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355 nuovi contagi in Italia: il dato più basso dal 2 marzo. Ma ci sono ancora tanti morti (più di ieri): 575

17 aprile 2020, 18:35

355 nuovi contagi in Italia: il dato più basso dal 2 marzo. Ma ci sono ancora tanti morti (più di ieri): 575

Sono complessivamente 172.434 persone in Italia sono risultate positive al coronavirus finora, 3.493 in più rispetto al consuntivo di ieri. Attualmente sono 106.962 le persone positive, con un incremento di 355 rispetto a ieri quando l'aumento era stato di 1.189 unità.  Si tratta dell’incremento più basso dal 2 marzo: quel giorno l’aumento dei nuovi casi fu di 258 mentre il giorno dopo l’incremento fu di 428 nuovi casi positivi.   Lo ha reso noto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Sono 22.745 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 575. Ieri l’aumento era stato di 525.  Sono 42.727 le persone guarite, con un aumento di 2.563 unità rispetto a ieri. I deceduti sono 22.745, 575 in più rispetto al dato complessivo alla data di ieri, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso. I ricoverati con sintomi sono ora 25.786 (-1.107 rispetto a ieri), quelli in terapia intensiva 2.812 (-124 rispetto a ieri). In isolamento domiciliare 78.364 persone (+3.668). Aumentano i tamponi eseguiti: sono stati finora 1.244.108 (65.705 nelle ultime 24 ore, contro i 60.999 di ieri).

 Niente più conferenza stampa quotidiana di Angelo Borrelli, che grazie alla diretta streaming è entrata nelle case degli italiani e per diverse settimane ha rappresentato anche l’unico appuntamento istituzionale in cui fare domande agli esperti sulla pandemia. Dopo 55 giorni senza interruzioni, la Protezione Civile dice addio all’appuntamento. «I dati sanitari ci indicano che si è alleggerita decisamente la pressione sulle strutture ospedaliere e tutto ciò ci rende consapevoli del grande lavoro svolto negli ospedali e della collaborazione dei cittadini - ha detto Borrelli - Per questo abbiamo deciso di rimodulare le conferenze stampa: continueremo a garantire massima trasparenza su dati ogni giorno veicolandoli sul sito, mentre due volte a settimana terremo un punto stampa». 

L’indice di contagio in Italia è sceso allo o,8. Lo ha detto il presidente del consiglio superiore di sanità Franco Locatelli durante il punto stampa alla Protezione Civile . Significa che ogni ammalato di coronavirus contagia in media meno di un malato: un traguardo che da tempo veniva auspicato. Un dato che colloca l’Italia appena un decimo di punto al di sopra della Germania, che ha lo o,7. Per mantenerlo su questi livelli, e farlo scendere ancora, ha aggiunto Locatelli, «dobbiamo impiegare 5 strumenti: contact tracing, uso tamponi, dispositivi di protezione individuale, permanenza dei Covid hospital, implementazione dell’efficacia della medicina territoriale». E, «aggiungo - ha concluso - la responsabilità dei comportamenti individuali». Ma la fase di riapertura andrà fatta «con grande cautela», raggiungendo i contatti e sorveglianza del numero dei ricoveri. «Dovremo ripensare e riorganizzare la nostra organizzazione della vita sia nei trasporti che nel lavoro e nelle attività quotidiane». Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa organizzata dall’Istituto. Sarà necessario verificare i fattori di rischio all’interno dei luoghi di lavoro e utilizzare strumenti come il distanziamento sociale, l’adozione di protezioni e il ricorso a barriere fisiche. Definire questo scenario, ha aggiunto Brusaferro, «sarà un passaggio fondamentale nelle prossime settimane» perchè «passo dopo passo" si tratterà di definire le misure che permettano di ridurre al massimo i rischi di infezione. Nella fase 2 l’attenzione sarà posta sull'isolamento domiciliare e le persone a casa, è «la nuova frontiera. Il sistema si sta muovendo verso questo tipo di approccio». 

 

 «Nelle prossime ore verrà resa nota una call per tutte le aziende che ritengono di avere i test" sierologici che rispondono ai requisiti indicati dal governo. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio superiore di Sanita Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione Civile sottolineando che la Call «sarà aperta per 5 giorni». Subito dopo, ha aggiunto, «un panel identificato dal commissario Arcuri, con competenze tra loro complementari, procederà all’identificazione del test» che verrà poi somministrato ad un campione di 150mila persone.

«Essere riusciti a impedire la diffusione del contagio nelle regioni del centro sud è un dato ormai solidamente corroborato dall’evidenza dei numeri: anche oggi ben 13 tra Regioni e Province autonome hanno un numero di decessi inferiore a due cifre, addirittura due regioni senza casi fatali». Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, in conferenza stampa alla Protezione civile.

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