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CORONAVIRUS

Conte: 'Entro la settimana il piano per le aperture dal 4 maggio. Iniziare prima farebbe ripartire il contagio". Sì a un piano differenziato per regioni 'ma senza creare divisioni'

21 aprile 2020, 08:36

Conte: 'Entro la settimana il piano per le aperture dal 4 maggio. Iniziare prima farebbe ripartire il contagio". Sì a un piano differenziato per regioni 'ma senza creare divisioni'

"E' una farsa immaginare che possa uscire solo chi ha scaricato la app, e' una semplificazione massima, le suggestioni travalicano chi le ha pensate. La app sarà e resterà volontaria, cercheremo con ogni forza di spiegare agli italiani che l'utilizzo della stessa è un sinonimo di generosità". Lo ha detto il commissario straordinario all'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, nel corso di una conferenza stampa, parlando dell'app per il tracciamento che sarà lanciata con la fase due. Arcuri ha fornito due numeri: "2.573 e 2.659, i primi sono gli italiani ancora ricoverati in terapia intensiva, i secondi numeri sono i ventilatori che servono a combattere questo virus e salvare le vite dei nostri concittadini. Ieri per la prima volta il numero di ventilatori sono di piu' dei ricoverati - ha spiegato -. E' un segno che non solo il contagio si sta attenuando, non solo questa famosa curva e' sotto controllo ma anche che si comincia a vedere che anche i numeri iniziano a confortarci". Comunque "non dobbiamo abbandonare ne' la cautela ne' la prudenza. Il virus e' ancora tra noi, abbiamo imparato a contenerlo, i nostri concittadini hanno imparato a fronteggiarlo a costo di molte vittime e una sostanziale privazione delle nostre liberta'. Per questo dobbiamo sapere che e' ancora tra noi, un po' meno forte e conosciuto ma non ancora sconfitto".

Se la situazione epidemiologica «confermasse l’attuale trend di miglioramento, allora ci si augura che gli italiani possano andare in vacanza, ma in questo caso si potrebbe andare in spiaggia ed al mare solo rispettando scrupolosamente il distanziamento sociale». Il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità Gianni Rezza invita alla prudenza: «Per parlare di vacanze è ancora un pò presto - afferma - ed è necessaria cautela». 

Conte e le riaperture

«Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma» per la fase 2 del Coronavirus. «Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio». Lo annuncia in un lungo post su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

«Molti cittadini sono stanchi e vorrebbero un significativo allentamento delle misure» anti contagio «o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Ma sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme». «Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati - prosegue il premier -. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perchè l'allentamento porta con sè il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti «tollerabile» soprattutto in considerazione della recettività delle nostre strutture ospedaliere». 

Il programma della fase 2 «deve avere un’impronta nazionale, perchè» deve riorganizzare il lavoro, ripensare le modalità di trasporto e dare nuove regole per le attività commerciali. «Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali». Perchè il trasporto «in Basilicata non è lo stesso che in Lombardia. Come pure la recettività degli ospedali cambia da Regione a Regione e deve essere costantemente commisurata al numero dei contagiati». Il governo prenderà decisioni sulla fase 2 «nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. E' questa la nostra forza». scrive  il presidente del Consiglio.

«Continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall’èquipe di esperti, al fine di coordinare la gestione della 'fase duè, quella della convivenza con il virus. Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo», continua.
«In questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni. L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato», aggiunge. 

«Nei prossimi giorni analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione». 


E ancora. «Smettiamola di essere severi con il nostro Paese. Tutto il mondo è in difficoltà. Possiamo essere fieri di come stiamo affrontando questa durissima prova».