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Pagano definisce Silvia Romano "neo terrorista", bagarre alla Camera

13 maggio 2020, 15:41

Pagano definisce Silvia Romano

Definisce Silvia Romano una "neo terrorista" e in Aula scoppia la bagarre. Tensione alla Camera dopo che il parlamentare della Lega Alessandro Pagano, ragionando sulle restrizioni legate all’emergenza Covid e accusando il governo di non avere presenziato con propri esponenti ai funerali di un poliziotto morto nei giorni scorsi per il coronavirs, ha fatto un paragone con l’accoglienza ricevuta in aeroporto della cooperante liberata sabato scorso. "Abbiamo assistito a un figlio della patria, a un poliziotto che è morto e al suo funerale erano presenti 15 persone, nessuna autorità dello Stato presente; poi, però, abbiamo osservato che quando è venuta la neo terrorista, visto che è risaputo che Al-Shabaab questo è e questo finanzia", ha detto Pagano. Un’affermazione che ha provocato l’ira soprattutto tra i banchi della maggioranza. E che ha suscitato la reazione piccata della vice presidente della Camera Mara Carfagna che in quel momento stava presiedendo i lavori. "Onorevole Pagano, credo che riferirsi a Silvia Romano, utilizzando il termine di neo terrorista sia alquanto improprio; eviterei, soprattutto, di farlo in quest’Aula", è stato il rimprovero rivolto al deputato. Carfagna ha dovuto faticare non poco per riportare la calma in aula sottolineando, per placare gli animi, la sua netta distanza dalle frasi pronunciate dal parlamentare leghista. 
"Ho già stigmatizzato le parole dell’onorevole Pagano", ha rimarcato. Da parte sua, l’esponente della Lega ha subito chiarito: "Lungi da me creare polemiche: volevo soltanto evidenziare la differenza tra un certo tipo di atteggiamento nei confronti di luoghi di culto di qualunque tipo, anche dell’Islam moderato, rispetto invece ad altre cose cui abbiamo assistito in maniera diversa". Le proteste nell’emiciclo non si sono comunque mitigate. Durissima la reazione immediata del deputato del Pd Emanuele Fiano che ha definito "inaccettabile" l’espressione usata "nei confronti di una persona rimasta 18 mesi prigioniera". La scia di reazioni sdegnate si è allungata oltre i banchi dell’aula. Tra le reazioni più dure quella del presidente della Camera Roberto Fico che con un tweet ha definito le frasi di Pagano "violente e inaccettabili. Montecitorio è il luogo del dibattito e del confronto, anche acceso, non la sede per formulare insulti a una giovane che viene da diciotto mesi di inferno". A fargli eco il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "Provo forte imbarazzo per le parole pronunciate oggi - ha scritto in un post su Facebook -. Quelle parole segnano una triste pagina della storia italiana. In questi giorni abbiamo letto e ascoltato cose raccapriccianti contro Silvia Romano. Ma oggi si è superato ogni limite. Descrivere una ragazza di 25 anni reduce da 18 mesi di prigionia, con tutto quello che ha potuto passare, come una neo-terrorista non è accettabile da nessuno, tanto meno da un rappresentante delle istituzioni. La politica non può scendere così in basso".
Di Maio ha chiesto "rispetto per Silvia e per la sua famiglia". Sempre dal Movimento Cinque Stelle giunge il commento indignato del capogruppo alla Camera Davide Crippa: "Sono gravissime e intollerabili le affermazioni fatte. E’ un atto ignobile. Uno dei punti più bassi della storia del nostro Parlamento". Posizione simile ribadita dagli ambienti dem. "E' inammissibile un simile comportamento da un deputato della Repubblica. Definire 'neo terroristà una giovane che ha dovuto sopportare diciotto mesi di prigionia non fa che alimentare un clima d’odio insopportabile e pericoloso", afferma il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio. Pagano non sembra avere trovato una solida sponda nei vertici della Lega. Lo stesso Matteo Salvini è intervenuto sulla vicenda ma con una certo distacco. "Il problema non è Silvia Romano, una ragazza mandata allo sbaraglio, usata dai terroristi per ottenere soldi e armi, esibita velata alle telecamere di tutto il mondo da un governo incapace di gestire l’emergenza. Lasciamo stare Silvia, cui auguro vita lunga e felice, e guardiamo al vero nemico, al vero pericolo per i nostri figli, per l’Italia, per il mondo, per la libertà: l’Islam fanatico, integralista, violento, assassino". Lo stesso leader leghista ha poi ribadito: "Nessuno spazio, nessuna tolleranza, nessuna pubblicità o sostegno a questi delinquenti che nel nome del loro Dio portano morte, buio e paura in tutto il mondo. Mai più cedimenti ai terroristi, mai più riscatti, mai più silenzi".