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Coronavirus, si valuta una riduzione delle bollette per il 2020. La Slovenia blocca l'accesso dei tir dall'Italia. Contagio in McLaren, la Formula Uno si ferma

13 marzo 2020, 08:34

Coronavirus, si valuta una riduzione delle bollette per il 2020. La Slovenia blocca l'accesso dei tir dall'Italia. Contagio in McLaren, la Formula Uno si ferma

 

Da questa mattina le autorità slovene hanno bloccato lungo il confine con l’Italia l’accesso a tutti gli automezzi oltre 3,5 tonnellate che non abbiano targa slovena. Possono invece passare quelli con targa italiana soltanto se diretti in Slovenia e con merce deperibile, dunque non in transito. Dopo la decisione del presidente francese Macron di chiudere le scuole in Francia, un analogo provvedimento è stato preso anche in Germania, dove le chiusure avverranno in maniera progressiva, in Algeria e in Slovenia. Contagiati la moglie del premier canadese Trudeau ed il ministro dell’interno australiano Dutton, che una settimana fa aveva incontrato Ivanka Trump.

Una riduzione delle bollette per tutto il 2020, da attuare attraverso un intervento sugli oneri di sistema. E’ una delle ipotesi che, secondo quanto apprende l'ANSA, il governo sta valutando per dare un sostegno a famiglie e imprese, con una norma da inserire nel nuovo decreto anti-Coronavirus. Il 'titolò della norma compare anche in una nuova bozza di lavoro che circola in queste ore, che contiene i cardini dell’intervento, dai fondi per gli ammortizzatori sociali alla sospensione delle ritenute per i settori più colpiti, a partire da turismo e spettacolo.

Il Circus della Formula 1 alza bandiera bianca e si arrende alle conseguenze della pandemia. Dopo la positività al coronavirus Covid-19 di un meccanico della McLaren, che ha consigliato alla scuderia che fa correre Carlos Sainz jr. e Lando Norris di non partecipare al Gran Premio d’Australia che doveva aprire la stagione 2020 della Formula 1, anche gli altri team hanno deciso che sarebbe stato giusto non correre. La decisione è stata presa nella tarda serata di ieri, dopo una riunione tra i team principal delle scuderie, Liberty Media che organizza il mondiale e la Fia, la federazione internazionale. "Al termine di questo confronto la maggior parte delle scuderie riteneva che non si dovesse gareggiare, per cui, col pieno sostegno dell’Australian Grand Prix Corporation, abbiamo perciò deciso di cancellare tutte le attività legate al Gran Premio d’Australia. Tutte le parti hanno preso in considerazione i grandi sforzi degli organizzatori ma siamo giunti alla conclusione che la sicurezza di tutti i membri della famiglia della Formula Uno e della comunità, così come la correttezza della competizione, hanno la priorità" il comunicato della Fia.
Una risoluzione presa certamente a malincuore, visto che, rispetto alla MotoGP che ha preferito cancellare la gara d’apertura in Qatar e poi spostare altre tre gare (Thailandia, Stati Uniti e Argentina), rimandando alla gara di Spagna a Jerez de la Frontera il 3 maggio il vero via, visto che a Losail hanno corso solo le due classi inferiori. Una strada che, probabilmente, percorrerà anche il Circus delle quattro ruote, visto che il Gran Premio del Bahrain, nel deserto di Sakhir, già prevista e porte chiuse, potrebbe saltare dato che in programma solo tra una settimana, non permetterebbe alla McLaren di schierarsi al via, visti i 14 giorni di quarantena per tutti i suoi componenti. Stessa sorte potrebbe subire il primo Grand Prix della storia in Vietnam, programmato per il 5 aprile a Hanoi, dilatando di fatto i tempi per capire come si evolve il Covid-19, arrivando alla prima luce verde addirittura il 3 maggio, con la ritrovata gara d’Olanda a Zandvoort. Contro il via di Albert Park si era mostrato contrario anche Lewis Hamilton, che ha parlato del "Dio denaro" che aveva costretto le dieci scuderie a recarsi dall’altra parte del mondo nonostante la grande emergenza data dalla pandemia. 
Per gli amanti delle statistiche, da ricordare che l’ultima volta che l’ultima volta che fu annullata la premiere fu nel 2011, quando per le rivolte della cosiddetta "primavera araba" saltò l’appuntamento in Bahrain.

 

Germania: Baviera chiude scuole fino al 6 aprile
La Baviera ha deciso di chiudere tutte le scuole da lunedì fino al 6 aprile. Si tratta di una misura a livello regionale e non federale. Lo riporta il Guardian. Altri tre Land hanno annunciato che prenderanno una decisione oggi. Anche Berlino oggi annuncerà se chiuderà tutti i suoi bar e i locali. Anche il Lande del Saarland ha annunciato la chiusura delle scuole a causa del coronavirus fino alle vacanze di Pasqua, al via il 6 aprile. L’istruzione è di competenza regionale in Germania, e ieri in cancelleria, da Angela Merkel, i presidenti dei Laender hanno discusso sulla questione. La ministra del governo federale Anja Karliczek ha affermato di essere contraria alla chiusura generalizzata delle scuole, per le conseguenze che questo comporta nella società, ma ha anche sottolineato la necessità di valutare la situazione ogni giorno.
La Baviera introduce il divieto di visita ai parenti nei centri per anziani e nelle case di cura, per evitare la diffusione del contagio da Coronavirus. Lo ha annunciato il presidente Markus Soeder davanti alla stampa.

Francia, scuole chiuse per almeno 15 giorni
Le scuole della Francia resteranno chiuse da lunedì e per «almeno quindici giorni», probabilmente fino alle vacanze di primavera: è quanto affermato dal ministro francese della Salute, Olivier Vèran, ai microfoni di radio Europe 1. «Non chiudiamo le scuole a cuor leggero» e la durata sarà «più breve possibile», ma «vogliamo una massiccia frenata nazionale» dell’epidemia, ha detto Vèran, spiegando che la scelta di chiudere asili, scuole e università - una ipotesi seccamente smentita appena qualche giorno fa dal ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer - è stata decisa dopo una riunione con gli esperti all’Eliseo. Ieri sera, nel solenne appello all’unità rivolto in tv, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato nuove misure per fronteggiare l’avanzata del coronavirus. Un discorso di ampio respiro, tra annunci immediati per rispondere all’emergenza sanitaria e obiettivi di più lungo termine, per l’affermarsi di nuove forme di solidarietà e un nuovo modello francese ed europeo in grado di rispondere alle sfide del 21/o secolo.

Cina, appena 8 casi e guarigioni all'80%
 La Cina ha annunciato un bollettino da coronavirus relativo alla giornata di ieri con nuovi minimi assoluti: appena 8 nuovi casi registrati e 7 decessi, che portano il totale a 3.176. 
La Commissione sanitaria nazionale (Nhc) ha riferito anche che 6 morti fanno capo alla provincia dell’Hubei, l’epicentro dell’epidemia, e uno a quella dello Shandong. Sono 1.318 i pazienti dimessi dagli ospedali che portano le guarigioni complessive a 64.111, pari a quasi l’80% (79,33%) degli 80.813 contagi finora accertati. 

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