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CORONAVIRUS

Gran Bretagna, presto quarantena per tutti i viaggiatori

10 maggio 2020, 21:16

Gran Bretagna, presto quarantena per tutti i viaggiatori

(ANSA) - LONDRA, 10 MAG - Boris Johnson ha confermato stasera l'intenzione di introdurre presto una quarantena obbligatoria per tutti coloro che viaggeranno nel Regno Unito o vi rientreranno sullo sfondo dell'emergenza coronavirus. La quarantena, che secondo le anticipazioni sarà di 14 giorni e riguarderà tutti i viaggiatori, con o senza sintomi, servirà a rafforzare la sicurezza ai confini a mano a mano che si alleggerirà il lockdown sul fronte interno. Il premier Tory non ha ancora precisato una data d'entrata in vigore. Intanto ha dato il via libera al ritorno al lavoro nell'edilizia e nell'industria manifatturiera, esortando chi non può lavorare da casa a recarsi sul luogo dove presta normalmente l'opera, evitando ove possibile i trasporti pubblici.

Gb, presto quarantena per i viaggiatori

Avanti piano, e in ordine sparso: la Gran Bretagna, primo Paese d’Europa e secondo al mondo dopo gli Usa per numero di morti da coronavirus in cifra assoluta, apre uno spiraglio a tappe differite verso la Fase 2 dell’emergenza, con poche modifiche immediate sulle restrizioni del lockdown, ma soprattutto con un nuovo slogan annunciato stasera da Boris Johnson alla nazione. Via il messaggio 'Stay at homè, la raccomandazione generalizzata di stare in casa, a favore d’un più vago 'Stay alert', 'State allertà, che per ora varrà solo nella nazione più grande del Regno, l’Inghilterra; e Scozia, Galles e Irlanda del Nord si rifiutano di adottare. 

L’atteso discorso al Paese del premier Tory, reduce in prima persona da un drammatico contagio, pone le premesse di una «road map» per un graduale alleggerimento della stretta sui contatti sociali (e sull'economia) assai cauto nel calendario. Ma con una correzione di rotta nei toni che suscita polemiche. La nuova parola d’ordine diventa «stiamo in allerta, controlliamo il virus, salviamo vite» umane. E si affianca all’annuncio dell’introduzione imminente di un sistema di tracciamento e segnalazione di rischi sul modello di quello sull'allarme terrorismo. Un meccanismo che prevede di far scattare l'avvertimento a seconda di 5 livelli, dal più basso (verde, livello 1) al più grave (rosso, livello 5) e che in qualche modo dovrebbe fare da bussola sul futuro. Johnson spiega l’indicatore si basa sul coefficiente R, sul tasso d’infezione, sommato al numero di contagi e che negli ultimi due mesi il Paese è stato al livello 4 mentre ora si avvia verso il 3. Una fase in cui il picco è stato superato, ma che - «come sanno gli scalatori per la discesa» - è «il più pericoloso».

Di qui l’alleggerimento per ora limitato a qualche concessione in più nello svago all’aperto (sì all’esercizio fisico libero, a prendere il sole nei parchi e agli spostamenti cittadini in macchina da mercoledì); e soprattutto sull'incoraggiamento a tornare già da domani al lavoro laddove non sia possibile lo 'smart working' da casa, in particolare nell’industria, a patto che le aziende garantiscano il distanziamento con l’avvertimento di «evitare i trasporti pubblici per quanto possibile» e andare «in bici o a piedi». 
Con in prospettiva - parallelamente a ulteriori alleggerimenti sul fronte interno che dovrebbero riguardare le prime scuole e i primi negozi da giugno e alcuni alberghi, ristoranti e affini non prima di luglio - un giro di vite ai confini esterni segnato dall’obbligo di quarantena per chi arrivi o rientri dall’estero, con o senza sintomi. 

La vera novità, e il punto di frizione, riguarda comunque la scelta di accantonare l’espressione secca «Stay at home». Un cambiamento di cui Johnson e i suoi ministri minimizzano la portata ("stare allerta significa stare a casa per quanto più tempo possibile», ha spiegato un portavoce di Downing Street); ma che non convince nè l’opposizione laburista che parla di «scarsa chiarezza», nè i governi di Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Da Edimburgo, Cardiff e Belfast, i responsabili locali, forti su questa materia dei poteri della devolution, fanno sapere che nei rispettivi territori, dove il lockdown era già stato prorogato almeno fino al 28 maggio, rimarrà in vigore la raccomandazione di «stare in casa». «Lo slogan 'Stay alert' è vago e impreciso», taglia corto la first minister scozzese Nicola Sturgeon, leader degli indipendentisti dell’Snp. 

Ad ammonire il governo centrale dai pericoli d’una qualsiasi fuga in avanti ci sono del resto i suoi consulenti scientifici, riuniti nel Sage (Scientific Advisory Group for Emergencies), sulla base di un studio di atenei come la London School of Tropical Hygiene e l’Imperial College stando al quale ben altre 100.000 persone potrebbero morire nel Regno causa Covid-19 prima di fine 2020 se il lockdown fosse alleggerito troppo in fretta.