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PROTEZIONE CIVILE

In lieve calo i nuovi contagi e i decessi in Italia

25 marzo 2020, 17:58

In lieve calo i nuovi contagi e i decessi in Italia

Continua a calare seppur di poco il numero di contagiari in Italia, 3491 ogg, quarto calo consecutivoi. In calo anche il numero di decessi, 683 dai 743 di ieri. Ecco i dati resi noti alle 18 dalla Protezione Civile nel corso della conferenza stampa alla quale non è presente Angelo Borrelli che ha accusato uno stato febbrile.

Contagiati Sono complessivamente 57.521 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 3.491. Martedì l’incremento era stato di 3.612. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 74.386. 

Guariti Sono 9.362 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.036 in più di ieri. Ieri l’aumento dei guariti era stato di 894. 

Decessi Superati i 7mila morti in Italia a causa del coronavirus. Sono complessivamente 7.503 le vittime, con un aumento rispetto a ieri di 683. Martedì l’aumento era stato di 743. 

Calano contagi e morti in Lombardia

Rallenta la crescita dei contagiati da Coronavirus in Lombardia così come quella dei deceduti. Il numero dei positivi sale a 32346, ovvero 1643 più di ieri, quando i nuovi casi erano stati 1942. Il numero dei decessi giornalieri scende sotto quota 300 seppur di poco (296) per un totale di 4178 morti. E' salito a 10.026 quello delle persone non in terapia intensiva (315 in più da ieri) mentre in terapia intensiva sono ricoverati 1.236 pazienti, 42 da ieri. Lo ha spiegato l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera in diretta Facebook.

L'intervento di Conte alla Camera - Le frasi principali

Intervento del premier Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera sulle iniziative assunte dal governo per fronteggiare l’emergenza  Covid-19:  «La diffusione dell’emergenza coronavirus ha innescato in Italia e in Ue una crisi senza precedenti» che ci sta costringendo «ad una prova durissima». «Nei giorni scorsi mi ha scritto Michela, un’infermiera che lavora al reparto Covid dell’ospedale di Senigallia - ha poi proseguito -  Con grande dignità mi ha chiesto che i rischi che si stanno assumendo lei e suoi colleghi non siano dimenticati. A nome del governo, ma credo anche del Parlamento, dico che noi non ci dimenticheremo di voi». «Saremo all’altezza? La storia ci giudicherà, verrà il tempo dei bilanci, tutti avranno la possibilità di sindacare», un lungo ed unanime applauso dell’Aula della Camera si è levato quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ricorda le vittime del Coronavirus. Deputati e ministri si sono levati in piedi ad applaudire.  "Sono giorni terribili per la comunità nazionale, ogni giorno siamo costretti a registrare nuovi decessi, è un dolore che si rinnova costantemente" e  «Ci sarà tempo per tutto, ma questo è il tempo dell’azione. Il governo ha agito con la massima determinazione, con assoluta speditezza. Stiamo combattendo un nemico invisibile e insidioso che entra nelle nostre case, ci ha imposto di ridefinire le relazioni interpersonali, ci fa dubitare di mani amiche». «La scelta degli interventi effettuati si è sempre basata sulle relazioni del Comitato tecnico-scientifico. I principi ai quali ci siamo attenuti sono stati quelli della massima precauzione ma contestualmente anche quelli della proporzionalità dell’intervento all’obiettivo. E' questa la ragione della gradualità delle misure. Per la prima volta, dalla fine del secondo conflitto mondiale, siamo stati costretti a limitare delle libertà fondamentali». «Abbiamo sempre assicurato il coinvolgimento delle Regioni, sia nella Conferenza Stato-Regioni sia singolarmente». E, facendo una citazione: «In questi giorni molti hanno riletto ed evocato, anche pubblicamente, le pagine sulla peste scritte da Manzoni nei Promessi sposi: proprio in quest’opera viene ricordato un antico proverbio, ancora oggi fortemente in auge, per cui «del senno del poi son piene le fosse». Ci sarà un tempo per tutto. Ma, oggi, è il tempo dell’azione, il tempo della responsabilità». «Sono consapevole della necessità del coinvolgimento del Parlamento», che ritengo «doveroso». «Saranno inviati nei prossimi giorni - ma mi risulta che già in queste ore un primo gruppo sia arrivato - nuovi medici negli ospedali in difficoltà, con nuova ordinanza trasferiremo 500 infermieri nelle zone con il più alto numero di malati Covid-19». «Le terapie intensive in Italia sono passate da 5343 a 8370 in pochi giorni, ovvero un aumento del 63,8%». «E' imperativo perciò garantire il massimo grado possibile di liquidità alle imprese». «L'uso del Dpcm ci ha consentito di modulare le misure, rendendole adeguate rispetto all’obiettivo di ridurre il contagio». «Siamo lavorando per incrementare il sostegno alla liquidità e al credito che già, con il decreto «Cura Italia» già adottato, è in grado di mobilitare la cifra di 350 miliardi di euro. Con il nuovo intervento normativo, a cui stiamo già lavorando, confidiamo di pervenire a uno strumento complessivo altrettanto significativo rispetto a quanto sin qui operato. Interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati con il primo decreto». «I più preziosi asset di questo Paese vanno protetti con ogni mezzo. Sarà possibile lavorare in questa direzione a partire dal primo provvedimento normativo di aprile a cui stiamo lavorando».  «Stiamo lavorando per un nuovo decreto che possa potenziare e rafforzare le misure economiche già adottate, sia sul fronte della liquidità, della protezione sociale e del sostegno al reddito, per le imprese, per le famiglie e per i lavoratori in particolare autonomi». "Lo Stop al patto di stabilità «è stato essenziale per ulteriori stanziamenti di risorse. Tuttavia l'impatto finanziario della pandemia sarà tale da chiedere alla governance dell’eurozona un salto di qualità all’altezza della sfida. L’unione monetaria potrà uscire vincitrice solo se le sue istituzioni saranno rafforzate nel segno della solidarietà e dell’unità».  «A una emergenza straordinaria è essenziale rispondere con misure e azioni straordinarie. Risposte anche unitarie ma tardive saranno inutili». «Nessuno può accettare, men che meno l'Italia che sta facendo sacrifici enormi per contrastare il virus, che altri Paesi non raccolgano questa soglia di attenzione di precauzione massima. Immaginate la iattura di un contagio di ritorno, ove la soglia di altri Paesi nella linea di precauzione non fosse rigorosa». "Con la massima determinazione, ne usciremo presto", ha chiuso il suo intervento.