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CORONAVIRUS

Eurobond, la Merkel e l'Olanda dicono di no, Borrell favorevole

09 aprile 2020, 14:16

Eurobond, la Merkel e l'Olanda dicono di no, Borrell favorevole

«Io ho parlato con Giuseppe Conte e siamo d’accordo sul fatto che serve con urgenza solidarietà in Europa in una delle ore più difficili, se non la più difficile. E la Germania è pronta per la solidarietà». Lo ha detto Angela Merkel a Berlino in conferenza stampa rispondendo a una domanda sulla richiesta di Conte di eurobond.

La cancelliera Angela Merkel ha ribadito la sua contrarietà all’opzione eurobond per affrontare l'emergenza coronavirus nel corso di una riunione in videoconferenza del suo gruppo parlamentare Cdu-Csu. Lo riferiscono alcuni partecipanti alla riunione all’agenzia tedesca Dpa. La cancelliera si è mostrata molto aperta alla solidarietà finanziaria della Germania ma ha aggiunto che manca «un’unione politica» per i coronabond, riferisce la fonte. 

 L’attività economica in Italia e Spagna è ferma, «noi dobbiamo garantire che tutti possano andare sui mercati allo stesso modo per affrontare la crisi». Lo dice in un’intervista a La Repubblica Josep Borrell, alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza. A poche ore dal fallimento dell’Eurogruppo, e alla vigilia della nuova riunione dei ministri delle Finanze, l’ esponente politico dei socialisti spagnoli commenta: «E' chiaro che il supporto che Cina e Russia prestano ad altri Paesi serve anche ad aumentare la loro influenza a livello globale». 
Sin dalla crisi greca, l’alto funzionario Ue, favorevole agli Eurobond, sostiene la necessità di introdurre una capacità fiscale europea da affiancare alla Bce, «per stabilizzare le economie e affrontare situazioni di crisi, come quella attuale in Italia. E’ il momento di agire visto che i Paesi più colpiti dalla pandemia vanno incontro a una massiccio aumento del debito». La Bce e la Commissione «hanno fatto la loro parte, ma potrebbe non bastare. Ora tocca ai governi. La proposta francese di un Fondo per la ripresa economica è una buona idea». Borrell condivide l’idea della presidente Ursula von der Leyen di un Piano Marshall europeo: «Dobbiamo essere noi europei il nostro Marshall. E il piano va lanciato subito per preservare i nostri sistemi economici e la coesione sociale». Bisogna ricordare «che Francia e Germania hanno mandato più mascherine al vostro Paese rispetto alla Cina. E questa settimana un’equipe di medici europei finanziata dalla Ue sta lavorando fianco a fianco ai colleghi italiani in Lombardia. L’Europa c'è». 

Il Parlamento olandese ha approvato nella serata di ieri due risoluzioni che esortano il governo a non accettare gli Eurobond e a tenere il punto sulla condizionalità per l’utilizzo del Mes. 
Le mozioni, presentate rispettivamente dal partito anti-Ue Forum per la democrazia (FvD) e da una formazione trasversale di deputati, non sono vincolanti ma danno un chiaro indirizzo politico al governo impegnato nei negoziati all’Eurogruppo in vista della ripresa dei lavori fissata per oggi alle 17.

 La prima mozione, a firma del leader della destra populista del FvD, Thierry Baudet, è stata approvata con 86 voti a favore su 150, registrando anche l'approvazione di tutti i 32 deputati del partito per la Libertà e la Democrazia (Vvd) del premier Mark Rutte. Il testo rileva che «vari commissari europei sostengono apertamente l'introduzione degli eurobond» e chiede al governo di «non accettare mai una proposta che abbia la conseguenza diretta che i Paesi Bassi garantiranno in una certa misura il debito pubblico di un altro Stato». 
Pieno sostegno anche per la seconda risoluzione, proposta da un gruppo trasversale di deputati e approvata con 88 sì (a favore anche il partito di Rutte). «In caso di necessità dovremmo mostrare solidarietà reciproca in Ue», ma «sostegno aggiuntivo non significa la creazione di un’unione del debito attraverso, ad esempio, gli eurobond», si legge nel testo in cui gli eurodeputati invitano il governo anche a tenere il punto sul «rispetto delle condizionalità quando si utilizza il Mes». 
A L’Aia il governo di Rutte si appoggia a una coalizione formata dall’alleanza dei suoi liberal-conservatori con i partiti cristiani di Cda e Cu e i repubblicani del D66. Il Forum per la democrazia di Baudet siede in Parlamento con 2 seggi.