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Arcuri autorizza le farmacie a vendere le singole mascherine. In Italia: 1979 guariti, 1615 nuovi positivi, 610 morti

09 aprile 2020, 18:39

Arcuri autorizza le farmacie a vendere le singole mascherine. In Italia: 1979 guariti, 1615 nuovi positivi,  610 morti

Sono complessivamente 96.877 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.615. Mercoledì l’incremento era stato di 1.195. Il dato è stato fornito dalla Protezione Civile. er il sesto giorno consecutivo calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Sono 3.605 i pazienti nei reparti, 88 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.236 sono in Lombardia, in calo di 21 rispetto a ieri. Dei 96.877 malati complessivi, 28.399 sono poi ricoverati con sintomi - 86 in meno rispetto a ieri - e 64.873 sono quelli in isolamento domiciliare. Sono 18.279 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 610. Mercoledì l’aumento era stato di 542.  Sono 28.470 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.979 in più di ieri. Il numero dei contagiati totali dal coronavirus in Italia - compresi morti e guariti - è di 143.626, con un incremento rispetto a ieri di 4.204. «I pazienti Covid 19 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi sono arrivati a 64.877, il 67% del totale, un dato cresciuto solo ad aprile dell’8%. Ciò dimostra il calo della pressione sugli ospedali, assieme al calo dei ricoverati nei reparti o in terapia intensiva». Lo ha detto il capo della Protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa.  Un morto ogni mille abitanti: è questa la proporzione dei decessi per Coronavirus in Lombardia.  Oggi infatti il numero dei morti ha toccato i 10.022 per una popolazione di 10.060.574 persone (secondo i dati Istat). 

#magaripiovesse è diventato l'hashtag di moda sui social. E invece per Pasqua e Pasquetta non pioverà, anzi. Il meteo ci si è messo d’impegno per regalare a un’Italia doverosamente reclusa a difesa di un sempre aggressivo Coronavirus il più bel week end pasquale da qualche anno a questa parte. Per questo prefetture, governatori e sindaci del Bel Paese, sollecitati anche da una circolare del Viminale che invita le prefetture a predisporre «ogni utile iniziativa», si stanno attrezzando per blindare i confini regionali e scoraggiare i professionisti dello 'speriamo che me la cavòo'che tentano di raggiungere, magari partendo a notte fonda, seconde case o lontani parenti dotati di appartamento al mare. Già da qualche giorno il presidente della Liguria Giovanni Toti va dicendo che la Liguria, una delle regioni più ambite per le vacanze pasquali ma soprattutto terra di seconde case di piemontesi e lombardi, «è chiusa per Pasqua». Si tratta solo di un «arrivederci» ai turisti che amano la bellezza della Liguria, confidando in quanto sia facile capire che lo si fa «per la salute di tutti» e per poter «presto tornare in Liguria domani in tutta sicurezza». 
Ma visto che le parole, pur incisive, potrebbero non essere sufficienti a fronte di giornate a 24 gradi e cieli senza nuvole, i Comitati per l’ordine e la sicurezza delle quattro prefetture liguri, così quelle di tutta Italia, hanno preso i dovuti provvedimenti: Polstrada ai caselli, per rimandare a casa eventuali sbadati. Elicotteri di Gdf e Capitaneria a pattugliare coste e arenili. Motovedette in mare. Parchi, sentieri e camminamenti chiusi e presidiati. Chiuse le Cinque Terre, meta particolarmente ambita per le gite fuoriporta del lunedì pasquale. Posti di blocco ai caselli droni in volo nell’imperiese, dove il prefetto ha invitato i cittadini a segnalare la presenza di non residenti. Porti presidiati. Solo a Genova, 3 mila uomini in campo. A Santa Margherita e Portofino controlli h24 grazie a un accordo interforze. 
Tutta l’Italia dovrà dire 'ciao-ciaò al primo sole in spiaggia o alla salsiccia sulla graticola nel fresco della pinetina, arrivederci alla gita in barca, alla scampagnata con i bambini, orfani per il week end anche delle lezioni online sospese dal ministero. Alle tradizionali gite in moto sulla Porrettana con panino alla porchetta sugli appennini emiliani, alla caletta sarda col mare di cristallo. Pure l’isola di Capri chiude il porto prevedendo sbarchi solo per merci sanitarie o di prima necessirtà, ben intenzionata a rispedire indietro chiunque pensi di andar lì per godersi il week end.  Sarà una due giorni di superlavoro per le forze dell’ordine, dalle polizie municipali ai carabinieri della Forestale (che, per esempio, in Sardegna dovrà pattugliare l’entroterra), Polstrada, Polizia, Arma dei carabinieri fino ai soldati dell’Esercito. A Torino e Venezia, elicotteri della Guardia di Finanza pattuglieranno dall’alto strade provinciali e autostrade, nella città della Laguna a Capitaneria di porto metterà in acqua le motovedette ma la municipalità prevede anche l'uso dei droni. A Firenze droni, elicotteri e l’Esercito a presidiare il parco delle Cascine e i lungarni. In Sicilia, posti di blocco anti-fuga. Anche Cortina sarà blindata: il sindaco Gianpietro Ghedina ha promesso che verranno controllate «tutte le targhe, in entrata e in uscita». In più ha chiesto ai suoi concittadini «di fotografare i trasgressori». Controlli intensificati anche nella Capitale su mezzi privati e pubblici ma anche all’interno dei palazzi, nelle piazze dello spaccio e nei parchi. E la Lombardia sarà una 'sorvegliata specialè: aumenteranno i controlli su strade e le autostrade, nei parchi e nelle aree verdi in città e fuori. Polfer impegnata nelle stazioni, Municipale impiegata in controlli capillari per impedire riunioni di famiglia o di amici, pattugliamenti nei quartieri delle case popolari per evitare occupazioni abusive

Le Farmacie potranno vendere singole mascherine, anche in assenza di imballaggi di riferimento ma con le opportune cautele igieniche e sanitarie.   E’ quanto prevede l'ordinanza firmata dal Commissario Straordinario per l'emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. La norma entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e - viene spiegato in una nota - «consente di superare la speculazione del mercato di mascherine illegali ritenute pericolose e non sicure per i cittadini». La disposizione del Commissario straordinario, «urgente e indifferibile», è finalizzata come scritto nell’Ordinanza, a «regolare una più opportuna distribuzione di mascherine e di Dpi da parte di farmacie al fine di garantire la più ampia diffusione di questi dispositivi ai cittadini nonchè di prevenire la costituzione di forme di mercato a vocazione speculativa ai danni dei cittadini stessi». L'Ordinanza prevede inoltre che la vendita della singola mascherina - che potrà avvenire «anche in assenza degli imballaggi di riferimento, con le opportune cautele igieniche e sanitarie adottate a cura» del venditore - debba avere «un prezzo inferiore o pari all’importo previsto per la singola confezione diviso il numero delle mascherine presenti nella stessa confezione». 

Potrebbero arrivare già all’inizio della prossima settimana i primi quaranta pazienti Covid destinati a trascorrere un periodo di quarantena, dopo la guarigione dalla malattia, all’interno dell’aeroporto militare di San Damiano, nel comune di Podenzano (Piacenza). 
Una parte della struttura che comprende le palazzine degli alloggi, infatti, è stata subito messa a disposizione da parte dell’Aeronautica militare. Il sopralluogo finale nella struttura, in grado di ospitare fino a 150 pazienti, è stato svolto oggi alla presenza dell’assessore regionale alla protezione civile, Irene Priolo, il prefetto Maurizio Falco, il sindaco di Podenzano, Alessandro Piva, il direttore e del Polo di mantenimento, il maggior generale Sergio Santamaria, il comandante dell’aeroporto militare, il colonnello Francesco Rossi, il coordinatore dei volontari della Protezione civile, Leonardo Dentoni.

Sono oltre 90.000 i morti legati al coronavirus nel mondo, secondo un conteggio dell’Afp.

 «Nessun operatore sanitario avrebbe dovuto morire per assistere i malati di covid 19». Così il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli parlando dell’alto numero di medici e infermieri deceduti e sottolineando che «chi assiste malati come questi deve essere sempre messo nelle condizioni» di poter operare con «dispositivi di protezione individuale» e necessità di una «formazione" perchè «è evidentemente che uno scenario di questo tipo non lo avevamo mai vissuto e dunque c'è stato una sorta di learning process».

L’Europa si prepara a sperimentare sull'uomo un vaccino contro il nuovo coronavirus: l’azienda CureVac ha appena annunciato di essere pronta per avviare i test in estate in Belgio e Germania e il suo è uno dei 60 candidati vaccino anti-Covid-19 nati finora nei laboratori di tutto il mondo da uno straordinario sprint della ricerca. Dei 60 possibili vaccini, solo tre al momento hanno cominciato la sperimentazione sull'uomo: quelli delle aziende americane Moderna e Inovio e quello della cinese CanSino. Adesso, però, arriva il momento della maratona: le sperimentazioni dovranno rispettare i loro tempi e richiederanno molti mesi. 
«La corsa c'è stata ed è stata costruttiva. Tutti si sono scambiati informazioni: non è stata una gara», ha detto all’ANSA Luigi Aurisicchio, amministratore delegato della Takis, la prima azienda italiana ad avere cominciato la sperimentazione pre-clinica di un vaccino anti-Covid-19. Erano 180, fra centri pubblici e privati, i partecipanti all’incontro organizzato recentemente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) su vaccini e farmaci e in quell'occasione è emerso che, sebbene i candidati vaccini siano così numerosi, la loro strada è tutt'altro che semplice. 
Uno dei problemi, per esempio, riguarda quanto è stato osservato in precedenza con altri coronavirus, responsabili di malattie diverse dalla Covid-19: «i virus di questo tipo tendono a generare anticorpi che si legano al virus, ma non lo neutralizzano e non gli impediscono di entrare nelle cellule utilizzando - ha spiegato Aurisicchio - il recettore Ace2», ossia la serratura molecolare che costituisce la principale via d’ingresso del nuovo coronavirus nell’organismo. Così 'decoratò dagli anticorpi il virus entra quindi sia nelle cellule sia nel sistema immunitario, peggiorando la situazione. Il fenomeno, chiamato Antibody-dependent enhancement (Ade), è quindi una delle condizioni da controllare in modo rigoroso nella fase di sperimentazione. Per questo motivo, oltre che sui topi, i test preclinici dovranno essere condotti sugli animali che hanno un recettore Ace2 molto simile a quello umano, come i furetti. 
Nonostante i lunghi tempi della sperimentazione siano obbligati, l’emergenza della pandemia sta portando ad alcune accelerazioni, dove questo è possibile, come quella che permette di fare le prove di tossicologia in parallelo su animali e uomo. 
E’ questa la strada che si intende seguire per la sperimentazione di molti dei 60 candidati vaccini, che ha permesso a tre aziende di arrivare così in fretta ai test sull'uomo e alla CureVac di accorciare i tempi. La CureVac prevede di cominciare i test clinici fra giugno e luglio, come ha annunciato a Bruxelles il nuovo presidente del consiglio di vigilanza dell’azienda, Jean Stèphenne. Il candidato vaccino, ha detto, sarà somministrato inizialmente a un piccolo numero di adulti in buona salute, poi in persone esposte al virus e infine agli anziani, la fascia più a rischio.

L’Europa si prepara a sperimentare sull'uomo un vaccino contro il nuovo coronavirus: l’azienda CureVac ha appena annunciato di essere pronta per avviare i test in estate in Belgio e Germania e il suo è uno dei 60 candidati vaccino anti-Covid-19 nati finora nei laboratori di tutto il mondo da uno straordinario sprint della ricerca. Dei 60 possibili vaccini, solo tre al momento hanno cominciato la sperimentazione sull'uomo: quelli delle aziende americane Moderna e Inovio e quello della cinese CanSino. Adesso, però, arriva il momento della maratona: le sperimentazioni dovranno rispettare i loro tempi e richiederanno molti mesi. 
«La corsa c'è stata ed è stata costruttiva. Tutti si sono scambiati informazioni: non è stata una gara», ha detto all’ANSA Luigi Aurisicchio, amministratore delegato della Takis, la prima azienda italiana ad avere cominciato la sperimentazione pre-clinica di un vaccino anti-Covid-19. Erano 180, fra centri pubblici e privati, i partecipanti all’incontro organizzato recentemente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) su vaccini e farmaci e in quell'occasione è emerso che, sebbene i candidati vaccini siano così numerosi, la loro strada è tutt'altro che semplice. 
Uno dei problemi, per esempio, riguarda quanto è stato osservato in precedenza con altri coronavirus, responsabili di malattie diverse dalla Covid-19: «i virus di questo tipo tendono a generare anticorpi che si legano al virus, ma non lo neutralizzano e non gli impediscono di entrare nelle cellule utilizzando - ha spiegato Aurisicchio - il recettore Ace2», ossia la serratura molecolare che costituisce la principale via d’ingresso del nuovo coronavirus nell’organismo. Così 'decoratò dagli anticorpi il virus entra quindi sia nelle cellule sia nel sistema immunitario, peggiorando la situazione. Il fenomeno, chiamato Antibody-dependent enhancement (Ade), è quindi una delle condizioni da controllare in modo rigoroso nella fase di sperimentazione. Per questo motivo, oltre che sui topi, i test preclinici dovranno essere condotti sugli animali che hanno un recettore Ace2 molto simile a quello umano, come i furetti. 
Nonostante i lunghi tempi della sperimentazione siano obbligati, l’emergenza della pandemia sta portando ad alcune accelerazioni, dove questo è possibile, come quella che permette di fare le prove di tossicologia in parallelo su animali e uomo. 
E’ questa la strada che si intende seguire per la sperimentazione di molti dei 60 candidati vaccini, che ha permesso a tre aziende di arrivare così in fretta ai test sull'uomo e alla CureVac di accorciare i tempi. La CureVac prevede di cominciare i test clinici fra giugno e luglio, come ha annunciato a Bruxelles il nuovo presidente del consiglio di vigilanza dell’azienda, Jean Stèphenne. Il candidato vaccino, ha detto, sarà somministrato inizialmente a un piccolo numero di adulti in buona salute, poi in persone esposte al virus e infine agli anziani, la fascia più a rischio.

Gatti e cani, la cui carne è consumata da una minoranza di cinesi, sono stati esclusi per la prima volta da un elenco ufficiale di animali commestibili. Il testo è stato pubblicato dal ministero dell’Agricoltura. La decisione arriva dopo il divieto di febbraio sul commercio e il consumo di animali selvatici, pratica sospettata della diffusione del coronavirus. 
L’associazione americana Humane Society International stima che 10 milioni di cani siano uccisi ogni anno in Cina per la loro carne. In particolare, migliaia di questi animali sono macellati durante la festa della carne di cane di Yulin, in condizioni ritenute crudeli dai difensori degli animali.

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