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MARTEDI'

Martedì alle 12 bandiere a mezz'asta in tutti i municipi

L'Iss: 'Dopo Pasqua potremo rivedere i decreti'. 800 italiani bloccati in Australia. EasyJet mette a terra l'intera flotta

30 marzo 2020, 07:37

Martedì alle 12 bandiere a mezz'asta in tutti i municipi

Il 31 marzo alle 12.00 in tutti i municipi d’Italia e nelle sedi delle Province saranno esposte le bandiere a mezz’asta e verrà osservato un minuto di silenzio a ricordo delle vittime del Covid19. Un’iniziativa partita dal presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli e subito condivisa da UPI, con Michele de Pascale. UPI Emilia-Romagna, che aderisce insieme a tutti i presidenti e i sindaci della Regione, ha promosso in questi giorni l’iniziativa, sia come momento di ricordo che di riflessione e condivisione. Per il presidente Gian Domenico Tomei «questo momento rappresenta con un piccolo gesto che tutte le amministrazioni pubbliche sono coese e unite nella battaglia contro questa emergenza. Siamo vicini ad ogni persona, ogni famiglia che sta vivendo il dramma del lutto e della malattia. La nostra comunità sta pagando un tributo altissimo in termini di vittime e contagiati, il nostro impegno quotidiano è poter assicurare loro sostegno e vicinanza, perché nessuno deve sentirsi lasciato solo. Conosciamo la tragedia di chi non può nemmeno salutare per l’ultima volta un proprio caro, di chi è senza entrate economiche, di chi vive nell’incertezza di una malattia di cui non abbiamo ancora una cura. A tutti voi, diciamo che non siete soli». Il 31 marzo, quindi, tutti i presidenti di Provincia e i sindaci sono invitati a esporre in tutti i Municipi le bandiere a mezz’asta e ogni sindaco, con la fascia tricolore osserverà un minuto di silenzio davanti al municipio o al monumento dei Caduti a nome di tutta la cittadinanza, che sarà chiamata a fare lo stesso nella propria abitazione. UPI Emilia-Romagna fa parte della cabina di crisi per il coronavirus istituita dalla Regione, con lo scopo di monitorare in tempo reale la situazione dell’emergenza sanitaria in atto. Per il presidente Tomei «in questo delicato momento, il ruolo delle Istituzioni si sta rivelando fondamentale. Essere coinvolti al tavolo interistituzionale ci dimostra quanto possa essere funzionale un ente sovraccomunale come la Provincia, nell’interlocuzione tra Regione e amministratori locali».

«Di fronte alle minacce alla nostra salute e al nostro benessere, è naturale provare ansia e paura. Tuttavia, mi conforta molto il seguente saggio consiglio per esaminare i problemi che abbiamo di fronte: «Se c'è; qualcosa da fare, fatelo, senza bisogno di preoccuparvi; se non c'è; niente da fare, preoccuparsi ulteriormente non sarà d’aiuto». E' quanto scrive il Dalai Lama in un messaggio diffuso e tradotto dal centro culturale tibetano Ghe Pel Ling. «Miei cari fratelli e sorelle, Scrivo queste parole - si legge nello scritto del Dalai lama - in risposta alle ripetute richieste di molte persone in tutto il mondo. Oggi stiamo attraversando un periodo eccezionalmente difficile a causa dello scoppio della pandemia di coronavirus. Oltre a questo, l'umanià; deve affrontare altri problemi, come il cambiamento climatico estremo. Vorrei cogliere l’occasione per esprimere la mia ammirazione e la mia gratitudine ai governi di tutto il mondo, compreso quello indiano, per i passi che stanno compiendo per affrontare queste sfide. L'antica tradizione indiana descrive la creazione, il mantenimento e la distruzione di mondi nel tempo. Tra le cause di tale distruzione ci sono le armi e le malattie, che sembrano essere in accordo con ciò che stiamo vivendo oggi. Tuttavia, nonostante le enormi sfide che dobbiamo affrontare, gli esseri viventi, compresi gli esseri umani, hanno dimostrato una notevole capacità di sopravvivenza. Per quanto difficile possa essere la situazione, dovremmo impiegare la scienza e l’ingegno umano con determinazione e coraggio per superare i problemi che ci troviamo ad affrontare. Al momento tutti stanno facendo del loro meglio per contenere la diffusione del coronavirus. Plaudo agli sforzi concertati delle nazioni per limitare la minaccia». «Mi rendo conto che, a causa delle necessarie misure di blocco in tutto il mondo, molte persone - nota - si trovano ad affrontare enormi difficoltà; a causa della perdita dei mezzi di sussistenza. Per chi non ha un reddito stabile la vita è; una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Mi rivolgo a tutti gli interessati affinchè; facciano tutto il possibile per prendersi cura dei membri vulnerabili delle nostre comunità». «Offro una speciale gratitudine al personale medico - medici, infermieri e altro personale di supporto - che lavorano in prima linea per salvare vite umane a grande rischio personale. Il loro servizio è davvero compassione in azione». «Con sentiti sentimenti di preoccupazione per i miei fratelli e le mie sorelle di tutto il mondo che stanno attraversando questi tempi difficili, prego - si conclude la missiva - per una rapida fine di questa pandemia, affinchè; la vostra pace e la vostra felicità possano essere presto ristabilite»

Pasti assicurati e alloggio gratuito durante l’intero periodo della quarantena per il personale di Polizia Penitenziaria costretto in isolamento fiduciario nelle caserme degli istituti. Lo stabilisce una direttiva predisposta dalla Direzione Generale del Personale e delle Risorse del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed inviata ai Provveditori regionali, ai Direttori degli istituti e ai Comandanti di reparto. 
La direttiva, di carattere eccezionale - informa Gnewsonline, il quotidiano del ministero della Gisutizia - punta ad alleviare il disagio del personale che, su indicazione sanitaria, è tenuto a restare confinato nel proprio alloggio per il periodo di tempo prescritto dal medico. In questi casi, sarà cura della Direzione dell’istituto penitenziario far prelevare dalle mense di servizio il cibo da destinare al personale in quarantena in caserma. Allo stesso modo e in via del tutto eccezionale per l'intera durata dell’isolamento, non sarà richiesto ai dipendenti in questione di corrispondere i relativi oneri alloggiativi. 

«Il vero centro della partita si gioca prima della terapia intensiva, si gioca a casa dei pazienti. Abbiamo ricoverato in malattie infettive una nostra infermiera che, da 10 giorni era a casa con 39 di febbre, prendeva la tachipirina e si sentiva un po' meglio e per quello non chiamava. Non deve più succedere questo: il malato che ha la febbre oggi, nell’era Covid, è un malato che, fino a prova contraria, deve essere gestito come un Covid». Lo ha detto il professor Pierluigi Viale, direttore di Malattie infettive del Policlinico di Sant'Orsola di Bologna.

«Abbiamo la sensazione che la partita della gestione di questi pazienti sia tempo dipendente: più rapido sei a intervenire con farmaci anti-virali prima, con farmaci immunomodulanti dopo, con l’assistenza respiratoria, meglio fai. Probabilmente lasciare il malato a casa o in area internistica con un cannula di ossigeno non serve a nulla, bisogna aggredire questo malato dal punto di vista respiratorio».

Cassa integrazione, congedo parentale e bonus baby sitter: l’Inps ha pubblicato le circolari con le modalità operative per la richiesta di alcune delle principali misure previste dal decreto cura Italia per sostenere lavoratori e famiglie. Lo fa sapere l’Inps con una nota. L’Inps chiarisce quali sono i criteri per l’accesso semplificato alla cassa integrazione e per la richiesta di congedo parentale per i figli a casa a causa dell’emergenza epidemiologica. 
- La circolare 47/2020 prevede l'accesso semplificato per le aziende al trattamento ordinario di Cassa integrazione (Cigo), all’Assegno Ordinario e alla Cig n deroga, con causale «COVID 19 nazionale». Per la Cigo e l'assegno ordinario non sarà necessario dimostrare la non imputabilità e la temporaneità dell’evento nè comunicare la data di ripresa dell’attività. Per la Cigo e l’assegno ordinario non sarà richiesta alcuna relazione tecnica e, per l’assegno ordinario, non sarà necessario compilare la scheda causale. Questi interventi potranno avere durata massima di 9 settimane per periodi che vanno dal 23 febbraio al 31 agosto 2020. 

«Quanto tempo dovremo restare a casa? Arriviamo fino a Pasqua e poi guardiamo i dati per stabilire come procedere. Va vista l’evoluzione dell’epidemia». Così Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in un’intervista a Repubblica in cui avverte: anche quando i casi di coronavirus scenderanno a zero, la vita non tornerà come prima finchè non verrà trovato un vaccino o un farmaco efficace contro la malattia. 
«Assistiamo a un appiattimento della curva, non ci sono ancora segnali di discesa ma va meglio. Le importanti misure che sono state adottate stanno mostrando i loro effetti», dice Brusaferro. Per poter avere un miglioramento «dobbiamo osservare un aumento quotidiano dei casi inferiore a quello delle 24 ore precedenti per alcuni giorni consecutivi. Il numero delle nuove infezioni si deve quindi ridurre significativamente. Per ottenere questo trend bisogna rispettare le misure del governo e fare anche molta attenzione all’isolamento dei positivi o dei loro contatti stretti». 
Sulle riaperture, «il problema è capire quali forme di apertura garantiscono che la curva non ritorni a crescere», spiega Brusaferro. «Certamente le riaperture avverranno in modo graduale e dovremo organizzarci per essere capaci di intercettare rapidamente eventuali nuove persone positive. Stiamo anche valutando un’idea degli inglesi, quella dello 'stop and gò. Prevede di aprire per un certo periodo e poi chiudere di nuovo». Al vaglio, aggiunge, c'è anche la possibilità di tenere a casa «anziani e malati fragili». 
«Credo che questa infezione globale non scomparirà in tempi brevi. Ci costringerà quindi ad immaginare un futuro diverso, almeno finchè non arriverà un vaccino oppure un farmaco efficace contro il coronavirus», rileva Brusaferro. «Dovremo trovare un modo nuovo in cui fare le cose che ci piacciono. Penso ad attività come ascoltare un concerto o socializzare. Andranno fatte in una forma che ci aiuti a non far ripartire l’infezione. Ci vuole creatività. E’ un viaggio di esplorazione che stiamo facendo tutti assieme: dobbiamo immaginare un futuro nel quale proteggere i più fragili sacrificandoci un pò e trovando nuovi punti di equilibrio».

 I decessi provocati dal coronavirus nel mondo hanno superato quota 34mila su un totale di oltre 723mila casi: lo riporta l'ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University. Le persone finora guarite sono 151.991. I casi di contagio sono 723.328 ed i decessi 34.005, indica l'università americana.

I decessi provocati dal coronavirus nello Stato di New York hanno superato ieri, in meno di un mese, quota 1.000: lo riporta il New York Times sottolineando che gran parte dei decessi sono stati registrati negli ultimi giorni. Il bilancio aggiornato in questo Stato verrà reso noto oggi, ma secondo alcuni calcoli dovrebbe essere di almeno 1.026.

 EasyJet ha, oggi, messo a terra la sua intera flotta di aerei a seguito delle restrizioni di viaggio - senza precedenti - imposte dai Governi in risposta alla pandemia del Coronavirus e dell’implementazione di regimi di confinamento in molti Paesi europei. Negli ultimi giorni - si legge in una nota - la compagnia ha lavorato alacremente per il rimpatrio di numerosi passeggeri, operando oltre 650 voli di rimpatrio e riportando a casa più di 45.000 persone. Gli ultimi voli di rimpatrio sono stati effettuati ieri. 

Coronavirus: ancora 800 italiani bloccati in Australia

E’ rapidamente cresciuto negli ultimi giorni il numero di italiani, per lo più giovani - oltre 800 secondo le stime - in contatto con le istituzioni diplomatiche italiane in Australia per cercare di rientrare in patria. Lo riferiscono oggi i bisettimanali in lingua italiana Il Globo di Melbourne e La Fiamma di Sydney, sottolineando che è difficile avere idea della cifra effettiva, «poichè sta dando i suoi frutti il lavoro dei consolati che in questo giorni stanno assistendo i connazionali a imbarcarsi su qualcuno dei pochissimi voli disponibili». 
Grazie anche alla collaborazione della Qatar Airways, le autorità italiane stanno riuscendo a far imbarcare le persone con esigenze maggiori, come i minori non accompagnati che erano in Australia per esperienze di studio, i cittadini italiani disabili e gli anziani venuti in Australia per motivi turistici. Una volta risolte queste emergenze, ci si potrà dedicare anche agli altri casi, sempre più numerosi, a quanto indicano fonti consolari. 
La buona notizia è che sta prospettando sconti sui voli di aprile la compagnia aerea del Qatar, rimasta una delle poche a volare sull'Australia oltre a permettere il collegamento su Roma, Milano e Venezia, sempre utilizzando scali in Europa ancora aperti. Rimane tuttavia il rischio che i voli possano essere cancellati all’ultimo momento, con l’incertezza sulla possibilità di ottenere il rimborso dei biglietti. 
Resta la speranza che da Roma si decida di apprestare un volo in collaborazione con l’Alitalia, se i numeri di chi cerca di tornare in Italia dovessero confermarsi. A chiedere di agire in questo senso anche il comunicato rilasciato dai presidenti dei Comites dei vari stati d’Australia, riunitisi nei giorni scorsi con la presenza del senatore Francesco Giacobbe, eletto nella circoscrizione estera comprendente l’Australia.