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154 mila morti nel mondo. Trump prevede: 'Negli Usa avremo meno decessi di quanto previsto'

18 aprile 2020, 09:01

154 mila morti nel mondo. Trump prevede: 'Negli Usa avremo meno decessi di quanto previsto'

 

Il sindaco di Bologna Virginio Merola ha nominato un gruppo di lavoro composto da otto persone, tutte esperte e competenti su vari temi, che avranno il compito di riprogettare la città oltre l’emergenza Coronavirus. Quattro uomini e altrettante donne, che collaboreranno a titolo gratuito con le istituzioni comunali e metropolitane per adeguare il Piano strategico metropolitano e le scelte di bilancio dei Comuni. Il gruppo si coordinerà con l’assessore regionale allo sviluppo economico, lavoro e green economy Vincenzo Colla per le connessioni con il comitato formato dal presidente Stefano Bonaccini. L’assessore Matteo Lepore presiederà ai rapporti con la Giunta comunale e con i delegati metropolitani. 
Questi i nomi: Gianluigi Bovini, ex funzionario del Comune di Bologna, per demografia e statistica; Daniele Donati, professore dell’Alma Mater, per il riordino istituzionale; Irene Enriques, direttrice generale della Zanichelli, per la cultura; Silvia Giannini, economista ed ex vicesindaco di Bologna, per lo sviluppo economico; Raffaele Laudani, professore dell’Alma Mater, per Università e studenti; Maurizia Migliori, avvocato ed ex dirigente scolastico, per l’istruzione; Danila Valenti, medico oncologico, per welfare e sanità; Giovanni Xilo, esperto in riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, per la semplificazione burocratica. Il gruppo di saggi si è dato l'obiettivo di iniziare subito a lavorare e consegnare un primo report a settembre. Il coordinamento operativo, in accordo con il rettore Francesco Ubertini, è affidato a Raffaele Laudani. 

Nessun infetto dal Covid-19 nonostante il raddoppio della (esigua) popolazione negli ultimi due mesi. Chamois, perla delle Alpi ai piedi del Cervino, è l'unico Comune italiano raggiungibile solo in funivia o a piedi. E rappresenta una piccola isola felice in quella Valle d’Aosta che, tra le regioni italiane, vanta il primato percentuale di contagiati sulla popolazione totale. 
Qui, a quasi duemila metri di quota, tra verdi pascoli, boschi e chalet con tetti in losa, le auto semplicemente non ci sono. «Abbiamo circa una sessantina di residenti» effettivi, «più altri 50-55 villeggianti che sono fermi qui dal carnevale o dai primi di marzo», spiega il sindaco, Remo Ducly. Una frequentazione «da bassa stagione» per una località che nei periodi di punta, quando tutte le seconde case sono occupate, conta «500-600 persone». Ma che comunque non è passata inosservata. «In maggioranza - sottolinea il primo cittadino - sono lombardi in 'smart working', che hanno preferito restare qui in attesa che la situazione si sblocchi. Anche per i bambini avere spazi verdi attorno a casa è ben diverso dal vivere nel condominio di una grande città». Nelle scorse settimane il Comune ha censito gli abitanti: gli addetti alla funivia li conoscono tutti e nessun altro può salire o scendere. La Regione Valle d’Aosta dopo il 'lockdown' del 9 marzo aveva invitato i turisti a tornare a casa propria ("Il nostro sistema sanitario è già sotto stress» aveva detto l’assessore alla Sanità, Mauro Baccega). Una contrapposizione che quassù non è arrivata: il paese sta vivendo in modo «molto tranquillo" l'emergenza Covid-19, sottolinea il sindaco. Non ci sono problemi sanitari, nessuna ordinanza di isolamento. E «stanno bene» anche i due anziani 'chamoisiens' ospiti nella microcomunità di Pontey, comune che nelle scorse settimane era stato isolato per via dei troppi contagi. 
Nonostante le ridotte dimensioni, in paese non manca l'essenziale. «La rete internet funziona bene, il market viene rifornito, il pane e i giornali arrivano ogni giorno. Abbiamo anche un servizio per ritirare i medicinali in farmacia ad Antey-Saint-Andrè», il paese a valle, dove si trova la stazione di partenza della funivia. Invece «per andare in banca bisogna arrivare a Chatillon», sul fondo valle. Ma quelle «sono uscite rare».

 Il casi di coronavirus in Germania sono aumentati nelle ultime 24 ore per il quinto giorno consecutivo: è quanto emerge dal nuovo bollettino del Robert Koch Institute. 
I dati parlano di 3.609 nuovi contagi, che portano il totale ad oltre 140.000. Allo stesso tempo sono stati registrati altri 242 decessi a quota 4.110. 
I nuovi conteggi giungono all’indomani delle dichiarazioni del ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, secondo il quale la pandemia di coronavirus è adesso sotto controllo nel Paese.

Saranno «inevitabili nuovi focolai" anche dopo la riapertura e questi dovranno essere individuati in tempi molto rapidi. Ranieri Guerra vicedirettore dell’Oms e membro del comitato tecnico scientifico, lo spiega durante un intervento a RaiNews24. «Serve rafforzare il controllo del territorio con controlli e tamponi a domicilio», ha aggiunto.

Lombardia, più morti che in guerra. "Ieri sera il bollettino della sofferenza ci ha detto che il coronavirus ci ha fatto lasciare oltre 22 mila vittime, e' un numero impressionante pero' mi sembra opportuno dare un parametro: tra 11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945, durante la Seconda Guerra mondiale a Milano ci furono 2mila vittime civili in 5 anni. Per il coronavirus in 2 mesi in Lombardia ci hanno lasciato oltre 11 mila civili, 5 volte di piu'" Lo ha detto il commissario straordinario all'emergenza, Domenico Arcuri, in conferenza stampa.

La Spagna ha superato oggi la soglia dei 20.000 morti provocati dal coronavirus: è quanto emerge dall’ultimo bollettino della Johns Hopkins University, secondo cui il numero di decessi nel Paese ha raggiunto quota 20.002 a fronte di 190.839 casi. In Spagna finora le persone guarite sono 74.797.

In Corea del Sud 163 persone che erano riuscite a battere il coronavirus guarendo completamente si sono riammalate: i funzionari sanitari del Paese stanno cercando di risolvere questo mistero e la stessa cosa sta succedendo in Cina, riporta la Cnn. 
Secondo il Centro sudcoreano per il controllo e la prevenzione delle malattie (KCDC), che ha diffuso questi dati, la percentuale delle persone che risultano di nuovo positive dopo essere guarite è bassa, circa il 2,1%, ma non è chiaro quante delle 7.829 persone guarite siano state sottoposte nuovamente al test.  Questo fenomeno, commenta la Cnn, preoccupa a livello mondiale, inclusa la stessa Corea del Sud, dove adesso il virus sembra essere sotto controllo. Il vice direttore della KCDC, Kwon Joon-wook, ha spiegato che finora i pazienti che si sono riammalati non sembrano essere contagiosi, anche se circa il 44% di loro mostra lievi sintomi della malattia.  Per il momento, commenta la Cnn, la spiegazione più plausibile di questo fenomeno è il fatto che i test rilevano residui del virus nell’organismo. Tuttavia Kwon Joon-wook ha invitato alla cautela osservando che per la comunità scientifica questo virus ha ancora molti lati oscuri

Donald Trump prevede che negli Usa i morti per coronavirus saranno circa 60-65 mila, «molti meno quindi di quelli previsti», ha detto, ricordando che le stime parlavano di una cifra tra i 100 mila e i 240 mila.Donald Trump prevede che negli Usa i morti per coronavirus saranno circa 60-65 mila, «molti meno quindi di quelli previsti», ha detto, ricordando che le stime parlavano di una cifra tra i 100 mila e i 240 mila. «Alcuni Stati sono stati troppo duri» con le loro misure restrittive contro il coronavirus: così Donald Trump ha risposto ad una domanda sui suoi tweet in cui ha sollecitato la «liberazione» di alcuni Stati guidati da governatori dem, come il Minnesota, il Michigan e la Virginia. Tweet che secondo alcuni governatori, come quello di Washington, alimentano proteste di massa come quelle dei giorni scorsi. Gli Stati Uniti hanno superato i 700.000 casi confermati di coronavirus. Si apprende dal report della Johns Hopkins University. 
In Usa si registra il maggior numero di contagi e di decessi al mondo: 700.282 i casi, 36.773 le morti (+3.856 nelle ultime 24 ore). 

 Sono oltre 154mila le vittime di coronavirus al mondo, e più di 3 milioni 550mila casi. E’ la più recente stima della John Hopkins University, che vede la triste classifica guidata dagli Usa (37mila morti e 700mila casi), seguiti da Italia (22.700 decessi e 170 mila contagi) e Spagna (20mila morti e 190mila contagi). 

Abbiamo 14 giorni per organizzare bene la Fase 2 del 4 maggio. Così il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri in un’intervista al Fatto Quotidiano, in cui osserva: «Abbiamo già riaperto le librerie. Dobbiamo ridurre il rischio di nuovi contagi che riempirebbero di nuovo le terapie intensive. Userei i 14 giorni fino al 4 maggio per questa complessa fase organizzativa"; e sui locali pubblici dice: «Dipende dal tipo di locale. Il Comitato tecnico scientifico sta valutando i rischi, distinguendo per classi di rischio. Per ultimi cinema e teatri. Ma tante aziende anche piccole possono riprendere». 
Secondo Sileri «si può riaprire, al di là dei codici aziendali, in base alle capacità di seguire le regole, di osservare la distanza tra i dipendenti e tra coloro che accedono, alla presenza di mascherine, guanti e disinfettanti, alla sicurezza anche di mense, bagni» e altro; «bisogna attivare i controlli dei medici nelle aziende in cui ci sono», e «per le piccole attività dovranno provvedere le Asl. Serviranno la app di tracciamento che è avviata, trasporti pubblici sicuri perchè non affollati, ampia disponibilità di tamponi e percorsi differenziati per chi fosse contagiato. Servono formazione e informazione, per tutti». 
«Quando il vaccino ci sarà, se non lo fa una quota importante della popolazione potrebbe essere obbligatorio - rileva - se poi ci sono alternative lo diranno alle famiglie dei morti. Giusto che la scienza dica quali sono i rischi e poi la politica decida. Eravamo partiti a gennaio con una task force al ministero», e «dopo il decreto che ha dichiarato l’emergenza il comitato ha proseguito con la Protezione civile».