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Covid e gruppo sanguigno

29 giugno 2020, 08:51

Covid e gruppo sanguigno

ANTONIO RINALDI

È uscita la scorsa settimana una notizia, condivisa da vari mezzi di informazione, secondo la quale chi ha gruppo sanguigno A avrebbe maggiore possibilità di contrarre un’infezione da Coronavirus in una forma grave.
 Sembra forse strano, per noi profani, pensare che un gruppo sanguigno possa influire su un’infezione virale, però a quanto pare la ricerca è seria e i dati vanno proprio in questa direzione. L’articolo è comparso sul New England Journal of medicine ed è il frutto di un lavoro di ricerca internazionale a cui ha partecipato anche l’università Milano Bicocca insieme ad altre realtà medico universitarie lombarde che hanno fornito dati diagnostici e clinici dei pazienti contagiati.  Lo studio non ha per la verità preso in considerazione solo i gruppi sanguigni, ma ha analizzato tutto il genoma delle persone coinvolte. Con lavori di questo tipo si cercano di individuare le caratteristiche genetiche comuni ai pazienti che sviluppano forme gravi della malattia, con l’obiettivo di poterli individuare anticipatamente e prevenire o quanto meno affrontare per tempo il loro  peggioramento.
Sono stati analizzati in totale i dati di quasi 4 mila pazienti, circa 2 mila malati e 2 mila sani come gruppo di controllo e la ricerca, che ha visto coinvolti ospedali e centri di ricerca italiani ma anche spagnoli, tedeschi e norvegesi, ha evidenziato che chi ha il gruppo sanguigno 0 ha un rischio più basso di ammalarsi gravemente, mentre chi ha il gruppo A ha un rischio più alto. Le motivazioni di tutto questo ovviamente sono ancora da individuare e serviranno ulteriori conferme su campioni più allargati; al momento nessuno è in grado di dire quale possa essere il motivo di questa differenza, ma certamente possiamo dire che questa volta non si tratta di una bufala.
SEMAFORO VERDE