Sei in Italiamondo

rapimento

Silvia Romano: "Volevo abbracciare i miei cari nonostante la veste"

14 maggio 2020, 11:16

Silvia Romano:

«Non vedevo l’ora di scendere da quell'aereo, perché per me contava solo riabbracciare le persone più importanti della mia vita, sentire il loro calore e dirgli quanto le amassi, nonostante il mio vestito». Lo scrive la cooperante 24enne Silvia Romano, rapita in Kenya nel 2018 e liberata sabato dopo un anno e mezzo di prigionia, in un post su Facebook.
"Vi chiedo di non arrabbiarvi per difendermi, il peggio per me è passato, godiamoci questo momento insieme". Scrive  Silvia  su Facebook. «Sono felice - si legge - perchè ho ritrovato i miei cari ancora in piedi, grazie a Dio, nonostante il loro grande dolore. Perchè ho ritrovato voi, tutti voi, pronti ad abbracciarmi. Io ho sempre seguito il cuore e quello non tradirà mai».

Le polemiche della politica
«La politica deve porsi il problema di confinare in un angolo gli estremisti verbali: non ci si può proporre come forza di governo cavalcando le pulsioni dei leoni da tastiera». Così la vicepresidente della Camera Mara Carfagna in un’intervista a La Stampa sulla vicenda legata alla liberazione di Silvia Romano; ieri - presiedendo l’Aula a Montecitorio - Carfagna ha rimproverato il deputato della Lega che aveva definito Silvia Romano 'neo-terroristà: «Parole inaccettabili e fuori luogo». 
«E' il momento per la politica di decidere: metà Paese rischia di non arrivare a fine anno, vogliamo tornare agli insulti o dare risposte agli italiani? Usare il dibattito per fare comizi era irritante prima, figuriamoci adesso - osserva - è inaudito che una cittadina italiana, dopo un anno e mezzo di feroce prigionia, debba essere tutelata da atti violenti e provocatori nel suo Paese. Penso a sua madre: finito un incubo ne inizia un altro». 
«Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe dare l’esempio, non deve mai contribuire ad alimentare un clima di odio - rileva - il populismo avvelenato non serve più al Paese, ma nemmeno a chi lo pratica. Ho apprezzato molto voci da destra come quelle di Storace e Crosetto, ne servirebbero di più. L’Italia va tenuta insieme, non si possono aizzare i peggiori istinti». 
Sulla conversione poi dice «sospendo il giudizio, e tutti dovrebbero fare lo stesso. Come si può giudicare il percorso interiore di una ragazza tenuta prigioniera da una delle organizzazioni più feroci della galassia jihadista? Capisco la perplessità, ma non sappiamo nulla del suo percorso. Sospendere il giudizio è un principio di civiltà e umanità». 
Al governo rimprovera di aver fatto trapelare la notizia di un possibile pagamento del riscatto perchè mette a rischio la vita di altri italiani nel mondo, e poi «una eccessiva spettacolarizzazione: Conte e Di Maio hanno trasformato la liberazione in un’occasione di propaganda». Inoltre sul fatto che sia una donna porta a «un’attenzione morbosa. Silvia paga purtroppo un prezzo anche per questo». 
«Nei prossimi giorni presenterò una proposta di legge per creare un Albo delle Ong autorizzate a operare in scenari particolarmente a rischio - conclude - devono essere valutate secondo criteri che vanno dall’esperienza alla capacità operativa, per distinguere i professionisti dal volontariato generoso. E deve essere la Farnesina ad autorizzare solo chi rispetta determinati requisiti». 
 «Una notizia così bella, quella della liberazione di Silvia Romano, è stata sporcata da tanti. Una delle domande ricorrenti che ci facevamo all’inizio di questa emergenza Covid, era se dopo gli italiani sarebbero stati migliori o peggiori rispetto a prima. Beh questo è stato un primo test di come tange gente sta dando il peggio di sè». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervistato da Radio Crc nel corso della trasmissione Barba&Capelli, dove aggiunge: «Se vogliamo ricostruire l’Italia con questi sentimenti...mamma mia la vedo difficile». 
«Non so cosa ci sia nel cuore e nella mente di tanta gente che non riesce ad arrivare a pensare cosa significa stare un anno e mezzo sequestrati - ha aggiunto - cosa accade al corpo, alla mente, al cuore. Invece di essere orgogliosi di una ragazza che ha scelto nella parte più bella della sua vita di andare in Africa ad aiutare i più deboli stanno lì ad esprimere il peggio di quello che sono». Per de Magistris questa «vicenda è stata gestita male». «Io voglio tenermi l’orgoglio per questa ragazza e la notizia bella del suo ritorno in Italia - conclude- da italiano, certo però capisco che ci sia anche chi vuole sapere cosa è accaduto, come è stata liberata, sono domande legittime. Di sicuro è triste che Silvia abbiamo dovuto oscurare anche la sua pagina Fb per le cattiverie,le volgarità, le meschinità».
«Mi associo alla condanna degli insulti verso Aisha, perchè così lei vuole essere chiamata. Probabilmente tutti avremmo esortato a pagare un riscatto se fosse stata rapita una nostra figlia, ed io sono ben felice che una cittadina italiana sia tornata in Patria, quello che c'è dietro alla liberazione lo vedremo. Non c'entra misoginia, sono contento che sia tornata. Da cattolico sono meno contento che si sia convertita all’Islam. Ho visto che la Chiesa ha esultato e ha definito Silvia un esempio per i nostri figli, io da cattolico sarei meno contento che i miei figli la seguissero». 
Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato di Cambiamo Giorgio Silli, intervenendo nel dibattito sulle dichiarazioni fatte ieri contro Silvia Romano dal deputato della Lega Pagano.
«Ho parlato a Pagano come parlo con tutti, sindaci e parlamentari della Lega. Il problema non è Silvia Romano ma l’uso che il governo ne ha fatto, esibendola il diretta tv e facendo uno spottone ai tagliagole. Per quanto mi riguarda da domani non bisognerebbe pagare più nessun riscatto. In Italia ci fu una legge che impedì il pagamento e si bloccò il business dei sequestri». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, a Agorà su Rai 3.