Sei in Italiamondo

CORONAVIRUS

Due cuori e una stanza d'ospedale: anziani salvi insieme a Chieti

di SELENIA SECONDI -

13 aprile 2020, 10:32

Due cuori e una stanza d'ospedale: anziani salvi insieme  a Chieti

Due cuori e una stanza d’ospedale, con il coronavirus a tenerli vicini vicini. «Si stava lasciando andare, non mangiava più nonostante fosse clinicamente guarito dal virus, ma ancora era ricoverato sotto osservazione». A parlare è  il professore  Francesco Cipollone responsabile dei reparti Covid di Chieti che racconta così la storia di due anziani della provincia di Chieti che lui ha riunito «sotto lo stesso virus». Il primo ad essersi ammalato è stato il marito, un novantenne della provincia di Chieti ricoverato tre settimane fa in clinica medica. A distanza di pochi giorni anche la moglie è risultata positiva al tampone, ma è stata ricoverata in un altro reparto.
«Dopo le prime cure - racconta Cipollone - il marito è riuscito a migliorare le sue condizioni cliniche, ma improvvisamente ha smesso di mangiare. Ho indagato per capire i motivi dell’inappetenza perchè sembrava proprio che si stesse lasciando andare - e a quell’età è molto rischioso - Il paziente non credeva che fosse ancora viva la moglie della quale non riusciva ad avere notizie in prima persona né a vederla. Ho capito - continua Cipollone - che l’unica soluzione era riunirli e così mi sono adoperato per spostare la moglie nello stesso reparto del marito».
Lo spostamento non è stato facile perché occorre sempre una motivazione importante ma in questo caso la motivazione era umana e a giudicare dai risultati ne è valsa la pena.
 I due anziani coniugi, questi due vecchi amanti, ora sono nella stessa stanza e possono stringersi la mano: lui la aiuta a svolgere le attività della routine quotidiana, la imbocca ed ha ricominciato a mangiare. (foto d'archivio)