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emergenza coronavirus

Per la prima volta dal 20 marzo i pazienti in terapia intensiva sono scesi sotto i tremila. Altri 525 morti

16 aprile 2020, 18:29

Per la prima volta dal 20 marzo i pazienti in terapia intensiva sono scesi sotto i tremila. Altri 525 morti

Segnali positivi ma non è ancora abbastanza. Anche oggi i dati confermano che la curva dell’andamento dell’epidemia di Covid-19 è in trend discendente, ma la discesa procede lenta e non bisogna abbassare la guardia. Ciò che induce tuttavia ad un pur cautissimo ottimismo è che il calo si registra anche nelle regioni più colpite come la Lombardia, e questo è indubbiamente un dato particolarmente significativo. 
Gli esperti, tuttavia, sottolineano come le misure di isolamento sociale rimangano, al momento, ancora fondamentali. Le due settimane che ancora ci attendono di isolamento a casa fino al 4 maggio, affermano, dovrebbero portare un consolidamento in positivo nella diminuzione dei contagi. 

Il numero dei contagiati totali dal coronavirus in Italia - compresi morti e guariti - è di 168.941, con un incremento rispetto a ieri di 3.786. Il dato (Comprende vittime, persone attualmente malate e guariti) è stato fornito dal capo della Protezione civile,  Angelo Borrelli. Al momento 106.607 persone risultano positive al coronavirus che causa il Covid-19 Calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Per la prima volta dal 20 marzo i pazienti nei reparti sono infatti scesi sotto tremila: ad oggi sono infatti 2.936, 143 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.032 sono in Lombardia, 42 in meno rispetto a ieri. Dei 106.607 malati complessivi, 26.893 sono ricoverati con sintomi, 750 in meno rispetto a ieri, e 76.778 sono quelli in isolamento domiciliare. . Sono 22.170 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 525. Ieri l’aumento era stato di 578. Sono 40.164 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 2.072 più di ieri. "Ci sono in corso questi approfondimenti sia scientifici che del gruppo di lavoro presieduto da Colao, io voglio aspettare gli esiti di queste valutazioni per poter esprimere un mio giudizio". Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel corso della conferenza stampa sull'emergenza coronavirus, parlando della fase 2. 

«Siamo in un trend discendente, con le curve dei contagiati, dei ricoverati e dei deceduti che hanno uno sfalsamento temporale e che trovano evidenza anche nei dati giornalieri». Così il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro in conferenza stampa alla protezione civile."Il tema del test è un tormentone che ci accompagna giorno dopo giorno. I test oggi sono dei test che vanno a cercare anticorpi contro il virus, sappiamo che ci sono molti prodotti sul mercato e il numero è in crescita, questo è un dato positivo. Questi test sono in fase di validazione, questa è una realtà importante per cogliere il significato di questi test, oggi patenti di immunità è difficile poterle dare, laddove risulti positivo è necessario aggiungere un tampone. In prospettiva questo evolverà acquisiremo nuove conoscenze e daremo ulteriori dettagli".  "Noi oggi stimiamo, con variabili da regione a regione, che oltre il 90% delle persone non è venuto in contatto col virus, è quindi suscettibile all’infezione. Se non stiamo molto attenti e puntuali nell’adottare le raccomandazioni la circolazione del virus può riprendere in maniera intensa, oggi la circolazione si sta attenuando anche nelle aree dove c'è molta circolazione". Il Comitato Tecnico Scientifico sta analizzando tutte le varie opzioni, sta valutando l’impatto delle diverse misure, tenendo conto che il faro guida per noi è fare in modo che il famoso R0 rimanga sotto l’1. Si sta ragionando su quali sono il mix di misure che possano consentire di rilasciarne alcune e allo stesso tempo mantenere R0 sotto l’1". «Quando avremo il vaccino dovremo fare dei ragionamenti per proteggere il maggior numero di persone». Così il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro ha risposto a chi gli chiedeva se verrà reso obbligatorio il vaccino contro il coronavirus, quando arriverà. 
«E' chiaro che per raggiungere la copertura della popolazione dobbiamo somministrare milioni di dosi - ha detto - il problema è avere un vaccino, averlo efficace e avere una quantità di dosi sufficienti. Quando lo avremo dovremo trovare il modo di darlo a più persone possibile per arrivare all’immunità di gregge».  "Al momento c'è uno studio di sieroprevalenza per indagare quante persone sono venute a contatto col virus e capire qual è la circolazione. Ci sono stime variabili da regione a regione ma in generale il 90% delle persone in Italia non è venuto a contatto col virus. Questo vuol dire che una larghissima parte della popolazione è ancora suscettibile. Per avere l’immunità di gregge bisognerebbe avere circa l’80% di persone venute a contatto col virus, dunque il target è molto lontano. Quindi non c'è un golden standard». «Abbiamo raggiunto un obiettivo importante che è quello di tenere 'R' sotto 1. Dobbiamo muoverci con grande cautela e declinare la necessità dell’attività fisica dei bambini in modo tale che il rischio sia comunque ridotto al minimo. Nella struttura familiare italiana i nonni hanno un ruolo importante e si rischia un cortocircuito che può diventare un boomerang. Dobbiamo stare molto attenti». 

"I leader hanno riconosciuto che i paesi del G7 contribuiscono all’Oms con più di un miliardo di dollari l’anno e la gran parte della conversazione è stata centrata sulla mancanza di trasparenza e sulla cattiva gestione della pandemia da parte dell’Oms». Lo sostiene la Casa Bianca, assicurando che i leader del G7 hanno «chiesto un esame e una riforma dell’Oms». 

Secondo i dati diffusi nelle scorse ore da D.i.Re (la rete impegnata nel combattere la violenza sulle donne) sono 2.867 le donne rivolte ai centri antiviolenza del network durante il lockdown dal 2 marzo al 5 aprile 2020: 1224 in più (74,5 %), rispetto alla media mensile registrata con il rilevamento del 2018, negli oltre 80 centri sparsi per l'Italia. Ottocentosei di questi casi (il 28%) sono nuovi, alla prima richiesta di aiuto. Si tratta di «un’emergenza nell’emergenza che colpisce una significativa parte della popolazione costretta a trascorrere in casa con il maltrattante il periodo di quarantena in corso», segnala l'Associazione Luca Coscioni, realtà di riferimento nella tutela delle libertà e i diritti civili, che ha deciso di scendere in campo al fianco di D.i.Re (Donne in Rete). 

Il numero totale di morti per coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 140.773, secondo il bilancio tracciato dalla Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti hanno il maggior numero di vittime, oltre 33.000, seguite dall’Italia che ha superato le 22.000 e dalla Spagna con oltre 19.000. Nel mondo, il numero totale di casi ha raggiunto almeno 2.101.164.

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