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CORONAVIRUS

Conte: 'Sarà inevitabile allungare il blocco totale oltre il 3 aprile'

19 marzo 2020, 08:32

Conte: 'Sarà inevitabile allungare il blocco totale oltre il 3 aprile'

 

Con l’Italia che ha superato anche la Cina per numero di morti in un solo giorno - 475 vittime nelle ultime 24 ore - il governo si prepara a una nuova stretta per arginare i comportamenti scorretti di chi ancora continua a spostarsi senza motivo. Già previste nuove limitazioni nei trasporti ferroviari e marittimi (merci escluse). E un nuovo provvedimento potrebbe riguardare non solo le attività all’aperto - oggi consentite - ma anche misure più restrittive per supermercati, bar nelle stazioni di servizio cittadine e uffici, per evitare ad esempio le scene viste nella metropolitana di Milano affollata di cittadini.

 

"Abbiamo evitato il collasso del sistema, le misure restrittive stanno funzionando, ed è ovvio che quando raggiungeremo il picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima. Al momento non è ragionevole dire di più, ma è chiaro che i provvedimenti che abbiamo preso, sia quello che ha chiuso molto delle attività aziendali e individuali del Paese, sia quello che riguarda la scuola, non potranno che essere prorogati alla scadenza". Lo dice il premier Giuseppe Conte in un colloquio con il Corriere della Sera in merito all’emergenza coronavirus.

"Bisogna usare il buonsenso e agire tutti con la massima consapevolezza, le sanzioni penali per chi trasgredisce ci sono e verranno applicate in modo severo e sono d’accordo con quei sindaci che hanno chiuso anche le ville e i parchi - aggiunge -: una cosa è fare attività sportiva, un’altra è trasformare i luoghi pubblici in punti di assembramento, cosa inammissibile. Al momento non sono previste altre misure restrittive di largo respiro, ma se non saranno rispettati i divieti dovremo agire".

In Regione siamo allo stremo, a Roma proporremo di chiudere tutto. Così l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera sulla Repubblica. «Noi lo avevamo chiesto: in accordo con i sindaci, avevamo proposto di chiudere tutto. E’ un sacrificio? Certo che lo è. Ma non ci sono altre strade. Crescono i dati di Monza, di Lecco e quelli di Milano, dove iniziano a diventare significativi. Non c'è una cura contro il Covid-19, per ora solo terapie sperimentali. E gli ospedali sono al limite». 
L’assessore spiega che saranno valutate le curve dei dati e sarà fatta una proposta: «Siamo ancora di fronte a numeri enormi, a ospedali allo stremo: non arrivano più solo anziani, ma persone di 50, 40 anni. Che per respirare hanno bisogno di un tubo in gola: ho appena finito una riunione con Guido Bertolaso, mi ha detto che una situazione del genere non l’avrebbe mai immaginata». 
«Se la situazione non migliora faremo una nuova proposta al governo, partendo da quanto già chiesto - osserva Gallera - potrebbe riguardare solo alcune aree o tutta la Regione, vedremo anche in base a relazione dei tecnici. Ma ha visto le immagini della metropolitana di Milano, strapiena? Non è accettabile, si deve stare a casa; la gente che è in giro è troppa: lo abbiamo monitorato grazie alle celle telefoniche, il 40% dei lombardi si sposta ancora». L’analisi - spiega - è stata fatta «senza violare la privacy di nessuno. Il punto è che quattro persone su dieci in Lombardia, nonostante le restrizioni, ancora escono». Ci voleva più coraggio? «Forse sì, alcune nostre richieste sono state edulcorate dal governo».
 

Sulle eventuali nuove misure da prendere sarà "determinante il parere degli scienziati, i migliori sul mercato e di cui ci stiamo avvalendo, visto che non rincorriamo i sondaggi ma abbiamo in qualche modo, doverosamente, ceduto il passo alla comunità scientifica, che in alcuni momenti della storia può anche guidare le decisioni politiche", spiega il presidente del Consiglio. Il premier parla anche del decreto per lo sblocco degli investimenti ("Penso fra due settimane saremo pronti per firmarlo") e sul golden power afferma: "Stiamo studiando il provvedimento, di sicuro non consentiremo a nessuno di approfittare di un momento di debolezza del nostro Paese".

Saranno pronti entro un paio di giorni gli ospedali militari da campo di Piacenza e di Crema, per far fronte - su iniziativa del governo e in particolare del ministero della Difesa - alla carenza di posti letto per i malati da Covid-19 nelle aree più colpite. In fase di montaggio ci sono l’ospedale da campo a Piacenza e quello a Crema, rispettivamente per 40 posti in terapia sub intensiva e 30 in terapia intensiva. 
Oltre alla redistribuzione di militari nei territori di Trento e della Campania, nell’ambito di una riconversione dell’operazione 'Strade sicurè, non si esclude che altre unità delle esercito in altri Comuni e zone del Paese possano essere redistribuiti su disposizione dei Prefetti competenti in base alle esigenze. Numerosi anche i trasporti di biocontenimento effettuati dall’Aeronautica con aerei ed elicotteri. Ieri, su disposizione del prefetto di Bergamo e dopo l’improvviso aumento dei decessi nella città, decine di mezzi dell’esercito con una cinquantina di uomini hanno invece trasportato una sessantina di bare verso altri Comuni. Sono 120 i medici e gli infermieri, di tutte le forze armate, giunti in supporto negli ospedali di Bergamo e di Lodi. Altre decine saranno impiegati tra Piacenza e Crema.

Ascierto, 'il picco a meta' aprile'. Oncologo del Pascale di Napoli, 'la mia cura funzionerà - «Non dormo più, ma la mia cura funzionerà». Questo in sintesi il pensiero di Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative all’Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli, espresso su Qn; il medico che ha sperimentato il farmaco anti-artrite reumatoide, il Tocilizumab, per battere il coronavirus, fa poi presente che il picco potrebbe esserci per metà aprile e a fine maggio avere pochi contagi.  «E' un farmaco che già si conosce ed è, in questo momento, usato da noi oncologi per gli effetti collaterali di alcuni tipi di immunoterapia - osserva - prima di utilizzarlo abbiamo fatto un brainstorming con i colleghi cinesi che lo avevano già usato su 21 pazienti e per 20 di loro i risultati erano stati eccellenti. La sperimentazione clinica prevede l’arruolamento di 330 pazienti e avrà l’obiettivo di dare un quadro scientifico e rigoroso per validare gli effetti e l’utilizzo del Tocilizumab e capire quali sono i pazienti che possono riceverne i vantaggi maggiori. Tuttavia l’uso e la distribuzione del farmaco» per uso compassionevole «continuerà. L’azienda lo ha messo a disposizione gratuitamente e tutti i pazienti trattati in regime di off label entreranno nella raccolta dati insieme ai 330 della sperimentazione». 
E’ nata una rete di ospedali Covid-19, «ci siamo scambiati impressioni e punti di vista: quello che emerge è che se il trattamento viene fatto in sub-intensiva è molto efficace. Anche se al Cotugno di Napoli su 7 intubati 5 hanno avuto un beneficio notevole». 
«Il picco me lo aspetto a metà aprile - dice - l’isolamento contenitivo è cominciato al Sud una settimana fa. Un calo dei contagi lo vedremo non prima di un paio di settimane e credo che dobbiamo continuare su questa strada. Sono convinto che per fine maggio potremmo avere pochissimi contagi».