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I nuovi positivi in Italia sono 2.937 (ieri 2.107), rallenta l'incremento dei morti: 727 (ieri 837). 1.118 i guariti

01 aprile 2020, 18:33

I nuovi positivi in Italia sono 2.937 (ieri 2.107), rallenta l'incremento dei morti: 727 (ieri 837).  1.118 i guariti

Sono 16.847 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.118 in più di ieri. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 1.109. Sono complessivamente 80.572 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.937. Martedì l’incremento era stato di 2.107. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - è di 110.574. Sono 4.035 i malati ricoverati in terapia intensiva, 12 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.342 sono in Lombardia. Dei 80.572 malati complessivi, 28.403 sono poi ricoverati con sintomi e 48.134 sono quelli in isolamento domiciliare. Sono 13.155 i morti dopo aver contratto il coronavirus, con un aumento rispetto a ieri di 727. Martedì l’aumento era stato di 837.  Dall’inizio dell’emergenza sono 103 i malati che sono stati trasferiti dalle terapie intensive degli ospedali della Lombardia in altre strutture in Italia e all’estero. Lo ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in conferenza stampa, sottolineando che di questi pazienti, 30 sono stati trasferiti in Germania. Dei 103 malati, 63 erano positivi mentre altri 40 avevano altre patologie.

 «Andare a fare Pasqua e Pasquetta" fuori? «Assolutamente no». Così il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha risposto nel corso della conferenza stampa a chi gli sottolineava che da diverse parti d’Italia arrivano segnalazioni di iniziative per le prossime festività. «Dobbiamo stare a casa ancora - ha aggiunto - e rispettare il distanziamento sociale, che ci sta portando a risultati positivi».

"Oggi abbiamo segnalato alle autorità una pagina Facebook che invitava a fare donazioni per la Protezione Civile indicando un Iban a noi sconosciuto. Invito tutti a fare attenzione e a seguire le indicazioni riportate sul nostro sito". 

"I dati di oggi su nuovi ricoveri e terapie intensive «testimoniano la bontà del percorso intrapreso e di ciò che stiamo facendo, dobbiamo continuare in questa direzione. Sono segnali che vengono valutati con attenzione, si tratta di un 'auspicabile attesò, ma dobbiamo continuare così con determinazione». Lo ha detto Alberto Villani, membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), in conferenza stampa alla Protezione civile, valutando i dati odierni. 

«Le mascherine ai medici di base sono state distribuite per un errore logistico: erano state donate all’Italia dalla Cina, il carico era destinato alla collettività. Rimedieremo prontamente a rifornire i medici di base assieme al commissario Arcuri con le mascherine Ffp2». Così il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile sul caso delle oltre 600 mila mascherine non per uso sanitario giunte agli Ordini provinciali dei medici. 

E’ entrato nel vivo il lavoro della task force tecnologica chiamata a selezionare il sistema di tracciamento del coronavirus, che tra le ipotesi vede anche un’app. L’obiettivo è arrivare ad una lista ristretta di soluzioni nei prossimi giorni, con il sistema che potrebbe diventare un’alleato nella fase di graduale allentamento delle misure restrittive prese per contenere l’emergenza. Mentre la piattaforma già messa in campo dalla Lombardia ha registrato l'interesse di oltre 200mila utenti in un giorno. «Abbiamo bisogno di raggiungere il traguardo di 1 milione», dice il vicegovernatore Fabrizio Sala. 
Dopo il decreto della ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, che ha nominato 74 esperti della task force tecnologica, l'obiettivo del sottogruppo composto da otto persone che si occuperà di individuare l’app è arrivare ad una shortlist di soluzioni nei prossimi giorni che poi - a quanto apprende l’ANSA - verrà consegnato alla ministra. Posto che le decisioni saranno prese dal Governo nella sua collegialità. La prima scrematura dei meccanismi di monitoraggio potrebbe indicare più di una via: l'app è una delle possibilità, l’altra è quella dell’utilizzo delle celle telefoniche. Resta la preferenza, espressa più volte da Pisano, per un’opzione volontaria. I progetti di 'data tracing' presentati al ministero sono in tutto 319 ma non tutte le offerte sono già strutturate. Vista l’urgenza c'è da aspettarsi che vengano prese in considerazione quelle più mature sui diversi fronti. Come ha tenuto a precisare la ministra nei giorni scorsi, c'è da pensare pure alla comunicazione e alla logistica. E il sistema di tracciamento si potrebbe rivelare fondamentale per gestire il monitoraggio del contagio nella fase di graduale ripresa dopo le misure restrittive. 
Intanto la Lombardia, come altre regioni italiane, ha già messo in campo un suo sistema. Si chiama 'AllertaLOM', è un’app della Protezione civile aggiornata per l’emergenza e si basa su un questionario compilato volontariamente dai cittadini e riferito al proprio stato di salute delle ultime due settimane. In 24 ore sono oltre 200mila quelli già compilati. «La partecipazione è anonima e l’app non prevede alcun meccanismo di localizzazione continua dei partecipanti», spiega la piattaforma. «Funziona su tutti i cellulari ed è importantissima come forma di prevenzione per le misure che potremo prendere, ha fini statistici», spiega il vicegovernatore Sala sottolineando però che l’app «non sostituisce il medico, nè il tampone nè l'assistenza sanitaria».

«Vorrei rassicurare coloro che hanno realmente bisogno del tampone: il tampone viene eseguito. Se non viene eseguito evidentemente non c'è l’indicazione a farlo». Lo ha detto Alberto Villani, membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), rispondendo in conferenza stampa alla Protezione civile. «Con 38 e mezzo di febbre? La sola febbre non costituisce un’indicazione, ma come più volte ripetuto esistono dei numeri da contattare nonchè il medico curante - ha aggiunto l'esperto in pediatria -. Se viene ravvisato che esistono le condizioni, come la difficoltà del respiro che merita la massima attenzione, confrontandosi o con il medico curante o con uno dei numeri di riferimento, si arriva poi a decidere chi è destinatario della necessità di fare il tampone. Vorrei rassicurare che è una situazione emergenziale, molto complessa, ma è tutelata».

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