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CORONAVIRUS

Pubblicato il dl 'Cura Italia', scattano subito le norme. Sanità, lavoro, famiglie: ecco tutte le misure

18 marzo 2020, 08:39

Pubblicato il dl 'Cura Italia', scattano subito le norme. Sanità, lavoro, famiglie: ecco tutte le misure

Sindaco di Cuneo: "Bara per chi non sta in casa"
«Visto che il piano A non funziona, variamo piano B. Dove il piano A sta per avvisi, il piano B sta per bara. Questo post è dedicato a tutti quelli che ancora stamattina, dopo che ieri ho annunciato due casi di persone positive al Covid-19 continuano a circolare». Lo scrive sul suo profilo Facebook Maurizio Paoletti, sindaco di Boves (Cuneo) coordinatore di Forza Italia per la provincia di Cuneo. 
«C'è chi dice che intanto «ho più di 70 anni ed in galera non mi mettono», oppure «il coronavirus è niente rispetto a stare a casa con mia moglie», «sono solo andato a giocare al lotto». Bene, avete ragione, siete più forti delle leggi, dei carabinieri, del sindaco ma non sappiamo ancora se siete anche più forti del Covid -9 per cui, per voi, cari menefreghisti, l'amministrazione ha varato il piano B». 
Il primo cittadino spiega, tra la minaccia e l’ironia, che il Comune sta ultimando al cimitero «160 cellette ossario, è stato liberato spazio nel campo dei trentennali, venerdì scade il bando per 24 nuovi loculi ed a breve ne libereremo 80 in scadenza. Il nostro motto in campagna elettorale era «siamo l'amministrazione che guarda al futuro» e come sapete normalmente le promesse le manteniamo per cui ci prepariamo al futuro dei trasgressori».

Bolsonaro: "In Italia tantio morti perchè tanti vecchi"

«L'Italia è una città... un Paese pieno di vecchietti, in ogni palazzo ce ne sono almeno una coppia, come a Copacabana, per questo motivo ci sono tanti morti...». Lo ha detto il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, parlando a Brasilia con i giornalisti che lo incalzavano sulla diffusione del coronavirus e sulle misure di contrasto messe in atto dal governo.

Il drammartico appello di Fontana: "Restate in casa, presto non riusciremo più a dare risposte a chi si ammala"

«Purtroppo i numeri del contagio non si riducono, continuano ad essere alti. Fra poco non saremo più nelle condizioni di dare una risposta a chi si ammala": il presidente della Lombardia Attilio Fontana è partito da qui per chiedere a tutti di «stare a casa». «Amici io lo sto dicendo in modo educato, ma fra un pò bisognerà cambiare il tono perchè se non la capite con le buone bisogna essere un pò più aggressivi anche nel farvela capire. Non vi stiamo chiedendo un sacrificio così, ma per salvare delle vite umane. Ogni uscita di casa è un rischio per voi e per gli altri». "Abbiamo fatto un’ennesima riunione sul nuovo ospedale della Fiera di Milano: stiamo portanto delle modifiche progettuali per far coesistere le esigenze strutturali e quelle sanitarie. Posso dire che il lavoro procede bene e quindi la speranza di riuscire ad arrivare a breve alla sua realizzazione è sempre più concreta".  "Prima di entrare nel merito, credo di dover sfruttare la presenza della stampa per un appello accorato a tutti i medici, infermieri e personale sanitario che è andato in pensione negli ultimi due anni, a tutti quelli che svolgono la loro attività in strutture private e a tutti quelli che, pur essendo specialisti in pronto soccorso o rianimazione ma svolgono lavori in questo momento non facenti parte del ss. A tutti questi lavoratori rivolgo l’appello di mettersi a disposizione del nostro sistema sanitario e alle nostre strutture per darci una mano in questa emergenza. Attraverso la collaborazione di questi professionisti credo che potremo dare risposte più importanti e realizzare i progetti di cui si parla". Lo ha detto questo pomeriggio il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. "Grazie al cielo - ha aggiunto Fontana - iniziano a vedersi movimenti anche per i ventilatori e i respiratori. Qualcosa si muove e qualcosa arriva. Ora dobbiamo pensare ai nostri medici e infermieri. Abbiamo bisogno di personale qualificato e credo che in un momento di necessità della Regione e del Paese chi ha svolto questo mestiere delicato debba sentire il dovere e la necessità di mettersi di nuovo a disposizione della sanità e della missione missione che per tanti anni ha svolto". 
 Chi volesse dare la propria disponibilità può inviare una mail a perlalombardia@regione_lombardia.it

Guarito un 97enne all'ospedale di Asola

‌‌‌Il ricovero - ricostruisce l’Asst - risale al 29 febbraio, quando l’anziano è arrivato al Pronto Soccorso del presidio mantovano, inviato dall’ospedale di Cremona, struttura in forte sofferenza per l’emergenza. Al cremonese era stata riscontrata una polmonite, che ha richiesto l'isolamento in attesa dell’esito del tampone, risultato poi positivo. Dopo un paio di giorni il 97enne si è aggravato, rimanendo in condizioni critiche per una settimana. Poi il recupero, che ha stupito tutti, familiari e operatori sanitari, in controtendenza con le statistiche sulla malattia. 
«Sembrava che non potesse farcela - commenta Maria Luisa Spina, il medico della Medicina Generale diretta da Marco Ghirardini, che ha disposto il ricovero del paziente e lo ha assistito insieme alla collega Sara Malagola e agli altri operatori sanitari - invece si è ripreso molto bene. Ha dimostrato una tempra formidabile e una totale autonomia. La sua è una famiglia longeva. Ci ha ringraziati e ha detto all’èquipe che siamo i suoi angeli». Il 14 marzo le dimissioni. Ora l’uomo, 97 anni compiuti a gennaio, sta affrontando la convalescenza a casa della figlia, in attesa del secondo tampone di controllo, previsto dalle procedure per decretare la guarigione definitiva. 
«L'isolamento gli sta già un pò stretto - racconta la figlia - perchè è un uomo ancora molto attivo. Prima della malattia pensava alla spesa, cucinava, non si faceva mancare la passeggiata quotidiana. Non ha mai fumato. Vorrei ringraziare tutta l’equipe di Asola dal profondo del cuore per la professionalità e gentilezza dimostrate nei nostri confronti. Mio padre mi è stato restituito».

Primo ospedale da campo in Italia

Sarà operativo da venerdì il primo ospedale da campo allestito in Italia per l’emergenza Coronavirus. Si tratta di quello in allestimento nel parcheggio dell’ospedale di Cremona, una delle zone più critiche per il contagio. Lo ha spiegato Kelly Suther, direttore sanitario della struttura messa a disposizione da Samaritan''s Purse. Dopodomani saranno operativi i primi posti letto per accogliere i pazienti Covid19. A regime la struttura, composta da 15 tende, avrà 60 posti letto, di cui 8 in terapia intensiva e 60 operatori fra medici di primo e secondo livello e sanitari.

Facebook, mille euro a ogni dipendente

Facebook ha in programma di dare mille dollari a ognuno dei suoi circa 45mila dipendenti, per aiutarlo nell’attuale situazione di emergenza causata dal coronavirus. Lo ha annunciato il Ceo Mark Zuckerberg in un memo interno, secondo quanto riferisce il sito The Information. 
Un portavoce della compagnia ha confermato la notizia alla Cnn, spiegando che il bonus, in arrivo ad aprile, è pensato per far fronte alle spese extra causate dal telelavoro, come la creazione di una postazione lavorativa in casa o la necessità di babysitter. 
Il bonus, stando a indiscrezioni, sarà elargito solo ai dipendenti e non ai lavoratori atipici. Nei giorni scorsi Faceook ha tuttavia dichiarato che avrebbe continuato a pagare i salari regolari ai lavoratori a ore, come quelli della mensa, nonostante l’orario di lavoro ridotto.

Il nuovo maxi decreto-legge

Scattano da subito le norme del decreto 'Cura Italia' con la pubblicazione su una edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale, che riporta la data di ieri pur essendo stato pubblicato in nottata. Il provvedimento su «Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19» è stato firmato questa notte dal presidente della Repubblica ed è composto da 127 articoli che confermano l’impianto anticipato nei giorni scorsi. 

Il provvedimento, per il quale sono state necessarie 67 pagine della Gazzetta Ufficiale, è suddiviso in cinque maxi capitoli: misure di potenziamento del servizio sanitario; misure a sostegno del lavoro; misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario; misure fiscali a sostegno delle famiglie e delle imprese; ulteriori disposizioni. 
In quest’ultimo 'titolo', che spazia dalla pulizia straordinaria delle scuole al potenziamento delle reti di telecomunicazioni, vi sono anche le norme per la costruzione delle newco di Alitalia, con un fondo da 500 milioni, e per il rinvio del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari che si potrà indire entro duecentoquaranta giorni dall’ordinanza che lo ha ammesso e che risale a fine gennaio (ultima data utile il 22 novembre). 
Nel capitolo per il potenziamento del servizio sanitario vi sono gli incentivi al personale, il potenziamento delle reti di assistenza, norme per la produzione di dispositivi medici e anche di mascherine protettive, la possibilità di utilizzare aree sanitarie temporanee, la requisizione di beni, l'arruolamento temporaneo di medici e per la permanenza di chi dovrebbe andare in pensione, il potenziamento di molte strutture e disposizioni urgenti per la sperimentazione di medicinali e dispositivi anti-coronavirus. 
Per il lavoro è prevista l’estensione di ammortizzatori sociali su tutto il territorio nazionale, per la cassa integrazione ordinaria e per quella in deroga, ma anche per chi ha già attivato assegni di solidarietà o ha una cassa integrazione in corso. Un articolo riguarda il congedo parentale 
15 giorni, con partenza retroattiva dal 5 marzo, per i genitori che hanno figli o della possibilità di utilizzo di un bonus di 600 euro per baby sitter. La norma vale sia per i dipendenti del settore privato sia per gli autonomi. Norme specifiche sono previste per il settore pubblico. Nel capitolo del lavoro è prevista anche un contributo di 600 euro in favore dei lavoratori titolari di Partita Iva e per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi. Previsti ammortizzatori anche per gli stagionali del settore turistico e per i lavoratori agricoli. Vengono sospesi anche i termini di pagamento dei contributi previdenziali per l’assicurazione dei lavoratori domestici e la sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti. 
Di rilievo le misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario, che aiutano il credito all’esportazione, aiutano le grandi e le piccole imprese, potenziano il fondo di solidarietà per i mutui prima casa, garantiscono supporto alle Regioni per l’acquisto dei beni necessari a fronteggiare il coronavirus. L’effetto leva di queste misure - secondo i calcoli del ministero dell’Economia - dovrebbe consentire di immettere risorse per complessivi 340 miliardi di euro. 
Il capitolo delle misure fiscali fissa invece rinvii al 20 marzo per le imposte dovute lunedì scorso e lo stop fino al 31 maggio dei tributi dovuti dai settori e dalle imprese più colpite dall’emergenza Covid. Vi sono poi lo stop alle cartelle esattoriali e sconti alle imprese e alle persone che effettuano donazioni per misure di contrasto all’emergenza coronavirus. Previsti anche un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sanificazione dei luoghi di lavoro e un premio di 100 euro ai lavoratori dipendenti con reddito inferiori a 40mila euro che rapportare ai giorni di lavoro svolti nella propria sede nel mese di marzo. 

Intanto non si ferma la generosità dei cittadini e delle aziende a sostegno delle istituzioni che stanno affrontando l’emergenza coronavirus. La famiglia Ferrero, attraverso Ferrero Italia, ha deciso di donare dieci milioni di euro alla struttura guidata dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri.

Coronavirus: può creare problemi al cuore

Il virus dell’influenza può provocare la miocardite, un’infiammazione del cuore. Anche il Covid-19 può aggredire il cuore, con la stessa conseguenza: perciò la raccomandazione, anche per i cardiopatici, è di limitare i contatti interpersonali al minimo indispensabile e seguire tutte le istruzioni per l’igiene delle mani e del respiro. A dirlo in una nota sono i medici del cardiocenter dell’ospedale Niguarda di Milano. 
Chi ha malattie cardiache è più vulnerabile a possibili complicanze (soprattutto respiratorie) della sindrome influenzale, soprattutto se la persona soffre anche di insufficienza cardiaca, diabete o malattie polmonari croniche, come dimostrano i dati di quest’epidemia. L’influenza, come altre malattie febbrili, può far aumentare di parecchio la frequenza cardiaca (uno dei principali fattori che determina il fabbisogno di ossigeno del cuore), determinando il cosiddetto 'stato ipercineticò del sistema circolatorio, per cui il sangue deve essere pompato con maggior celerità. Il cuore quindi è chiamato a svolgere un superlavoro che può metterlo a dura prova. «Dobbiamo diffondere queste conoscenze - ricorda il presidente della fondazione Angelo De Gasperis, Benito Benedini - In questo momento drammatico per l’Italia la corretta informazione allunga la vita». La fondazione Angelo De Gasperis, da 50 anni impegnata a sostenere l’attività del Cardiocenter del Niguarda, ha avviato una raccolta fondi per creare nuovi posti letto di terapia intensiva del Dipartimento Cardiotoracovascolare De Gasperis dell’ospedale. Il prezzo di ogni postazione è di circa 70mila euro. 

Sette i medici deceduti fino ad ora

Un elenco dei medici caduti nel corso dell’epidemia di Covid-19: al momento le morti accertare sono sette. L’elenco sarà pubblicato e aggiornato sul portale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), che resterà listato a lutto in loro memoria. 
I medici deceduti dopo essere stati contagiati, si apprende dalla Fnomceo, sono: Roberto Stella, responsabile dell’Area Formazione della Fnomceo, e presidente dell’Ordine dei medici di Varese; Marcello Natali, Segretario Fimmg di Lodi; Ivano Vezzulli, Medico di Medicina Generale nel lodigiano. Lunedì 16, Mario Giovita, medico di Medicina Generale della provincia di Bergamo. Prima di loro, Raffaele Giura, primario di pneumologia a Como. Carlo Zavaritt, ex assessore e medico bergamasco. Giuseppe Borghi, medico di Medicina Generale a Casalpusterlengo. Il 7 marzo, Chiara Filipponi, anestesista di Portogruaro, deceduta però a causa di una malattia allo stadio terminale.

Circa 25 milioni di posti di lavoro potrebbero andare perduti nel mondo a causa della pandemia da coronavirus. E’ l’allarme lanciato dall’Ilo, l'agenzia Onu sul lavoro.(ANSA-AFP). 

Onu: a rischio 25 milioni di posti di lavoro

 «La crisi economica creata dalla pandemia da Covid-19 potrebbe far aumentare il numero di disoccupati nel mondo di 25 milioni», rivela uno studio dell’Ilo pubblicato oggi. Secondo l’Agenzia dell’Onu, tuttavia, una risposta coordinata della comunità internazionale potrebbe «ridurre in modo significativo» quel dato.