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CORONAVIRUS

Le 10 bufale più diffuse sul Covid-19

02 aprile 2020, 14:54

Le 10 bufale più diffuse sul Covid-19

Il primo numero dell’Osservatorio sulla disinformazione online -Speciale Coronavirus di Agcom è dedicato all’analisi della produzione di informazione e disinformazione sul tema del Covid -19. I valori riportati sono aggiornati al 22 marzo 2020. 

Con il diffondersi dell’epidemia in Italia è cresciuto  notevolmente lo spazio dedicato dai media (quotidiani, Tv, radio e internet) al coronavirus. Dal 1° gennaio al 22 marzo i media italiani hanno prodotto circa 700.000 contenuti riguardanti il virus. L’incidenza dell’argomento ‘’coronavirus’’ sul totale ha valori analoghi per Tg e programmi extra-Tg (ossia, riconducibili alla responsabilità di una testata giornalistica). Nella seconda fase dell’emergenza, rispetto al periodo precedente, il numero di notizie prodotte nel giorno medio aumenta di 12 volte, sia per i siti web che per le pagine e gli account social di informazione. 

Disinformazione

Con l'aumentare delle notizie sull'argomento, aumentano anche le fake news, cioè le bufale vere e proprie. Nel giorno medio della seconda fase, gli articoli delle fonti di disinformazione sul coronavirus aumentano (rispetto alla prima fase) di 8 volte, i post/tweet di 10 volte. Nella prima fase, lo spazio dedicato al coronavirus è mediamente maggiore per le fonti di disinformazione rispetto a quelle informative. Nella seconda fase, la tendenza si inverte per effetto della crescita più sostenuta dell’informazione. Parallelamente all’acuirsi della criticità della situazione italiana, aumenta il numero di articoli sul coronavirus prodotti da un sito web di disinformazione in un giorno medio. Da gennaio a febbraio, si passa da meno di un articolo al giorno a 2, per poi arrivare al doppio a marzo. I siti di disinformazione assumono tipicamente un ruolo che consiste nel conferire impulso alle notizie fake. Le stesse, una volta innescate, diventano  oggetto di propagazione virale attraverso i social network e le altre piattaforme online.

Le 10 bufale diventate virali

1. LA PROFEZIA DI BILL GATES SULLA PANDEMIA 

FALSO Bill Gates in un suo intervento del 2015 non aveva predetto nulla sull’epidemia Covid-19

2. L’IBUPROFENE PEGGIORA LA MALATTIA DA COVID-19

FALSO Non vi sono prove scientifiche della correlazione tra ibuprofene e peggioramento della malattia

3. PENSIONI RIDOTTE DEL 50%

FALSO Falsa la circolare INPS che prevede la riduzione del 50% delle pensioni ad aprile a causa dell’emergenza

4. LA VITAMINA C FAVORISCE LA GUARIGIONE DA COVID-19

FALSO Non esiste alcun resoconto medico sul fatto che la vitamina C favorisca la guarigione dalla malattia

5. L’AUDIO SULLE TEORIE DI COMPLOTTO

FALSO Finto l’audio Whatsapp di un italiano bloccato in Cina che espone tutte le teorie di complotto

6. LA FOTO DELLE NUMEROSE BARE IN FILA A BERGAMO

FALSA La foto delle tante bare in fila non è stata scattata a Bergamo a marzo 2020 ma a Lampedusa nel 2013

7. LA DELIBERA SULLO STATO D’EMERGENZA TENUTA NASCOSTA

FALSA La delibera del 31/01/2020 sullo stato d’emergenza in Italia era nota e tutti i media ne hanno parlato

8. BERE PIÙ ACQUA PER ‘‘SPAZZARE VIA’’ IL VIRUS

FALSO Bere acqua ogni 15 minuti non impedisce di essere infettati dal virus

9. IL SERVIZIO DI TGR LEONARDO DEL 2015 SUL VIRUS CREATO IN LABORATORIO

FUORVIANTE Il servizio non riguardava il Covid-19. È stato diffuso per far pensare che il virus fosse stato creato in laboratorio

10. STIPENDI RIDOTTI PER LE ALTE CARICHE DELLO STATO

FALSO Non esiste alcun decreto che riduce gli stipendi delle alte cariche dello Stato a causa dell’emergenza