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MIGRANTI

Erdogan, presto milioni di migranti verso l'Europa

'Già centinaia di migliaia da quando abbiamo aperto le porte'

02 marzo 2020, 12:31

Erdogan, presto milioni di migranti verso l'Europa

«Da quando abbiamo aperto i nostri confini, il numero di migranti diretti in Europa è di centinaia di migliaia. Presto sarà nell’ordine di milioni». Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un discorso a membri del suo Akp ad Ankara.
«Pensavano che stessimo bleffando, ma quando abbiamo aperto le porte sono cominciate ad arrivare le telefonate...». Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan parlando della sua decisione di lasciar passare i migranti verso l’Ue dopo l’uccisione di 34 suoi soldati in Siria, dove Ankara lamenta un mancato appoggio europeo.

Violenza contro i migranti, la polizia e le ong a Lesbo. Un gruppo di persone blocca uno sbarco, 'tornate in Turchia - Insulti e botte contro giornalisti e fotoreporter, urla contro personale dell’Unhcr, sassi contro un pullman della polizia (un agente è rimasto ferito): gruppi di abitanti di Lesbo hanno adottato comportamenti violenti contro gli sbarchi. Alcune decine di persone hanno impedito lo sbarco di un gommone nella località di Thermi, dopo che questo - su cui viaggiavano una cinquantina di migranti, tra cui diversi bambini - era già da diverse ore in mare. Questo gruppo ha anche aggredito verbalmente il personale Onu che tentava di assistere i migranti. 
In un altro incidente, un centro per l’accoglienza dei migranti in disuso è stato dato alle fiamme. 
Le immagini del pestaggio dei giornalisti su una banchina del porto sono diventate virali sui social network. 

Turchia, 120mila a confini Grecia-Bulgaria. Cifra 10 volte superiore a quella riferita da Atene e ong  - «Alle 13:50 (le 11:50 in Italia) il numero dei migranti che lasciano il nostro Paese attraverso Edirne (la provincia di frontiera turca con Grecia e Bulgaria, ndr) sono 117.677». Lo scrive su Twitter il ministro dell’Interno di Ankara, Suleyman Soylu. La cifra è di circa dieci volte superiore a quella riferita dalle autorità di Atene e dalle ong internazionali.