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CORONAVIRUS

Sileri: 'Penso che dal 1 giugno sarà possibile spostarsi fra le regioni'. Bonaccini: 'Data ragionevole'

13 maggio 2020, 11:04

Sileri: 'Penso che dal 1 giugno sarà possibile spostarsi fra le regioni'. Bonaccini: 'Data ragionevole'

«Penso che dal primo giugno ci sarà la  possibilità di spostarsi da una regione all’altra. E secondo me sarà possibile uscire anche dalla Lombardia». Così Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, a 'Circo Massimo' su Radio Capital. «Dal 18 maggio faremo un passo avanti e di questo ne sono sicuro e per fine mese ci sarà maggiore libertà». Al momento, «ci sono 12 regioni che hanno meno di 12 infetti», ha sottolineato. 

Riferendosi poi ai dati della Lombardia di ieri, Sileri dichiara che «erano falsati». 
«Ovviamente - precisa il viceministro - non posso garantire oggi la libertà del movimento fra diverse regioni perchè è un momento di osservazione; è una fase 2 molto iniziale e ci sono 12 regioni che hanno meno di 12 infetti. E’ come se all’Italia fosse stata data una lettera di dimissioni dopo una brutta malattia, adesso ha un periodo di convalescenza di due settimane». E’ un «momento di osservazione e di preparazione. Noi - conclude - dobbiamo essere pronti a non farci prendere alle spalle da eventuali altri contagi». 

Terapia al plasma molto promettente, non sono ottimista in un vaccino entro fine anno
«Dobbiamo lavorare sulla terapia, credo che quella sul plasma sia molto promettente. Servono più studi, bisogna investire nella ricerca. L’Italia ha un’opportunità unica di mostrare all’estero la bontà della terapia, se i risultati dovessero confermarla, come io penso».  Così Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, a "Circo Massimo" su Radio Capital. Per il vaccino, ha aggiunto, «serve più tempo, credo diversi mesi. Non sono ottimista in un vaccino entro fine anno». 
Quanto all’ipotesi che il virus SarsCov2 sia stato creato in laboratorio, Sileri si dice scettico: «C'è qualche studio che ha analizzato la sequenza del virus, si concluse che era così perfetto che era impensabile che fosse stato fatto in laboratorio». 

Regolarizzazione migranti positiva dal lato sanitario, "'Ma va fatto con intelligenza e moderazione" 
«Vero che sono del M5s, e che deve essere fatto con intelligenza e moderazione, ma dal punto di vista sanitario è così». Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri commenta così, a Circo Massimo su Radio Capital, le parole del viceministro dell’Economia Misiani che ha definito «positivo dal punto di vista sanitario» la regolarizzazione dei migranti.

Bonaccini: "Primo giugno data ragionevole per muoversi fra le regioni"

«Il primo giugno mi sembra una data ragionevole per riaprire agli spostamenti tra regioni. Ma spetterà al governo decidere, com'è giusto che sia. Noi avevamo chiesto autonomia decisionale solo sulle riaperture del 18, e l'abbiamo ottenuta. Credo con decisione lungimirante». Così il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini a la Repubblica. 
«Sulla campagna elettorale - dice parlando di un suo libro in uscita - credo mi vada riconosciuto di aver fatto pochi errori scegliendo di parlare agli elettori dei problemi del territorio, anche se tutti mi consigliavano di replicare a Salvini che la buttava in politica». Poi ricorda che ha avuto il merito di aver battuto Salvini ma se «indebolito» bisognerà vedere: «Non vorrei che qualcuno dei nostri creda che ora Salvini sia facilmente battibile. Non è così. Stando ai sondaggi, la maggioranza del Paese è ancora con lui. Ha avuto una perdita di consenso, ma non un tracollo». 
Mentre, sull'emergenza coronavirus afferma: «ora che i dati di ieri parlano di 53 contagi su quasi 5mila tamponi, ho l'orgoglio di aver guidato una regione che ha risposto straordinariamente all’epidemia. Poi, tornassi indietro, forse anticiperei di una settimana le chiusure di bar e ristoranti, sebbene sia stato il primo a deciderle in Italia». 
Salvini è ancora il migliore a parlare alla gente comune? «In Italia probabilmente sì, in Emilia credo che siamo stati capaci di farlo meglio noi. Altrimenti non avremmo vinto». Per fare una sintesi: «Primo: parlare di un progetto, e quindi costruirlo dal basso nel modo più largo possibile, anzichè limitarsi a contrastare o demonizzare l’avversario. Secondo: recuperare lo svantaggio sulla comunicazione via social che la sinistra ha da troppo tempo. Io durante la campagna elettorale sono stato aiutato da quattro trentenni, che ho ribattezzato 'I ragazzi del Piavè; mi hanno aperto un mondo. Ero molto in ritardo anch’io». 
Per l’economia della regione spera che «il governo seguirà i nostri protocolli sulle spiagge».