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Scuola, ecco le linee guida: via libera delle Regioni al ritorno in classe a settembre. Distanziati di un metro

26 giugno 2020, 16:46

Scuola, ecco le linee guida: via libera delle Regioni  al ritorno in classe a settembre. Distanziati di un metro

"Il 14 settembre riportiamo tutti gli studenti a scuola: poi c'è un confronto in corso con chi di dovere per la possibilità di utilizzare altri locali diversi da quelli delle scuole per le elezioni di settembre. Parliamo comunque un numero esiguo di studenti coinvolti, in ogni caso saranno gli enti locali e il ministero dell’Interno a stabilire se si possono utilizzare altri tipi di locali". Lo ha detto il ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina, nel corso della conferenza stampa da Palazzo Chigi in cui ha preso la parola insieme al premier Giuseppe Conte. "Vogliamo classi meno affollate. Le cosiddette classi pollaio a me non piacciono affatto, non le tolleriamo più». Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Il governo da tempo ha lavorato coinvolgendo tutto il mondo dell’istruzione. Ci siamo predisposti, con le linee guida, per ritornare in sicurezza a settembre». Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Chiudere le scuole è stata una scelta molto sofferta, che nessuno pensi che il governo l’abbia presa a cuor leggero», aggiunge. 

 

Con il via ibera di Regioni ed Enti Locali, è stata raggiunta l'intesa in Conferenza Unificata sulle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Intesa quindi tra governo, Regioni, Province e Comuni. Nella bozza del documento sulle linee guida da adottare per la ripresa della scuola a settembre, e adesso al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, è stato inserito un esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. «Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche - ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione», si legge nella bozza.

Le scuole riapriranno l’1 settembre per i corsi di recupero e il 14 c'è la riapertura vera e propria». Lo ha ufficializzato il sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro. «Il 20 settembre - ha aggiunto - spero davvero che si riesca a fare quello che in tanti stanno chiedendo, cioè cercare luoghi alternativi alle scuole per svolgere le elezioni. Diversamente sarebbe onestamente un cazzotto nell’occhio e una vera beffa. Spero si risolva positivamente».  «La didattica a distanza sotto i quattordici anni non si fa, si fa soltanto per la scuola secondaria di secondo livello ma in condizioni assolutamente residuali, quando è proprio impossibile dare vita alla didattica normale. L’impegno e l’obiettivo del Governo è riportare dal 14 settembre tutti gli studenti in aula in presenza e immaginare la didattica a distanza come vera e propria extrema ratio.» 

Non daremo l’intesa, non diremo che siamo d’accordo con le misure che saranno prese». Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla conferenza Stato-Regioni sulla scuola, che ribadisce la «nostra critica ferma al ministro dell’Istruzione per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante» «Non daremo l’intesa perchè consideriamo irresponsabile il voto il 20 settembre e non è stato definito l'organico dei docenti», ha aggiunto. 

La nuova bozza del Piano sul rientro a scuola prevede l’istituzione di «Conferenze dei servizi, su iniziativa dell’Ente Locale competente, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, finalizzate ad analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche che insistono sul territorio di riferimento delle conferenze». «Lo scopo - si legge nella bozza - sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia al fine di individuare modalità, interventi e soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi».

«L'intesa trovata oggi tra governo, regioni, province e comuni sulle linee guida relative alla riapertura delle scuole è un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali». Così il ministro della Salute Roberto Speranza. «E' essenziale - aggiunge - investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. E’ un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito». 

«Un ottimo risultato» e «le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021 che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali». E’ il commento del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dopo il via libera al nuovo Piano Scuola. «Voglio anche ringraziare la ministra, Lucia Azzolina, per la disponibilità al confronto - prosegue -. Abbiamo lavorato molto su questo testo nella consapevolezza che la riapertura delle scuole sia il primo segnale di un Paese che riparte davvero. Ora il testo è notevolmente migliorato grazie proprio al contributo e al pragmatismo degli assessori all’istruzione delle Regioni che fino all’ultimo hanno avuto una interlocuzione costante con il ministero. Quella di oggi rappresenta un’ulteriore risposta ai detrattori della concertazione istituzionale». «Al Governo - spiega Bonaccini - abbiamo ribadito tre questioni politiche fondamentali. Prima di tutto servono risorse adeguate per realizzare le soluzioni organizzative e didattiche previste dal Piano e per questo occorre incrementare il fondo previsto di almeno un miliardo di euro, su cui peraltro abbiano avuto precise rassicurazioni dal Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Occorre poi un aumento netto di organico docente e Ata. Occorre prevedere infatti un adeguato incremento finalizzato a garantire il recupero dei tagli operati sui posti comuni dei docenti sull'organico 2020-2021, per riportarli ai livelli dell’anno scolastico in corso, preservando l’organico già autorizzato, nonchè un aumento temporaneo dei contingenti, per realizzare un rafforzamento di 'organico per l’emergenzà, che permetta di affrontare al meglio il delicato anno scolastico alle porte. Terza questione: bisogna attivare urgentemente - conclude Bonaccini - un tavolo di confronto Governo-Regioni, sulla questione dei trasporti, sia da un punto di vista economico che di organizzazione del servizio». 

«Grande soddisfazione» è stata espressa dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, dopo il via libera al Piano per il rientro a scuola. «Anche in questa occasione - ha spiegato - la leale e forte collaborazione fra governo, Regioni ed enti locali ha dato un risultato positivo, come accaduto per altri nevralgici settori (commercio, trasporto pubblico locale, servizi alla persona e industria). L’intenso lavoro di questi giorni permette di restituire fiducia al mondo della scuola: insegnati, studenti, famiglie, personale Ata, possono guardare all’inizio del prossimo anno scolastico confidando in una riapertura ordinata e sicura dal punto di vista sanitario». «Il metodo sperimentato durante le fasi critiche dell’emergenza Covid-19 - ha concluso - si sta rivelando utile per affrontare molte questioni aperte nel nostro Paese e sicuramente la scuola è forse quella più cruciale. Ringrazio la Conferenza delle Regioni, Anci, Upi e tutti coloro che hanno dato un concreto contributo per raggiungere questo obiettivo: essere riusciti ad arrivare ad una unità di intenti dopo un confronto serio ed approfondito è di certo motivo di grande soddisfazione». L