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Usa, altri 1.200 morti in un giorno, il Giappone verso lo stato di emergenza

06 aprile 2020, 08:26

Usa, altri 1.200 morti in un giorno, il Giappone verso lo stato di emergenza

 Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato l’ordinanza che rende obbligatorio l’uso della mascherina fuori casa appena i Comuni avranno ultimato la distribuzione di 8 milioni e mezzo di questi dispositivi di protezione alla cittadinanza. «Abbiamo dato un tempo massimo di 7 giorni per la distribuzione - ha spiegato il governatore toscano in un videomessaggio - Naturalmente speriamo che tutto questo possa avvenire il prima possibile».(

«L'Europa si trova davanti alla più grande prova dalla sua nascita». Lo ha detto la cancelliera Angela Merkel a Berlino in conferenza stampa. «Una grande prova per la salute, tutti i membri sono colpiti. Uno shock simmetrico, come si dice in gergo tecnico», ha sottolineato. «E' interesse di tutti e della Germania che l’Europa ne esca forte».

Il governo svedese chiede poteri speciali per tre mesi per combattere l’epidemia di coronavirus. «La Svezia e il mondo si trovano in una situazione grave», ha dichiarato oggi il ministro della sanità Lena Hallengren in una nota. «Vediamo la necessità di essere in grado di agire rapidamente se la situazione lo richiede, per proteggere vite umane». 
La proposta di legge presentata dai socialdemocratici prevede che l’esecutivo possa adottare misure restrittive (anche chiudere negozi e ristoranti) senza l’approvazione del parlamento. Invece l’opposizione moderata, pur riconoscendo la necessità di decisioni rapide in un momento di crisi, ha affermato che ogni misura deve avere «legittimità democratica». 
Finora la Svezia ha mantenuto una strategia del «tutto aperto», ma a fronte di un aumento dei contagi e soprattutto dei morti, potrebbe presto allinearsi agli altri Paesi imponendo blocchi.

Partita oggi a Firenze la distribuzione gratuita di circa 1 milione di mascherine alla popolazione per il contrasto al Coronavirus. In azione 250 persone tra vigili urbani, dipendenti e anche volontari. Il sindaco Dario Nardella si è detto «orgoglioso del fatto che Firenze è la prima grande città dove si distribuiscono a casa le mascherine gratuite». Allo stesso tempo però ha ribadito che «sarebbe importante se lo Stato avviasse una produzione nazionale di mascherine» anche per calmierare i prezzi. 
Come spiega il vicesindaco Cristina Giachi «la consegna è già in tutta la città. Ci aspettiamo di fare 20.000 consegne al giorno per arrivare a concludere entro 10-15 giorni. Ad ogni persona spettano due mascherine. Non si deve pagare niente». Tra le strade già 'servitè «via Panciatichi, zona ad alta residenzialità».

Il modello per il tracciamento anti-contagio, scelto tra i 319 progetti arrivati, verrà con tutta probabilità annunciato a metà settimana. La task force istituita dal ministero dell’Innovazione indicherà una soluzione, superando l’idea di una shortlist. D’altra parte il fattore tempo è determinante. Anche se di certo un ruolo il 'data tracing' lo giocherà anche nella cosiddetta 'fase duè, come strumento per gestire la graduale riapertura del Paese. Le esperienze internazionali in fatto di app saranno prese in considerazione, a partire dalla Corea del Sud, ma il sistema che sarà mandato avanti dovrà essere, da quanto si apprende, adeguato a quella che è la realtà italiana. 
Non tutti hanno uno smartphone, per esempio. Ecco che la tecnologia Bluetooth potrebbe rivelarsi ottimale, perchè sostenuta anche da cellulari non di ultima generazione. Inoltre, a proposito di anonimato, con il Bluetooth il monitoraggio sarebbe sul mezzo e non sulla persona. Non è quindi detto che alla fine la soluzione passi per forza da un’app, da scaricare sullo smartphone. Quanto ai costi, qualunque sia il sistema il presupposto è la sua gratuità verso i cittadini. Diverso il discorso che riguarda lo sviluppo, cruciale sarà l’eventuale accordo che stabilirà l’adozione di un certo progetto. Resta l'interrogativo sul chi tracciare, se estendere il meccanismo a tutti o circoscriverlo ai casi sintomatici. La quantità di dati e i ricalcoli da fare su questi rappresentano variabili di cui tenere conto. 
 

«23.000 pensionati di età pari o superiore a 75 anni potranno richiedere, delegando al ritiro i Carabinieri, la consegna della pensione a domicilio per tutta la durata dell’emergenza da Covid-19, evitando così di doversi recare negli Uffici postali». E’ previsto da una convenzione tra Poste e l’Arma dei Carabinieri, spiegano l’azienda e l’Arma con una nota, per «tutti i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli uffici postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti».  Il servizio, spiegano, «non potrà essere reso a coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione, abbiano un libretto o un conto postale o che vivano con familiari o comunque questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione». 
L’accordo, sottolinea il comunicato congiunto, «è parte del più ampio sforzo messo in atto dai due partner istituzionali, ciascuno nel proprio ambito di attività, per contrastare la diffusione del Covid-19 e mitigarne gli effetti, anche mediante l'adozione di misure straordinarie volte ad evitare gli spostamenti fisici delle persone, ed in particolare dei soggetti a maggior rischio, in ogni caso garantendo il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro. L’iniziativa permette anche di tutelare i soggetti beneficiari dalla commissione di reati a loro danno, quali, truffe, rapine e scippi. 
In base alla convenzione «i Carabinieri si recheranno presso gli sportelli degli uffici Postali per riscuotere le indennità pensionistiche per poi consegnarle al domicilio dei beneficiari che ne abbiano fatto richiesta a Poste Italiane rilasciando un’apposita delega scritta. I pensionati potranno contattare il numero verde 800.556670 messo a disposizione da Poste o chiamare la più vicina Stazione dei Carabinieri per richiedere maggiori informazioni». 
Il nuovo servizio verrà assicurato «per l’intera durata dell’emergenza Covid-19»

 

Funerali brevissimi, con pochi congiunti, senza spostare la bara dal carro funebre, per far fronte all’impressionante numero di decessi. E’ questo uno dei tanti aspetti terribili dell’epidemia di coronavirus che si è abbattuta in Spagna, che registra il numero di vittime tra i più alti del mondo. 
La Cnn in particolare racconta quanto succede nel gigantesco cimitero La Almudena di Madrid, dove padre Edduar officia il rito. Prima saluta i familiari, non più di cinque, poi l’autista del carro funebre apre il bagagliaio da cui appare una semplice bara di legno. Dall’inizio alla fine, le benedizioni e le preghiere impiegano appena cinque minuti. Padre Edduar dispensa l'acqua santa alla bara sigillata, che poi viene caricata su un carrello e portata via per la cremazione. E dopo che il carro funebre si è allontanato, ne arriva subito un altro, praticamente uno ogni quarto d’ora. 
Alcune persone trasmettono in streaming dai loro telefonini il breve funerale per la famiglia allargata e gli amici che non hanno potuto partecipare.

Sono due le terapie sperimentali ricavate dal sangue di malati di Covid-19 su cui sta lavorando la Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia Usa che autorizza i farmaci: la prima si chiama plasma convalescente e la seconda globulina iperimmune. Entrambe sono ricche degli anticorpi di chi è guarito dal nuovo coronavirus, come spiega l'Fda sul suo sito. 
Al momento sono però limitati i dati che suggeriscono l'efficacia di queste terapie contro il Covid-19. Per questo si stanno conducendo delle sperimentazioni.

Via libera in Italia al bonus di 600 euro per i collaboratori delle associazioni sportive. Il decreto ministeriale che attua la normativa ha ottenuto il placet della Ragioneria generale. Prevede che entro aprile si possano presentare le domande a Sport e Salute spa - che avrà per questo risorse per 50 milioni - attraverso un’apposita piattaforma informatica. E’ stabilito uno specifico 'palettò di reddito (10.000 euro) entro il quale poter ottenere l’aiuto e ulteriori domande saranno accettate solo se ci saranno eventuali risorse residue.

 Il Comune di Treviso - primo in Veneto - introduce l’obbligo delle mascherine di protezione per chiunque si muova in area pubblica, indipendentemente dal motivo dell’uscita da casa. Per contrastare la diffusione del Coronavirus - spiega l’ordinanza firmata dal sindaco Mario Conte, anche presidente di Anci Veneto - è obbligatorio «utilizzare mascherine ovvero dispositivi di protezione individuale o analoghi sistemi che abbiano le stesse finalità». 
La disposizione, che consente altri sistemi che «coprano in modo aderente naso e bocca», vale anche per chi, nel limite delle restrizioni vigenti, effettua attività motoria, passeggiate o corsa. L’ordinanza integra inoltre la stessa obbligatorietà dell’uso di mascherine e guanti per il personale delle attività commerciali, come già stabilito in tutto il Veneto dal provvedimento della Regione. La violazione dell’ordinanza - la prima di questo tipo in Veneto - prevede sanzioni da 25 a 500 euro. 

 Altre più di 1.200 persone affette dal nuovo coronavirus sono morte in 24 ore negli Stati Uniti, secondo il conteggio pubblicato ieri sera dalla Johns Hopkins University. Il paese registra un totale di 337.072 casi di infezione e 9.633 decessi, secondo il database. 

Pakistan, bilancio sale a 50 morti
Il bilancio dell’epidemia di coronavirus in Pakistan sale a 3.227 casi, di cui 50 decessi. Lo rende noto il governo. 
In un giorno sono statw registrate a livello nazionale altre 397 positività. Almeno 17 pazienti sono in condizioni critiche, mentre 257 persone sono state guarite dal primo caso riportato nel Paese il 26 febbraio. 
La provincia del Punjab orientale è la parte più colpita, con 1.493 casi di coronavirus.

 Giappone verso lo stato di emergenza
Il premier giapponese Shinzo Abe è pronto a decretare lo stato di emergenza nel tentativo di contenere l’espansione del coronavirus nel Paese, dopo l'incremento allarmante delle infezioni nell’ultima settimana, in particolare a Tokyo. 
Lo rivela una fonte governativa all’agenzia Kyodo, che spiega come il provvedimento sarà operativo da questo mercoledì e consentirà alle municipalità di formulare gli avvisi ai cittadini a rimanere a casa e richiedere la chiusura delle scuole e di altri servizi alla comunità.  La circolare si è resa operativa dopo il rapido aumento dei casi registrati nella capitale, superando quota 1.000 nel corso del fine settimana, e le pressioni sul premier da parte della governatrice Yuriko Koike, assieme alle raccomandazioni dell’Associazione medica nazionale. In base alla delibera il governo potrà imporre restrizioni all’assembramento di persone, e lo svolgimento delle attività sociali nei luoghi pubblici, tra cui teatri, attività sportive e servizi alla collettività. Nel caso di una paralisi del sistema sanitario nazionale i governatori delle prefetture potranno ordinare la requisizione di proprietà private e degli edifici idonei alle esigenze del sistema sanitario universale. Le municipalità potranno inoltre sequestrare forniture mediche a provviste alimentari a persone e società che si rifiutano di renderle disponibili in commercio e obbligare compagnie a fornire assistenza nei trasporti di merci nel caso di un’emergenza. L'esecutivo è prossimo a varare un piano di stimolo da 56.000 miliardi di yen, pari a 482 miliardi di euro, che prevede l'erogazione di somme in denaro alle famiglie a basso reddito per ravvivare i consumi, e misure di sostegno a piccole e medio imprese per arginare i danni derivanti dalla pandemia. Ad oggi il numero delle infezioni di coronavirus in Giappone ha raggiunto quota 3.654 con 85 morti. 

Argentina, se violenza no quarantena donne e gay
Le donne e i membri della comunità Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) vittime di violenze sono d’ora in poi esentati in Argentina dal rispettare la quarantena, disposta per il coronavirus fino al 13 aprile. E’ quanto prevede una risoluzione pubblicata ieri dalla Gazzetta ufficiale a Buenos Aires. 
La disposizione, firmata dalla ministra delle Donne, generi e diversità, Elizabeth Gomez Alcorta, permette in sostanza a queste categorie di persone di uscire di casa per poter realizzare denunce o per chiedere aiuto in caso di essere al centro di situazioni violente. 
In sostanza nella normativa, che costituisce un’altra delle possibili eccezioni al decreto firmato dal presidente della repubblica Alberto Fernandez sull'isolamento sociale, rientrano «quelle situazioni per cui donne o persone del gruppo Lgbt, sole o con i figli, debbano abbandonare il loro domicilio al fine di realizzare le pertinenti denunce penali rispetto a episodi di violenza. Oppure intendano chiedere aiuto, assistenza o protezione per la situazione di violenza in cui sono coinvolte». 
Questo con la consapevolezza, sottolinea la risoluzione, che «la quarantena in alcuni casi può produrre un aumento della violenza famigliare contro le donne e i membri del gruppo Lgbt».