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CORONAVIRUS

Virus, sale l'allerta Usa. Trump: 'Non andate nei focolai italiani'

Gli Stati Uniti portano il livello di allerta da 3 a 4. Allo studio screening per arrivi negli States dal nostro Paese 

29 febbraio 2020, 21:33

Virus, sale l'allerta Usa. Trump: 'Non andate nei focolai italiani'

Gli Stati Uniti alzano ulteriormente l'allarme, portando al massimo il livello di allerta - da 3 a 4 - per i viaggi nelle zone più colpite dal coronavirus in Italia e in Corea del sud. Tradotto: se finora il consiglio era di evitare i viaggi non necessari ora è un perentorio 'do not travel' ('Non viaggiare'), nei focolai dell’epidemia nel nostro Paese. Come già deciso per la Cina. E mentre per il resto dell’Italia resta il consiglio a 'riconsiderare' i viaggi non necessari, si preparano anche a maggiori controlli per gli italiani in arrivo in America. Come annunciato, in conferenza stampa con Donald Trump, dal vicepresidente Mike Pence, che coordina la task force Usa contro il virus: Washington lavorerà con l’Italia per coordinare lo screening dei viaggiatori in arrivo negli States.

Anche Hong Kong aveva emesso un’allerta rossa per l’Italia, sconsigliando i viaggi non necessari. E dopo Israele, Seychelles, Mauritius e Giordania si allunga sempre di più anche la lista dei Paesi che sbarrano le loro frontiere agli italiani e a chi arriva dal nostro Paese, per paura della diffusione del coronavirus. 
Ultimi ad aggiungersi, segnala il sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, sono stati le autorità delle isole pacifiche di Tuvalu, che hanno stabilito il divieto di ingresso sul territorio con respingimento alla frontiera per tutti i viaggiatori in provenienza dall’Italia. Scelta analoga hanno fatto le Isole Cook, sempre nel Pacifico, e il Kuwait, dove sarà negato l’ingresso a chiunque sia stato in Italia nelle due settimane precedenti.

Si infoltisce anche l’elenco di chi impone o suggerisce una quarantena di 14 giorni per i passeggeri in arrivo dall’Italia o più specificamente dalle zone focolaio del nord. Ultimi a introdurre la misura, già in vigore da giorni nel Regno Unito e in Romania, sono stati in varie formulazioni e con varie gradazioni di obbligo Macao (osservazione medica e isolamento a discrezione delle autorità locali), Panama (possibile invito a rimanere a casa per 14 giorni), Ciad (quarantena obbligatoria di 14 giorni), Malta (quarantena volontaria), Eritrea (quarantena in ospedale), Montenegro e Territori Palestinesi.

Altri Paesi, come già deciso da molti Stati, hanno disposto monitoraggi rafforzati, ad esempio con il controllo della temperatura, la compilazione obbligatoria di questionari, la disposizione di desk di arrivo dedicati, per i passeggeri provenienti dall’Italia nei loro porti e aeroporti. E’ il caso di Messico, Malaysia, Nicaragua, Russia, Bielorussia, Cipro, Slovacchia, Sudafrica e Cuba. 
Infine, nuovi Stati introducono restrizioni sui collegamenti aerei con l’Italia: le autorità della Repubblica Dominicana hanno sospeso i voli diretti da Milano per 30 giorni. Il Montenegro ha invece interrotto temporaneamente i voli da e per Milano e Bologna. Antigua e Barbuda hanno sospeso i voli charter, operati dalla Compagnia Blue Panorama, che collegano settimanalmente le isole caraibiche con l’aeroporto di Milano Malpensa.