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Primo caso a Fidenza. 217 positivi in Emilia Romagna, a Parma il primo decesso in regione

29 febbraio 2020, 17:57

Primo caso a Fidenza. 217 positivi in Emilia Romagna, a Parma il primo decesso in regione

C'è il primo caso di coronavirus a Fidenza. E’ risultata positiva una donna di 70 anni che dall’Ospedale di Vaio è stata trasferita al Maggiore di Parma, ma non in terapia intensiva. Anche questo caso è legato al focolaio della provincia di Lodi.

L’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, con cui il Sindaco Andrea Massari è in costante contatto, in accordo con le autorità sanitarie regionali hanno attivato per questo caso positivo tutte le procedure previste di isolamento ospedaliero, durante il ricovero. Spiega Massari: “l’Ospedale di Vaio e la rete sanitaria era preparata e ha potuto intervenire con metodo, rigore e precisione liberando il massimo della protezione per la nostra concittadina e per tutti gli operatori ospedalieri e la Comunità fidentina. Anche in queste ore ho potuto vedere lo scrupolo e l’impegno dei professionisti della sanità pubblica, cui presto o tardi quando torneremo alla normalità dovremo tutti porci il tema di come dire grazie in modo non banale e rituale. Intanto abbiamo un modo semplice per aiutarli nel loro lavoro e per aiutare noi tutti: non andare al pronto soccorso o in ambulatorio se abbiamo tosse e febbre e non intasare il 118. La prima cosa da fare è chiamare il proprio medico di famiglia o pediatra”.

217 positivi in Emilia Romagna, a Parma il primo decesso in regione

Salgono a 217 le persone positive in Emilia-Romagna, 28 in più rispetto all’ultimo aggiornamento. Nella giornata di oggi si sono verificati due decessi, che portano al totale a 4: un uomo lombardo di 83 anni e una 89enne di Busseto, che è la prima vittima parmigiane e emiliano-romagnola, mentre l’altro, come quelli dei giorni precedenti, sono di residenti in Lombardia. A confermarlo l’assessore alla Sanità, Raffaele Donini, durante un punto stampa a Bologna. 
Donini ha anche confermato che «il 54% di loro, 116 casi, sono domiciliati a casa», mentre «in terapia intensiva sono in 11, il 5% del totale». Si tratta «di una stabilizzazione, sia a livello quantitativo, sia a livello qualitativo». La divisione per province dei positivi è di 138 a Piacenza, 35 a Parma, 4 a Reggio Emilia, 22 a Modena, 2 a Bologna, 1 a Ravenna e 15 a Rimini. Sono 19 i pazienti asintomatici.

I ricoverati sono 86, cui vanno aggiunti 11 pazienti in terapia intensiva.  Rispetto a stamattina, quando i casi positivi erano 189, ci sono dunque 28 casi in più, di cui 19 a Piacenza, 3 a Modena, 6 a Rimini. Resta invariata la situazione a Parma, Bologna, Ravenna, Reggio Emilia. Va sempre tenuto presente che questi dati si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi. 

Al Maggiore è morta una 89enne di Busseto

Il sindaco di Busseto ha reso noto con un comunicato stampa che ieri è deceduta al Maggiore una ottantanovenne residente a Busseto.

Il Sindaco Giancarlo Contini, sentite le Autorità Sanitarie Competenti, comunica che una residente nel Comune di Busseto di 89 anni, risultata positiva al Coronavirus (covid-19), è deceduta ieri. Era ricoverata nel reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Maggiore di Parma, dove era arrivata sempre nella giornata di ieri. Un secondo cittadino di Busseto di 77 anni (e non 86 come erroneamente comunicato) rimane ricoverato in Rianimazione all’Ospedale Maggiore di Parma. Era risultato positivo al virus dopo l’esecuzione di un tampone-tac polmonare all’Ospedale di Vaio, dal quale poi l’altro ieri sera era stato trasferito all’ospedale di Parma. Resta ricoverato al reparto Malattie infettive del Maggiore, ma non in terapia intensiva, anche l’altro bussetano di 67 anni già risultato positivo al Covid-19 nei giorni scorsi.  L’Amministrazione Comunale di Busseto porge le più sentite condoglianze alla famiglia".

Un caso a Torrile

 ll sindaco di Torrile Alessandro Fadda - sentite le Autorità sanitarie competenti - comunica che è confermata la presenza di un caso di Coronavirus accertato nel Comune di Torrile. “La persona risultata positiva al Coronavirus, una donna residente a Torrile – spiega il sindaco - è attualmente ricoverata nel Reparto Malattie Infettive dell’Ospedale Maggiore di Parma ed è trattata con terapia antivirale. L’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, in raccordo con le autorità sanitarie regionali, hanno attivato, per questo caso positivo, tutte le procedure previste di isolamento ospedaliero durante il ricovero”.

In Italia superati i mille 'positivi'

Sono 1.128 le persone risultate positive al Coronavirus, di questi il 52% è in isolamento domiciliare, le persone ricoverate con sintomi sono 401, il 10% sono in terapia intensiva". Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel corso del punto stampa sull'emergenza coronavirus.  A queste si aggiungono 29 persone decedute e 50 guariti in tutta Italia.  "Da più parti è stata avanzata l'esigenza di mascherine. Le stiamo cercando con i colleghi della Regioni. In particolare servono mascherine chirurgiche, ne stiamo recuperando tante, con numeri che confidiamo di incrementare». 


Riguardo ai contagiati, nello specifico, in Lombardia ci sono 552 positivi, 40 dimessi e 23 deceduti, per un totale di 5.723 tamponi eseguiti. In Veneto 189 positivi, due deceduti e 8.659 tamponi. In Piemonte undici positivi e 308 tamponi. In Liguria 38 positivi, quattro dimessi e 121 tamponi. Marche: undici positivi e 68 tamponi. In Toscana dieci positivi, un dimesso e 531 tamponi. In Sicilia, 2 positivi e 2 dimessi e sei tamponi. Nel Lazio tre positivi, 679 tamponi. Campania: 13 positivi e 373 tamponi. In Puglia tre positivi e 252 tamponi. A Bolzano un positivo e 16 tamponi. In Abruzzo due positivi e 43 tamponi. In Calabria un positivo e 27 tamponi. In Sardegna nessun positivo e un solo tampone. In Umbria nessun positivo, 31 tamponi. In tutte le altre regioni non si segnalano contagiati. 

Primo morto negli Stati Uniti

Una persona nella contea di King, vicino a Seattle, nello stato di Washington, è la prima vittima in Usa del coronavirus. Lo scrive il New York Times.

100 casi in Francia

Il numero dei casi confermati di Coronavirus in Francia ha toccato i 100, secondo quanto annunciato questa sera dal direttore generale della Sanità, Jerome Salomon. A metà giornata, il ministro della Salute, Olivier Vèran, aveva parlato di 73 contagi, con un aumento di 16 casi rispetto a ieri sera. 

Quattro guariti in Liguria. Entro domani gli alberghi di Alassio saranno svuotati

Abbiamo 4 guariti in Liguria». Lo afferma il Commissario straordinario, Angelo Borrelli parlando alla Protezione civile.  Entro domani sera gli alberghi di Alassio (Savona), primo focolaio in Liguria di coronavirus, saranno svuotati. Lo annunciano il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone oggi pomeriggio nel punto stampa sull'epidemia di coronavirus. 

 

Coronavirus: contenimento è efficace e necessario

Rigide misure di contenimento e restrizioni negli spostamenti sono necessarie per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus SarsCoV2 e non si può abbassare la guardia perchè allentando i controlli la trasmissione potrebbe riprendere facilmente. Lo indica l’analisi dei primi casi della malattia avvenuti in Cina a partire da dicembre, pubblicata sul sito MedRxiv e nata dalla collaborazione fra la Fudan University si Shanghai, la Northeastern University e la Fondazione Bruno Kessler di Trento. 
L’andamento dell’epidemia di Covid-19 nelle dieci province cinesi più colpite compresa Hubei, sede del primo focolaio, suggerisce che «grazie alle misure di contenimento, con isolamento dei casi, quarantena dei contatti e restrizioni nei movimenti, la Cina ha potuto fare importanti progressi nel ridurre la trasmissione sostenuta della malattia al di fuori di Hubei». Gli autori della ricerca rilevano però che «l'epidemia non è ancora sotto controllo», che «gran parte della popolazione è ancora suscettibile di infezione» e che i futuri sviluppi dipenderanno «dall’efficacia delle politiche di controllo e dal comportamento di ciascuno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi». Sottolineano inoltre che «l'efficacia delle misure di contenimento si applica solo nel momento in cui le misure sono messe in atto e che un allentamento negli interventi di sanità pubblica o significativi cambiamenti nel comportamento possano portare al riemergere dei contagi" 
L’epidemia in Cina ha insegnato anche altro. Per esempio che, contrariamente a quanto si era registrato inizialmente, gli uomini non sono i più colpiti e che la malattia colpisce allo stesso modo anche le donne. Si è visto inoltre che i giovani con meno di 18 anni sono meno colpiti, ma al momento non è chiaro se siano effettivamente meno a rischio di infezione o se in essi la malattia si manifesti in modo più lieve. Va inoltre considerato, osservano i ricercatori, che in Cina la chiusura delle scuole è stata particolarmente prolungata perchè si è sommata alle vacanze per il Capodanno. «Non è chiaro - scrivono gli autori della ricerca - se l’interruzione delle attività scolastiche a livello nazionale abbia contribuito al basso numero di casi di Covid-19 confermati fra i ragazzi, nè se la riapertura delle scuole potrà modificare la situazione». 
I dati dalla Cina indicano infine che, sebbene non ci sia ancora una forte evidenza che il virus si trasmetta anche se non ci sono i sintomi, «la possibilità di una trasmissione nel periodo di incubazione appare sostenuta dalle indagini epidemiologiche». In caso di conferma, «la presenza di una rilevante trasmissione pre-sintomatica potrebbe ostacolare gli sforzi tesi a contenere l’infezione, compresa l’identificazione dei contatti e il tempestivo isolamento dei casi, così come i controlli sui passeggeri negli aeroporti». In ogni caso, concludono, «le strategie basate sull'isolamento e sulle limitazioni alle riunioni affollate, ai contatti nei luoghi di lavoro e nelle scuole potrebbero essere efficaci».

Non rinuncia al convegno, storica francese accetta la quarantena

Per non rinunciare a un convegno su Ruggero II che si svolge a Cefalù (Pa), una storica francese ha accettato di sottoporsi al rientro a una quarantena di due settimane. E'la scelta di Annick Peters-Custot dell’università di Nantes che era stata invitata a presentare al convegno di Cefalù una relazione sul carattere imperiale del regno di Ruggero. L’università francese le aveva chiesto di cancellare l'impegno, in caso contrario, al rientro, le sarebbero state imposte le stesse misure di cautela che la Francia adotta nei confronti di chi provenga dalla Cina e dalla Corea del Sud. Non è servita la spiegazione di Peters-Custot che in Sicilia non ci sono focolai di coronavirus e non si corrono rischi di contagio. «Ma evidentemente - ha detto - nel mio Paese non tengono presenti questi fattori e non fanno alcuna distinzione tra la Sicilia e una regione del Nord come, per esempio, la Lombardia». 
Annick Peters-Custot, a lungo applaudita dal pubblico, ha deciso di venire ugualmente e andare in quarantena per mantenere il suo impegno con la comunità scientifica e gli organizzatori dell’incontro. Una seconda studiosa francese, Jean-Marie Martin, che partecipa a Cefalù (Pa) al convegno storico su Ruggero II, andrà in quarantena. E’ la stessa misura imposta alla professoressa Annick Peters-Custot dell’università di Nantes alla quale era stato chiesto di rinunciare al viaggio in Sicilia. Come la collega, Martin ha confermato il suo impegno ed è venuta a parlare di «Ruggero sovrano polisemico». Nel corso del suo intervento ha annunciato che, tornando nel suo Paese, dovrà andare in quarantena per due settimane con la motivazione che «sarebbe stato un atto di buonsenso non venire in Sicilia». 
Martin, docente della E'cole francaise di Roma, ha ironicamente risposto che, visto il numero dei casi in Francia e quelli in Sicilia, sarebbe un gesto di «buonsenso se la Sicilia interdicesse l’ingresso ai francesi».

12 contagiati in Svizzera: erano tutti stati in Italia

Le autorità svizzere hanno confermato ad oggi 12 contagi da coronavirus nel Paese. In tutti questi casi, hanno reso noto, i pazienti avevano recentemente viaggiato in Italia. Lo riferisce il portale Swissinfo. 
Il confine svizzero con l’Italia rimarrà aperto, ha sottolineato in una conferenza stampa Daniel Koch, uno dei responsabili dell’Ufficio federale della sanità pubblica. Chiudere le frontiere, ha affermato, non aiuterebbe a fermare la diffusione della malattia.