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CORONAVIRUS

Uno studio di Harvard: gli ospedali di Wuhan affollati già ad ottobre

09 giugno 2020, 08:44

Uno studio di Harvard: gli ospedali di Wuhan affollati già ad ottobre

Le immagini satellitari che mostrano un’impennata del numero dei veicoli fuori dai principali ospedali di Wuhan lo scorso inverno suggeriscono che il coronavirus potrebbe essere stato presente ed essersi diffuso in città mesi prima che le autorità riconoscessero la malattia. E' quanto emerge da uno studio dalla Harvard Medical School, Boston University of Publich Health e Boston Children's Hospital, dopo l'analisi delle immagini satellitari dei parcheggi dei principali ospedali di Wuhan tra gennaio 2018 e aprile 2020, e le tendenze nelle ricerche su Internet. Lo riporta il Guardian. 
Secondo lo studio, che è ancora in fase di revisione, le immagini dei parcheggi hanno mostrato un «forte aumento» a partire da agosto 2019 e con un picco a dicembre 2019. Tra settembre e ottobre, cinque dei sei ospedali analizzati hanno visto il loro più alto volume giornaliero di automobili. Quanto alle ricerche sul web, l’utilizzo delle parole «diarrea» e «tosse» è aumentato notevolmente circa 3 settimane prima del picco nei casi confermati di Covid-19 alla fine del 2019. 

India, a New Delhi si rischiano 100mila casi - Aumentano rapidamente le infezioni dal coronavirus a New Delhi. Nella capitale indiana si sono registrati circa mille nuovi casi in 24 ore, portando il bilancio complessivo a quasi 30.000, con oltre 800 morti. Lo riporta la Bbc.  Il picco giornaliero, oltre 1.500 nuovi casi, è stato registrato all’inizio di questo mese, ma la sua traiettoria verso l’alto continua a preoccupare gli esperti, tanto più che la città questa settimana esce dal lockdown. Un comitato di esperti composto da cinque importanti medici ha riferito ai giornalisti che Delhi potrebbe arrivare a 100.000 casi di Covid-19 entro la fine di giugno se le attuali tendenze continuassero.  La città occidentale di Mumbai, capitale finanziaria dell’India, è ancora la più colpita del paese con oltre 50.000 casi. Dopo che è stato imposto un rigoroso blocco nelle prime fasi della pandemia, il virus ora è in aumento mentre le restrizioni diminuiscono. Ci sono più di 250.000 casi totali e 7.466 morti. 

Il Brasile supera i 700 mila contagi  - Il Brasile supera i 700 mila casi di Covid-19 dall’inizio della pandemia: sono 707.412 in totale, secondo dati del ministero della Salute. 
I nuovi contagi nelle ultime 24 ore sono stati 15.645, mentre le vittime nello stesso periodo sono state 679, per un totale di 37.134. Ai dati nazionali mancano quelli di due stati: Santa Catarina e Alagos.

America latina, 1.354.000 contagi, 67.000 morti - La pandemia da coronavirus continua a far sentire i suoi effetti in America latina dove nelle ultime 24 ore è rimasto alto il numero dei morti (1.367), con un totale di 66.952, mentre i contagiati hanno subito una flessione (33.087), forse per un rilassamento domenicale nei test, raggiungendo comunque quota 1.353.910. E’ quanto emerge da una statistica dell’ANSA sulla base dei dati di 34 nazioni e territori latinoamericani.  Guida la classifica il Brasile (707.412 e 37.134) mentre al secondo e terzo posto troviamo il Perù (199.696 e 5.571) e il Cile (138.846 e 2.264).  Fra i paesi latinoamericani con più di 5.000 contagi vi sono poi Messico (120.102 e 14.053), Ecuador (43.378 e 3.642), Colombia (40.719 e 1.308), Repubblica Dominicana (20.126 e 539), Argentina (23.620 e 693), Panama (16.425 e 393), Bolivia (13.643 e 465), Guatemala (7.055 e 252) e Honduras (6.327 e 258).

Medici Australia, prepararsi a prossima pandemia - L’organizzazione dei medici di medicina generale in Australia chiede un posto permanente al tavolo degli esperti che guidano la risposta nazionale al Covid-19, in preparazione di una potenziale seconda ondata, o di una nuova pandemia. L’Australian College of General Practitioners, in una relazione all’inchiesta del Senato sulla risposta del governo alla crisi del Covid-19, avverte che il Paese deve imparare dagli errori iniziali nella risposta alla malattia. 
La relazione elenca una serie di lacune nelle difese dalla pandemia, fra cui una fornitura inaffidabile dei dispostivi di protezione individuale, messaggi confusi e contradditori sulla salute pubblica e la pericolosa proliferazione di false cure e di teorie cospiratorie. Il presidente dell’organizzazione, Harry Nespolon, sottolinea che la forte risposta del governo ha risparmiato all’Australia il peggio della pandemia, ma avverte che «non siamo ancora fuori pericolo» e che la nazione deve essere pronta per la prossima pandemia. «Vi sarà una SARS-CoV-3. Dobbiamo essere pronti», avverte. 
Oltre a una rappresentanza formale entro l’Australian Health Protection Committee, Nespolon chiede accesso alle modellazioni governative della pandemia e ai dati della sorveglianza locale, per garantire che i medici in prima linea non debbano di nuovo affrontare un’epidemia contagiosa con carenze «completamente inaccettabili» dei dispostivi di protezione e direttive governative confuse. E se vi sarà un vaccino, siamo pronti a produrlo e distribuirlo in quantità sufficienti?" 
I medici chiedono anche un approccio coordinato per combattere informazioni pericolose e false, diffuse da alcune 'celebrita» online e da ciarlatani, che promuovono cure non provate e teorie cospiratorie sui vaccini. «Il governo può combattere le disinformazioni con un messaggio centrale e coerente, con un forte approccio basato sulle evidenze», aggiunge Nespolon. In Australia si sono registrati finora 102 morti da Covid-19, con 7263 casi correntemente attivi e 6706 guariti. 

 8.500 nuovi casi in Russia, solo 1.500 a Mosca - La Russia ha riportato nelle ultime 24 ore 8.595 nuovi casi di coronavirus, per un totale di 485.253 contagi. Le vittime sono 171 per un totale di 6.142 morti. A Mosca, epicentro dell’epidemia, i nuovi casi sono invece 1.572, ovvero il dato più basso dal 16 aprile. 
Secondo i calcoli dell’agenzia di stampa statale Tass l’R0 in Russia è 1,01, mentre a Mosca è 0,94. Tutti i dati sono forniti dal bollettino giornaliero diffuso dalla task force nazionale contro il coronavirus.