Sei in Italiamondo

coronavirus

Salgono le guarigioni, 1.084 più di ieri. Altri 2.648 contagiati, picco di morti: 475. Boccia: "Inevitabile andare oltre il 3 aprile".

L'esercito degli indisciplinati: in 7 giorni 43mila denunciati. Italiani 'positivi' bloccati a Dublino. 

18 marzo 2020, 18:32

Salgono le guarigioni, 1.084 più di ieri. Altri 2.648 contagiati, picco di morti: 475. Boccia:

Sono 4.025 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.084 in più di ieri. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione Civile. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 192. «I guariti sono oggi 1084 in più, un numero veramente importante, che li porta in totale a 4025, più 37% rispetto a ieri», ha detto Borrelli.  Sono complessivamente 28.710 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a martedì di 2.648. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 35.713. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Ma mancano i dati della Campania. "Il totale delle persone positive è di 28.710, 12.090 in isolamento domiciliare senza sintomi, 2.257 le persone in terapia intensiva". Sono 2.978 le vittime del coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a martedì di 475. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l'aumento era stato di 345

«E' necessario contenere al massimo gli spostamenti». E’ il nuovo appello lanciato dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli nella conferenza stampa. «I dati di oggi ci fanno pensare positivo - aggiunge - ma vanno adottati comportamenti corretti».

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 12.266 i malati in Lombardia (171 in più di ieri), 3.915 in Emilia Romagna (+511), 2.953 in Veneto (+465), 2.187 in Piemonte (+423), 1.476 nelle Marche (+174), 1.291 in Toscana (+267), 744 In Liguria (+83) 650 nel Lazio (+100), 423 in Campania (+0), 416 in Friuli Venezia Giulia (+69), 436 in Trentino (+68), 366 in provincia di Bolzano (+84), 362 in Puglia (+42), 267 in Sicilia (+41), 249 in Abruzzo (+33), 241 in Umbria (+49), 21 in Molise (+2), 132 in Sardegna (+17), 162 in Valle d’Aosta (+28), 126 in Calabria (+14), 27 in Basilicata (+7). 
Quanto alle vittime, se ne registrano: 1.959 in Lombardia (+319), 458 in Emilia Romagna, (+65), 94 in Veneto (+14), 154 in Piemonte (+21), 92 nelle Marche (+23), 22 in Toscana (+5), 73 in Liguria (+13), 9 in Campania (+0), 32 Lazio (+9), 31 in Friuli Venezia Giulia (+1), 19 in Puglia (+1), 9 in provincia di Bolzano (+1), 3 in Sicilia (+0), 7 in Abruzzo (+1), 2 in Umbria (+1) 3 in Valle d’Aosta (+1), 7 in Trentino (+0), uno in Calabria (+0), 2 in Sardegna (+0), uno in Molise (+0). 
I tamponi complessivi sono 165.541, dei quali oltre 105mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. 

Boccia: "Inevitabile andare oltre il 3 aprile"

"Nessuno di noi fa delle previsioni, non sarebbe corretto farle. Il Consiglio dei Ministri valutera' i dati di questa settimana. Io penso che sara' inevitabile andare oltre il 3 aprile ma lo decidera' il Cdm". Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, intervenuto su Sky Tg24. "Il Paese al 90% e' fermo e il restante 10% ci consente di far funzionare tutto. Sul piano dei comportamenti ricordiamoci che il vaccino e' ognuno di noi se resta a casa - ha sottolineato il ministro -. E' evidente che stiamo valutando in queste ore se si trattera' se fare una stretta ulteriore che incida sui comportamenti, ma non stiamo parlando di quel 10% che consente agli altri 90% di star bene. Stiamo parlando di cose minime, come i bar nei distributori di benzina o altri microinterventi del genere"

In 7 giorni 43mila denunciati

Gente in spiaggia sorpresa a bivaccare, bar aperti, pic-nic o partitelle al parco mentre qualcuno gira persino in barca. E dal controllo delle celle telefoniche si evince che nella martoriata Lombardia ancora molti non rispettano la prescrizione di restare a casa. Il bollettino dei divieti violati aumenta con lo stesso passo dei numeri drammatici sulla diffusione dei contagi da Covid-19. E si moltiplicano le sanzioni: ha raggiunto le 43mila denunce il bilancio della prima settimana di controlli, effettuati su un milione di persone dalle forze dell’ordine per il rispetto delle misure anti-coronavirus. E in Campania arriva anche l’esercito per cercare di evitare assembramenti di cittadini in alcune zone: una misura richiesta e ottenuta dallo stesso governatore De Luca, dopo un colloquio con il presidente del consiglio Conte. 
In tutta Italia la grande maggioranza delle denunce - emerge dai dati diffusi dal Viminale - riguarda cittadini che hanno infranto l’articolo 650 del Codice penale, non avendo rispettato un provvedimento dell’autorità: sono cioè stati trovati in giro senza motivazioni valide. Ad infrangere la norma sono stati oltre 8mila 'furbettì, il numero maggiore dal varo dei divieti, mentre altri 204 avevano invece reso falsa attestazione al pubblico ufficiale. Il primo giorno i denunciati erano stati poco più di duemila, per poi raddoppiare già nel secondo giorno fino a toccare quota settemila nel terzo giorno. Sempre più persone 'pizzicatè in giro dalle forze dell’ordine, ma anche maggiore capillarità e severità nei controlli. Anche per questo si preannuncia un’ulteriore stretta, con misure più stringenti, che potrebbe arrivare proprio in queste ore. 
Da Nord a Sud, senza distinzione, sono ancora tante le persone che infrangono le regole. A Casale Monferrato, nell’Alessandrino, i carabinieri hanno interrotto la scampagnata di un’intera famiglia di 12 persone. Su una spiaggetta di Portici, alle porte di Napoli, in sette si intrattenevano con tavolino e sedie. Ma c'è anche chi, proveniente dalla 'zona focolaiò di Lodi, era in gita in mare dopo essere sbarcato in Sardegna qualche giorno prima dell’introduzione delle restrizioni: all’uomo è stato imposto l’isolamento fiduciario sulla sua barca. 
A supportare i controlli delle forze dell’ordine sono anche i cittadini, pronti a segnalare al telefono i trasgressori che scendono in strada o postano pericolose bravate sui social. A Caserta un 25enne in un supermercato sputava sulla frutta nei cesti. La denuncia è arrivata dopo alcune segnalazioni: nel filmato, diffuso su Instagram, si vedeva il 25enne che, dopo essersi tolto la mascherina, sputava sulla frutta esposta mentre in sovraimpressione appariva la scritta «infettiamo». Anche a Palermo alcune verifiche sono scattate dopo un esposto: in un video postato su Fb un gruppo di persone festeggiavano e ballavano nel canile municipale, senza rispettare le distanze. Non solo irresponsabili in giro, ma anche alcuni commercianti aperti che infrangono la chiusura imposta dal decreto: nelle ultime ore i titolari denunciati sono stati 154, a 33 esercizi è stata sospesa l’attività. Che il momento sia teso lo si capisce anche dagli episodi segnalati davanti ai supermercati, dove spesso si verificano liti tra chi viene accusato di non rispettare la fila o di non mantenere le distanza di un metro dagli altri. 
In Campania a presidiare il territorio per il rispetto delle regole sarà anche l’esercito. «Vi sono aree in cui è necessario dare un segnale di fermezza», ha detto il governatore De Luca, che da giorni chiedeva la presenza dei militari, così come altre istituzioni locali nel resto del Paese. Le prime pattuglie di militari sono state schierate in strada anche a Trieste, al confine con la Slovenia, per controllare l’autocertificazione. 
E nel Lazio, con un’ordinanza, già si è corso ai ripari anticipando la possibile nuova stretta in arrivo. Nella regione sono già previsti orari dei supermercati compressi (dalle 8,30 alle 19 tutti i giorni e la domenica chiusura alle 15) e vietati i lunghi spostamenti per andare a fare acquisti. Ma non basta. La sindaca di Roma chiede più controlli alle stazioni Termini e Tiburtina «dove con i treni arrivano ancora troppe persone». L'assessore lombardo al Welfare chiede venga contingentato il numero dei passeggeri sui bus. E in serata la ministra dei trasporti Paola De Micheli ha firmato, insieme al Ministro della salute, un decreto che prevede un’ulteriore stretta nei servizi di trasporto ferroviario e marittimo, compreso Stretto di Messina. Il senso civico della maggioranza non basta. E la libertà di movimento si restringe.

Borrelli: "Spero in produzione di dispositivi di protezione"

"Ribadisco il lavoro immane che stiamo facendo insieme ai colleghi delle regioni, c'è un aiuto, ci diamo supporto reciproco per sbloccare merci alle frontiere". Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel corso della conferenza stampa per fare il punto sull'emergenza coronavirus. "Il tema - ha spiegato - è trovare sul mercato internazionale le mascherine ed è come un lavoro di tessitura, tessiamo di giorno e viene disfatta di notte, perchè alcune commesse non si concretizzano soprattuto per la chiusura delle frontiere. Ci aspettiamo che nel nostro paese possa essere attivata una produzione di dispositivi di protezione". 

Borrelli: "Siamo vicini ai sindaci del Bergamasco"

"Ad oggi abbiamo traferito 55 pazienti attraverso il sistema della Cros ed è in corso l’attività di installazione di ospedali da campo a Crema e Piacenza, da parte delle forze armate". Lo ha detto il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso della conferenza stampa odierna per la lettura del bollettino medico nazionale. "E' proseguita - ha aggiunto - l’attività di distribuzione delle mascherine e dei ventilatori: abbiamo dato 1 milione di mascherine e 40 ventilatori. Ricordo che la Protezione Civile, sulla base delle sollecitazioni dei giorni scorsi, ha aperto un cc per donazioni. Queste donazioni saranno utilizzate per acquisto attrezzature e Dpi". "Esprimo - ha concluso - la vicinanza ai sindaci dell’area della bergamasca, che in questo periodo stanno vivendo un momento di grossa fatica e impegno. Da ultimo ricordo che è necessario adottare corretti comportamenti perchè anche i dati di oggi sul numero dei contagiati ci fanno pensare positivo sull'adozione dei comportamenti corretti". 

 

 

Italiani 'positivi' bloccati a Dublino

Un gruppo di ragazzi italiani che avevano seguito un corso per assistenti di volo Ryanair a Bergamo si trova bloccato a Dublino dopo che 15 di loro su 17 sono risultati positivi al coronavirus. Ora si trovano in isolamento in una struttura messa a disposizione dalle autorità irlandesi, in quarantena fino al 26 marzo. I giovani erano partiti il 2 marzo da Bergamo, diretti a Bari, e da lì si erano imbarcati il sabato successivo per Dublino. Una ragazza si è sentita male in albergo ed è stata portata in ospedale: i test sugli altri colleghi hanno evidenziato la positività.