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In Italia leggero aumento dei nuovi contagi: 1.402. 172 morti.

12 maggio 2020, 18:27

In Italia  leggero aumento dei nuovi contagi: 1.402. 172 morti.

Le vittime per coronavirus in Italia sono salite a 30.911, con un incremento di 172 in un giorno. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Ieri l’aumento dei morti era stato di 179.  Dopo giorni in calo, torna a crescere l'incremento dei contagiati totali dal coronavirus in Italia, vale a dire gli attualmente positivi, le vittime e i guariti. Attualmente sono 221.216, con un incremento rispetto a ieri di 1.402. Ieri l’aumento era stato di 744. Nell’aumento vanno però considerati 419 casi della Lombardia che, sottolinea il Dipartimento della Protezione Civile, «ha comunicato che si tratta di casi riferiti alle settimane precedenti e non alle ultime 24 ore». Sono 81.266 i malati di coronavirus in Italia, in calo rispetto a ieri di 1.222. Nella giornata di ieri la diminuzione era stata di 836.  Continuano a diminuire i ricoverati in terapia intensiva per coronavirus in Italia: sono 952 i pazienti, 47 in meno rispetto a ieri, quando il calo era stato di 28. Di questi, 322 sono in Lombardia, 19 meno di ieri. Le persone ricoverate con sintomi sono invece 12.865, con un decremento di 674 rispetto a ieri. Sono invece 67.449 le persone in isolamento domiciliare, 501 in meno rispetto a ieri.   pazienti guariti dal Covid 19 in Italia sono 109.039, con un incremento di 2.452 rispetto a ieri.

Con l’apertura di negozi, bar e ristoranti prevista per il 18 maggio potrebbe essere eliminato il vincolo che consente gli spostamenti solo per far visita ai congiunti (oltre che per necessità, lavoro e motivi di salute). E' una delle ipotesi su cui stanno discutendo, secondo quando si apprende, maggioranza e governo. Sulla questione, che consentirebbe di fatto agli amici di poter andare al ristorante o al bar, non c'è ancora accordo, con alcuni ministri che spingerebbero affinchè il vincolo rimanga. 

Sono 136 più di ieri i contagiati dal Coronavirus a Milano (di questi 51 in città), dato fornito nel collegamento dell’assessore al Welfare Giulio Gallera in diretta Facebook. Un numero superiore a cento, come superiore a cento è quello dei contagiati a Brescia (128) e Bergamo 133, a cui vanno aggiunti 370 casi comunicati oggi ma che risalgono al periodo antecedente al 5 maggio. Molto più bassi i contagi nelle altre province: 16 a Lodi, 5 a Cremona e 4 a Mantova. 

Il vaccino anticoronavirus molto probabilmente sarà a disposizione fra un anno o due. Lo ha detto il virologo Anthony Fauci.

Un gruppo di detenuti di una prigione di Los Angeles ha cercato di infettarsi deliberatamente di Covid-19 nel tentativo di ottenere la scarcerazione. Lo mostra un video girato dalle telecamere di sorveglianza. Nelle immagini si vedono i detenuti mentre si scambiamo le mascherine o bevono dalla stessa bottiglia.  «I detenuti hanno creduto erroneamente - ha detto in una conferenza stampa lo sceriffo di Los Angeles Alex Villanueva - che se risultati positivi sarebbero usciti prima, ma ciò non accadrà». Villanueva ha anche detto che gli stessi hanno cercato di farsi salire la temperatura con l’acqua calda in modo da mostrare sintomi tipici del virus prima che un infermiere procedesse alla misurazione. Dal video si vedono anche assembramenti senza il rispetto quindi della distanza sociale.  Sempre lo sceriffo ha spiegato che non si riusciva a capire come mai ci fosse stato un incremento di casi poi il video ha fatto chiarezza. Attualmente 357 detenuti sono risultati positivi, un incremento del 60% rispetto all’inizio di maggio quando erano stati registrati 123 casi. Tra i positivi 117 sono guariti. 

 

Wuhan si prepara alla «battaglia dei 10 giorni» contro il Covid-19: effettuare i test dell’acido nucleico in così poco tempo agli 11 milioni di residenti, ultima misura draconiana contro la temuta seconda ondata di contagi. 
Sono stati sufficienti le sei nuove infezioni rilevate nel fine settimana, dopo che per ben 35 giorni non se ne era registrata neanche una, per far scattare l’allarme nella città focolaio della pandemia del coronavirus. Ogni distretto ha dovuto presentare un piano di azione dettagliato già oggi, in base alle disposizioni del quartier generale per la Prevenzione e il Controllo, tenendo nel dovuto conto che «i risultati finora ottenuti nella lotta alla pandemia non significano un declassamento» dell’emergenza. 
Presiedendo lunedì la riunione, il segretario locale del Partito comunista, Wang Zhonglin, ha notato anche che la città doveva ampliare la copertura dei test centralizzando il processo di verifica. Wuhan ne ha fatti un milione fino al 29 aprile, secondo la commissione sanitaria municipale. I risultati conseguiti «non vogliono dire che abbiamo centrato la vittoria decisiva, e declassare la risposta all’emergenza, non vuol dire abbassare le difese», ha affermato Wang, nel resoconto dei Changjiang Daily. «Non dobbiamo essere negligenti o rilassati». 
Wuhan è stata in lockdown totale dal 23 gennaio per stroncare la diffusione del contagio del Covid-19: solo l’8 aprile è stato rimosso per dare il via al lento e graduale ritorno a una vita normale con la riapertura delle scuole, la ripresa delle attività produttive e il ripristino dei sevizi pubblici. 
L’emergere, a sorpresa, dei nuovi casi ha fatto impennare l'allerta. Il piano, riportato dai media statali, prevede che le persone anziane e le comunità densamente popolate siano le prime a essere sottoposte ai test. Diversi funzionari sanitari citati dal Global Times, tuttavia, hanno indicato come irrealizzabile e costosa una mappatura totale dell’intera città. Come termine di paragone, gli Usa stanno attuando circa 300.000 test al giorno, secondo la Casa Bianca, completati su 9 milioni di persone. 
Il «paziente 1», questa volta, è stato individuato a Wuhan in un uomo di 89 anni dichiarato in precedenza asintomatico, nell’ area di Sanmin: gli altri cinque contagiati erano nello stesso complesso residenziale dove sono stati fatti circa 5.000 test. Il segretario del Partito dell’area, Zhang Yuxin, è stato rimosso per «incapacità nella prevenzione e nel controllo». 
La scorsa settimana, il Comitato permanente del Politburo del Pcc, presieduto dal presidente Xi Xinping ha discusso di come migliorare il modello di allarme in caso di focolai epidemici, a conferma di quanto sia alta la tensione, a maggior ragione per la sessione parlamentare annuale che si aprirà il 22 maggio. 
Wuhan, che ha registrato 3.869 decessi e 50.339 contagi certi, resta sotto con l’amministrazione Usa di Donald Trump che ha più volte sostenuto che il virus sia emerso da un laboratorio dell’Istituto di Virologia della città. 
«Sette province hanno riferito nuove infezioni negli ultimi 14 giorni e i casi di focolai continuato ad aumentare», ha detto Mi Feng, portavoce della Commissione sanitaria nazionale, anche se oggi c'è stato un solo caso importato confermato. Domenica la città di Shulan, nella provincia di Jilin che confina con la Corea del Nord, è stata bloccata dopo la scoperte di 11 infezioni e messa in «modalità di controllo in tempo di guerra».

Mascherine chirurgiche a prezzo calmierato presto in vendita anche dai tabaccai, in confezioni da venti, come le sigarette. E ora si aggiunge l’interesse di cartolerie e ferramenta, con i supermercati che annunciano nuovi arrivi e già 19 milioni di dispositivi venduti. Dopo lo scontro tra il Commissario per l’Emergenza e le categorie dei distributori di prodotti medici e i farmacisti sulla carenza di mascherine nei propri negozi, si aprono scenari alternativi per uscire da questa empasse. Per Arcuri, Federfarma, Asf e Federfarma Servizi, è stata un’altra giornata di trattative. Ma il prezzo delle chirurgiche non cambia. «E' 50 centesimi + Iva, ovvero 61 centesimi, e resterà quello. Purtroppo gli speculatori e altre categorie simili se ne dovranno fare una ragione», ha tuonato il Commissario. Nella conferenza stampa settimanale, Arcuri ha sottolineato che per una distribuzione, quella dei supermercati, la rete funziona ma per l’altra, quella che approvvigiona i farmacisti, non funziona. 
«I cittadini vanno al supermercato e le mascherine le trovano - ha precisato il Commissario respingendo ancora le accuse delle ultime ore - Non sono io a dover rifornire i farmacisti nè i loro distributori. Qualche volta faccio degli errori, per i quali mi aspetto critiche e se serve reprimende, ma solo dai cittadini. Certo non posso togliere le mascherine dagli ospedali per darle ai farmacisti», spiega Arcuri ricordando di essere riuscito a creare un 'tesorettò di 55 milioni di mascherine nei magazzini delle regioni, un surplus rispetto al fabbisogno che garantisce al momento una certa serenità sulle disponibilità di enti e strutture sanitarie. 
Con i farmacisti ancora a secco, penalizzati dalle difficoltà per i loro distributori di reperire i dispositivi sul mercato, si fanno avanti i tabaccai, che vantano una diffusione capillare in tutto il Paese, presenti con 50mila negozi in oltre il 90% dei Comuni italiani. L’accordo - annunci Arcuri - potrebbe essere perfezionato nelle prossime settimane. Per la Federazione Italiana Tabaccai «l'idea è quella di vendere le mascherine a prezzo calmierato in pacchi da dieci o venti, come si fa con le sigarette. Contiamo di affidarci ai distributori di tabacco». Ma ora l’interesse arriva anche da cartolerie e ferramenta, che si rivolgono alle associazioni come Confcommercio per entrare nella vendita. E se per i farmacisti sono introvabili, sugli scaffali dei supermercati sono arrivate finora 19 milioni di mascherine a prezzo calmierato. «Al momento non ci sono problemi di approvvigionamento. Negli ultimi giorni riusciamo a fare ordini di una certa entità dall’estero con le nuove norme», spiega Donatella Prampolini, vice presidente di Confcommercio, che assieme a Federdistribuzione rappresenta oltre 12mila punti vendita della Grande e media distribuzione, tra cui molti punti vendita di Conad, Sigma, Crai, Sisa e Coal. Sono diverse le ordinanze e i protocolli messi in campo in queste ore, assieme all’Agenzie delle Dogane, per semplificare le procedure, abbattere alcuni costi e velocizzare i tempi. Oltre alla Cina, tra i Paesi esportatori, potrebbe spuntare anche il Marocco, che produce 10 milioni di mascherine chirurgiche al giorno ed ha la possibilità di vendere il surplus in Europa. 
Nuovi mercati e aziende italiane riconvertite che scaldano i motori per andare a regime a giugno potrebbero, si spera, fornire ossigeno per un nuovo boom di richieste nei prossimi mesi in vista degli sviluppi della 'fase 2'. Una delle ipotesi sul tavolo degli esperti che stanno lavorando al piano per consentire di tornare sui banchi a settembre potrebbe essere proprio la mascherina obbligatoria in tutte le scuole italiane, che già in molti - come le associazioni dei consumatori - chiedono sia distribuita gratuitamente dallo Stato ai ragazzi. 

Il governo del Libano interrompe la fase 2 per il coronavirus e decide la «chiusura totale» del paese per quattro giorni, da domani sera a lunedì, dopo un rialzo improvviso della curva dei contagi. Come tutti gli altri paesi della regione mediorientale, il Libano è stato colpito in maniera relativamente lieve dal Covid con quasi 900 casi positivi e meno di 30 decessi accertati ma negli ultimi giorni si sono registrate decine di nuovi casi. 

Aggredita a sputi e colpi di tosse da un uomo infettato dal Covid-19: è l’incredibile episodio che ha segnato tragicamente in Gran Bretagna il destino di Belly Mujinga, 47 anni, addetta ai biglietti a Victoria Station, grande stazione ferroviaria di Londra. L’episodio era avvenuto a marzo e aveva visto la donna presa di mira assieme a una collega: non il primo misfatto del genere, nel Regno e nel resto del mondo, contro lavoratori di servizi essenziali impegnati in prima linea sulla trincea dell’emergenza coronavirus; ma uno dei primi noti conclusosi con la morte della vittima. 
Nel giro di pochi giorni sia Mujinga sia la collega si erano ammalate. Poi Belly - che fra l’altro appartiene a una delle minoranze etniche più duramente colpite dalla pandemia nel Regno in proporzione - ha accusato gravi problemi respiratori ed è stata ricoverata al Barnet Hospital in terapia intensiva. Ma non è bastato: è spirata il 5 aprile, come reso pubblico ora dal sindacato a cui era iscritta, la Transport Salaried Staffs Association (Tssa). Il fatto è stato denunciato frattanto alla polizia ferroviaria, che ha avviato una indagine per tentare di risalire all’aggressore. Mentre la polemica sulla sicurezza dei lavoratori torna a montare. «Prima di pensare all’alleggerimento del lockdown, il governo dovrebbe assicurare che vengano adottate le giuste precauzioni e protezioni», ha accusato oggi in una nota Manuel Cortes, segretario generale di Tssa, all’indomani della presentazione in Parlamento da parte del premier conservatore Boris Johnson di un piano, pur cauto, verso la fase 2 che mira da domani a incoraggiare una parziale ritorno al lavoro di alcune categorie. Piano a cui occorre premettere tutele maggiori per la working class, ha ammonito Cortes: «affinchè non vadano perdute altre vite» umane. 
 

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