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Bolsonaro: «Mi spiace per le vittime, ma moriremo tutti». La Svezia: «Dovevamo chiudere di più». L'ex consigliere di Johnson: «Virus portato da italiani e spagnoli»

03 giugno 2020, 16:01

Bolsonaro: «Mi spiace per le vittime, ma moriremo tutti». La Svezia: «Dovevamo chiudere di più». L'ex consigliere di Johnson: «Virus portato da italiani e spagnoli»

Inizia il primo studio al mondo su un potenziale trattamento con gli anticorpi per la Covid-19 negli esseri umani. Lo rende noto l’azienda farmaceutica Eli Lilly. I primi pazienti hanno ricevuto, in uno studio di fase 1, l'anticorpo principale LY-CoV555 nato della collaborazione di Lilly con AbCellera. Lo studio, controllato con placebo, valuterà la sicurezza e la tollerabilità nei pazienti ricoverati in ospedale con Covid-19. I risultati sono previsti entro la fine di giugno. Se i risultati della Fase 1 mostreranno che l'anticorpo può essere somministrato in modo sicuro, Lilly avvierà uno studio di Fase 2 per valutare l’efficacia in popolazioni vulnerabili. Gli scienziati di Lilly hanno sviluppato in soli tre mesi l’anticorpo, dopo che questo era stato identificato da AbCellera ed il Centro di ricerca sui vaccini dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive Usa (NIAID) su un campione di sangue prelevato da uno dei primi pazienti statunitensi guariti da Covid-19. LY-CoV555 è il primo potenziale nuovo farmaco specificamente progettato per combattere SarsCov2, il virus che causa la Covid-19. I primi pazienti nello studio sono stati trattati nei principali centri medici Usa. 
 

E’ stata la diffusione «dalla Spagna e in qualche misura dall’Italia», inizialmente sottostimata rispetto al timore d’importare contagi dalla Cina, il punto di partenza della proliferazione dell’epidemia nel Regno Unito: dove poi il totale delle vittime da Covid-19 ha raggiunto numeri record. A sostenerlo è il professor Neil Ferguson, epidemiologo dell’Imperial College di Londra ed ex consulente del governo di Boris Johnson i cui modelli sono stati decisivi per convincere il premier ad adottare (con un certo ritardo, secondo molti) le restrizioni del lockdown a partire dal 23 marzo.  «Ci stavamo preoccupando della Cina e di altri Paesi asiatici - ha affermato Ferguson in un’audizione alla Camera dei Lord ripresa oggi dai media - mentre ora è chiaro che centinaia se non migliaia di persone infette stavano entrando nel Regno Unito dalla Spagna, e in una certa misura dall’Italia, tra fine febbraio e inizio marzo, prima che un sistema di sorveglianza fosse in piedi». Un fattore sfuggito in un primo tempo non solo ai controlli, ma anche ai calcoli delle sue previsioni. Secondo il team di Ferguson - costretto il mese scorso a dimettersi dal Sage, l’organismo medico-scientifico chiamato a consigliare l’esecutivo sull'emergenza, per aver incontrato la sua amante in violazione del lockdown - le restrizioni, se adottate con rigore prima di fine marzo, avrebbero dovuto consentire di contenere i morti per Covid nel Regno attorno a 20.000. Invece il totale è già salito a quasi 40.000 secondo i conteggi del ministero della Sanità dei soli casi certificati dal tampone e a quasi 50.000 secondo le stime dell’Ons, l’Istat britannico: record europeo in cifra assoluta, nonchè secondo dato peggiore al mondo dopo gli Usa.  E il rischio, a dispetto del controverso avvio di un alleggerimento del lockdown sull'isola deciso dal governo Johnson, è ancora significativo secondo l’accademico dell’Imperial College: ma questa volta a causa dell’effetto di spargimento - tutt'altro che esaurito nelle sue parole - dei focolai interni creatisi in ospedali e case di riposo. Focolai che - nonostante la flessione della curva complessiva dei nuovi contagi delle ultime settimane, peraltro non uniforme in tutti i territori del Regno - continuano a mietere vittime Oltremanica a una media di oltre 200 morti al giorno. Ben più, ormai, che in Spagna o in Italia.

Troppe persone sono morte a causa del coronavirus in Svezia. Lo ha ammesso in un’intervista alla radio pubblica svedese Anders Tegnell, l’epidemiologo dietro la strategia 'soft' adottata dal governo di Stoccolma contro il coronavirus. Nel Paese scandinavo, che ha una popolazione di 10 milioni di abitanti, il virus ha ucciso 4.468 persone.

«Mi dispiace per le vittime di Covid ma moriremo tutti». Lo ha detto il presidente brasiliano Jair Bolsonaro conversando con alcuni suoi sostenitori davanti al palazzo presidenziale di Brasilia. 
Ad una sostenitrice che gli chiedeva «una parola di conforto», Bolsonaro ha risposto: «Abbi fede che cambieremo il Brasile». «E alle persone in lutto, che sono tante, cosa dice?», ha insistito la sostenitrice, che ha citato anche passi della Bibbia. «Mi dispiace per tutti i morti, ma è la fine di tutti noi», ha replicato Bolsonaro. 
Il Brasile ha registrato oggi il nuovo record di vittime di Covid-19: 1.262 nelle ultime 24 ore, che portano il bilancio totale a 31.199.

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