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Coronavirus

Trend in calo in Italia, 2.107 nuovi positivi (ieri 1.648, ma con 6.000 tamponi in più), 837 morti

31 marzo 2020, 19:08

Trend in calo in Italia, 2.107 nuovi positivi (ieri 1.648, ma con 6.000 tamponi in più), 837 morti

Sono 15.729 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.109 in più di ieri. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 1.590. Sono 12.428 i morti, con un aumento rispetto a ieri di 837. Lunedì l’aumento era stato di 812.  Sono complessivamente 77.635 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.107. Lunedì l’incremento era stato di 1.648 (ma riospetto a ieri ci sono stati oltre seimila tamponi in più). Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - è di 105.792. Sono 4.023 i malati ricoverati in terapia intensiva, 42 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.324 sono in Lombardia, 6 in meno di ieri. Dei 77.635 malati complessivi, 28.192 sono poi ricoverati con sintomi e 45.420 sono quelli in isolamento domiciliare. C'è una diminuzione dell’incremento dei ricoverati, da 1.276 il 26 marzo a 409 ieri a 397 oggi; in terapia intensiva l’incremento giornaliero era 120 il 26 marzo, è di 42 oggi. E’ una fotografia generale del sistema sanitario che fa fronte a questi numeri, in via di contenimento». Lo ha detto Roberto Bernabei del Comitato tecnico scientifico (Cts) in conferenza stampa alla Protezione civile. «Quando iniziare a riaprire l’Italia? Questo è un argomento su cui il Comitato tecnico ha iniziato a lavorare da ieri su sollecitazione del ministro della Salute, ci lavoriamo per dire cose semplici, efficaci e che abbiano senso. Abbiamo appena cominciato». «Proroga delle misure di contenimento fino a quando? Con l’indicazione per il momento siamo fermi a Pasqua, più o meno è questa l’indicazione che il ministro ha recepito» "Arriverà il giorno che dimenticheremo questa pratica, ma per i prossimi tempi il distanziamento sociale, deve essere la nostra regola ferrea». Lo ha ribadito il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ribadendo la necessità di continuare a rispettare le indicazioni del governo e delle autorità sanitarie per sconfiggere il virus. «Esercitare il diritto al sole e alla primavera». Così Roberto Bernabei del Comitato tecnico scientifico (Cts) in conferenza stampa alla Protezione civile, rispondendo a una domanda, ha definito la nuova indicazione del ministero degli Interni che consente a un solo genitore di passeggiare con i figli, purchè vicino casa. "Abbiamo in Italia 300mila ospiti di residenze sanitarie assistenziali, hanno una età media di 85 anni, sono i più fragili dei fragili, il territorio che ospita queste fragilità deve essere rafforzato. Dobbiamo cercare di far si che abbiano dei punti di riferimento, è una zona molto grigia dove l'intervento è difficile perchè ci sono differenze tra Regioni e Asl. Ne abbiamo parlato nel comitato, è un terreno da arare".

E’ di 499 morti l’aumento record di vittime di coronavirus in un giorno in Francia, che fa salire il totale a 3.523 decessi. Il numero dei contagiati è di 52.128, secondo il direttore generale della Sanità in Francia, Jerome Salomon. 
Di questi, 22.757 sono ricoverati in ospedale e 5.565 sono nei reparti di rianimazione (558 in più rispetto alle ultime 24 ore). I guariti, dimessi dagli ospedali, salgono a 9.044. 

L’Europa piange la sua vittima più giovane nella guerra al coronavirus, una ragazzina di appena 12 anni che viveva a Gand, in Belgio. Uno choc per il Paese e non solo. Una morte che ha lasciato senza parole, oltre che familiari e amici, anche le autorità sanitarie locali, che l'hanno definita «un caso raro». 
E a piangere in queste ore è anche l’America, dopo che New York ha registrato il primo decesso di un bambino a causa del virus. Le autorità non hanno rivelato l’età, limitandosi ad aggiungere che aveva delle patologie preesistenti. Solo sabato scorso, sempre negli Stati Uniti, aveva destato commozione e sconcerto la morte di un bebè di meno di un anno in Illinois. Nel triste elenco dei minorenni deceduti c'è anche una adolescente di 16 anni, morta a Parigi qualche giorno fa. Insomma, il virus che sembrava risparmiare almeno i più giovani in realtà sta colpendo in tutte le fasce d’età: stando infatti ai dati pubblicati in Francia, tra i casi confermati di positività il 30,6% ha tra i 15 e i 44 anni. 

 Europa a due velocità anche nell’emergenza coronavirus. E non solo perchè all’interno dell’Ue non si riesce a trovare unanimità sulle misure da adottare per fronteggiare la crisi economica che seguirà quella sanitaria. L’epicentro della pandemia di Covid-19 resta il Vecchio Continente, qui si sono registrati i tre quarti delle 40.000 vittime mondiali, ma i numeri variano enormemente da un Paese all’altro. Se l’Italia continua a detenere il triste primato europeo di malati e vittime ma raggiunge il picco, in Spagna sembra che il nemico invisibile abbia premuto sull'acceleratore. In sole 24 ore sono stati registrati 849 morti - per la prima volta più di quelli italiani in un solo giorno - e quasi 10mila casi, per un totale di 8.189 vittime e 94.417 contagiati. 
Numeri spaventosi, come le foto pubblicate dal El Pais del mega ospedale da campo allestito nel Palazzo dei Congressi di Madrid. Centinaia di letti, uno accanto all’altro, su cui giacciono i feriti del Covid-19. «Scene di guerra», titola il quotidiano spagnolo. Il governo di Madrid intanto prova ad intervenire sul fronte economico varando una serie di misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie più deboli. E sottolinea che «crisi sanitaria e crisi economica vanno affrontate insieme». 
Sul fronte tedesco della guerra al coronavirus i numeri sono altri rispetto a quelli spagnoli. Migliaia i contagiati dal Covid-19 anche in Germania, 67.051 per la precisione, ma 'pochì morti: 682, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins. Una percentuale dello 0,72, laddove in Italia si aggira attorno al 10% e in Spagna dell’8%. Da giorni scienziati e analisti di tutto il mondo, incluso l’Oms, indagano sulle ragioni di un tasso di mortalità così basso. Innanzitutto, sostengono, la velocità con cui si effettuano i test. Quando il 28 gennaio è stato individuato in Baviera il paziente 1, impiegato in una fabbrica di automobili che ha due impianti a Wuhan, ci sono voluti solo due giorni per trovare chi lo avesse contagiato, risalire ai suoi contatti, isolare le persone e chiudere tutto. Poi c'è stata la capacità di isolare gli anziani dal virus, tanto che l’età media dei contagiati in Germania - come scrive il New York Times - è di 46 anni, in Italia 63. Infine, la quantità di test effettuati che ha permesso diagnosi precoci e cure efficaci. Ci sono, tuttavia, virologi in Germania che invitano a non cantare vittoria sostenendo che se è vero che nel Paese c'è la più alta quantità di posti in terapia intensiva di tutta Europa, il sistema sanitario tedesco potrebbe ancora non essere stato messo alla prova e l’onda è dietro l’angolo. 
Chi, invece, ha già l’acqua alla gola è il Regno Unito, dove i morti per coronavirus si sono impennati: 381 nelle ultime 24 ore, 1.789 totali. Con la Brexit che incombe, poi, il traballante Sistema sanitario nazionale teme di ritrovarsi in ginocchio tanto che il ministro degli Interni ha deciso di estendere di altri 12 mesi il visto a quei medici e infermieri immigrati (sono quasi 3.000) in scadenza al primo ottobre. 
In un continente in trincea contro il coronavirus c'è però un Paese che continua a restare neutrale: la Svezia. Nonostante i suoi 4.500 casi e i 180 morti, il governo di Stoccolma continua a tener aperti bar, ristoranti, locali notturni e scuole. Una politica del 'laissez-fairè che ha una lunga tradizione.
I responsabili delle autorità sanitarie belghe non hanno nascosto lo sgomento nell’annunciare la morte della dodicenne. «E' un momento difficile a livello emotivo perchè riguarda una ragazzina», un caso che «tocca anche la comunità scientifica», ha detto quasi in lacrime il virologo Emmanuel Andrè nella consueta conferenza stampa, precisando che si tratta di «un evento molto raro» ma «che ci ha sconvolti». Uno shock per il Paese ma in particolare per i suoi familiari, ai quali i responsabili sanitari hanno voluto inviare un messaggio di vicinanza. 
Lo stato di salute della giovanissima vittima del coronavirus, di cui non si conoscono le generalità tranne l’età, è peggiorato dopo tre giorni di febbre, ha spiegato il virologo Steven Van Gucht. Secondo la tv VTM, la ragazzina non soffriva di alcuna patologia pregressa prima di essere contagiata ma tutto ciò al momento è ancora da confermare. Di certo c'è il fatto che non andava a scuola dallo scorso 13 marzo e da allora non ha avuto contatti con nè con gli insegnanti nè con gli studenti. Tre giorni dopo, il 16 marzo, il Belgio ha deciso la chiusura di tutte le scuole. 
In un Paese di poco più di 11 milioni di abitanti, il Covid-19 ha già ucciso 705 persone. Nel corso delle ultime 24 ore si sono registrati 98 decessi, e avanzano anche i contagi. Da ieri altri 876 sono risultati positivi, di cui 467 nelle Fiandre, 189 a Bruxelles e 203 in Vallonia. Complessivamente i contagiati sono 12.775. 
L’emergenza sta mettendo a dura prova gli ospedali dove, secondo il virologo Andrè, i letti di terapia intensiva dedicati alla gestione dell’epidemia sono pari al 53% della disponibilità totale. Le situazioni più complicate si registrano a Bruxelles, Limburgo e Hainaut. 
Restano ovviamente in vigore le strette misure di contenimento, prorogate fino al 19 aprile. Ai cittadini viene chiesto di restare a casa, mentre sono consentiti solamente gli spostamenti essenziali: il tragitto fra casa e il luogo di lavoro (quando non è possibile il telelavoro), le uscite per andare a fare la spesa o dal medico. 
Il virus sta mietendo vittime anche nella vicina Olanda, che ha superato la soglia dei mille morti. Complessivamente nei Paesi Bassi si contano 1.039 decessi e 12.595 contagi. In Lussemburgo invece l’ultimo aggiornamento parla di 23 morti e 2.178 contagi.

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