee in un sistema più regolamentato». Michele Pignacca, titolare di Pilogen Carezza, storica azienda di cosmesi di Salsomaggiore, è «penalizzato dal fatto che molto packaging arriva dalla Cina e, questo rallentamento, sta provocando l’annullamento di ordinativi. Al momento però stiamo ottenendo un vantaggio, dato che abbiamo ottenuto richieste importanti per igienizzanti per le mani – ha detto –. Come azienda inoltre proponiamo prodotti italiani e locali, che non dovrebbero subire grossi contraccolpi».