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CORONAVIRUS

Oms, in Italia possibile picco in questa settimana. Contagiato anche il principe Carlo

25 marzo 2020, 11:57

Oms, in Italia possibile picco in questa settimana. Contagiato anche il principe Carlo

«La data di riapertura delle scuole, lo ribadisco, si avrà quando il quadro epidemiologico lo consentirà, garantendo quindi la massima sicurezza a tutti gli studenti». Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina al question time alla Camera. 

«Ho chiesto agli uffici del Ministero di predisporre più piani d’azione in base a diversi scenari possibili legati alla data di riapertura delle scuole. I docenti, gli studenti e le loro famiglie, ai quali forniremo il massimo supporto, saranno messi nelle condizioni migliori per svolgere un esame serio e riceveranno tutte le informazioni in merito alle modalità che saranno adottate, non appena avremo un quadro anche temporale più definito».

«Non rientra nelle competenze del Ministero dell’Istruzione consentire l’esenzione dal pagamento delle rette nelle scuole primarie, secondarie di primo grado e di secondo grado a gestione privata, la cui entità è determinata dalla singola istituzione scolastiche». Lo ha detto la titolare del ministero dell’Istruzione Lucia Azzolina al question time. 
«Anche la frequenza dei servizi educativi sia pubblici che privati per bambini dalla nascita sino ai tre anni di età è soggetta al pagamento di una retta da parte delle famiglie. In merito l’Associazione Nazionale Comuni italiani (Anci) ha comunicato che la quasi totalità dei comuni, di fatto, ha già sospeso le rette per tutti i servizi educativi, anche quelle relativi al servizio di trasporto e mensa e in taluni casi è stato disposto il recupero, a favore delle famiglie, delle rette versate in anticipo», ha proseguito.

«La frequenza delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado e delle scuole paritarie dell’infanzia a gestione pubblica è gratuita. Pertanto, è a carico delle famiglie degli studenti che frequentano queste scuole la sola retta per la fruizione del servizio mensa, utilizzata prevalentemente dai bambini delle sezioni a tempo normale della scuola dell’infanzia e dagli alunni delle classi a tempo pieno della scuola primaria. Tali rette vengono versate, in forma diretta o indiretta, all’ente locale quale soggetto titolare della gestione del servizio di refezione scolastica che, nel periodo di sospensione delle attività didattiche in presenza, non è evidentemente, erogato». Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha risposto ad una domanda posta dall’on Lollobrigida durante il question time. «Nel caso in cui si riferisca al contributo volontario versato dalle famiglie degli alunni delle scuole statali, nella quota deliberata dal Consiglio di istituto dell’istituzione scolastica, i relativi fondi potranno essere utilizzati nei modi previsti dalla specifica delibera degli organi collegiali al momento della ripresa delle attività didattiche in presenza e opportunamente rendicontati», ha concluso Azzolina.

"Il picco potrebbe essere raggiunto questa settimana"

«Il rallentamento delle velocità di crescita è un fattore estremamente positivo, in alcune regioni credo che siamo vicini al punto di caduta della curva stessa, quindi il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere». Lo ha detto Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Oms a "Circo Massimo" su Radio Capital, sull'epidemia di coronavirus in Italia. «Credo che questa settimana ed i primi giorni della prossima saranno decisivi perché saranno i momenti in cui i provvedimenti del governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto». 

«Credo che questa settimana ed i primi giorni della prossima saranno decisivi perché saranno i momenti in cui i provvedimenti del governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto, efficacia e impatto, quindi quello che ci si aspetta e di veder cadere la curva in maniera più rapida nel giro di questi 5-6 giorni», ha detto il funzionario dell’Oms. Per quanto riguarda i tassi di mortalità, «ci aspettiamo di vederli cadere con alcuni giorni di ritardo», ha aggiunto. 

Positivo anche il principe Carlo

Il principe Carlo, 72 anni, erede al trono britannico della regina Elisabetta, è risultato positivo al test del coronavirus. Lo rende noto Buckingham Palace. Carlo era in isolamento in Scozia da alcuni giorni. 

Carlo, classe 1948, compirà 72 anni a novembre. Secondo quanto precisato da una dichiarazione diffusa da un portavoce dalla sua residenza ufficiale londinese di Clarence House, il principe di Galles manifesta al momento sintomi lievi e «per il resto è in buona salute». Le sue condizioni non destano dunque allarme, secondo il portavoce. La sua consorte Camilla, duchessa di Cornovaglia, è stata pure testata e non risulta aver contratto il virus. Al momento la coppia resta in auto-isolamento nel castello scozzese di Balmoral e viene esclusa la necessità di un trasferimento in ospedale. «Non è stato ancora possibile - ha riferito il portavoce citando fonti mediche - accertare da chi il principe abbia preso il virus». 

La regina sta bene

 Elisabetta II sta bene. Lo assicura una portavoce di Buckingham Palace dopo la notizia del contagio da coronavirus dell’erede al trono, il suo primogenito Carlo. «Sua Maestà la Regina è in buona salute», conferma la portavoce, ribadendo quanto già riferito dallo staff di Carlo secondo cui l’ultimo contatto diretto fra madre e figlio è stato «un breve incontro la mattina del 12 marzo» dopo una cerimonia d’investitura per la consegna di alcune onorificenze. Al momento, secondo Buckingham Palace, la sovrana - che il mese prossimo compirà 94 anni - «sta seguendo ogni consiglio adeguato» dei medici a tutela del «proprio benessere».