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un 53enne di roma

Post choc contro Lucia Annibali: denunciato

20 settembre 2020, 16:24

Post choc contro Lucia Annibali: denunciato

 A febbraio per quel post su Facebook pieno di odio e soprattutto di inumanità la deputata di Italia Viva Lucia Annibali aveva ricevuto la solidarietà bipartisan del mondo politico: dal premier Conte ai ministri Bonafede, Guerini e Azzolina, al presidente Fico ma anche da parte dell’opposizione con esponenti come Meloni, Carfagna, Bernini. Un post in cui la parlamentare veniva definita una 'misera infame» e in cui si inneggiava all’ex fidanzato condannato in via definitiva a 20 anni di carcere per averle lanciato contro dell’acido che le ha procurato lesioni al volto. Ora l’'anonimo 'leone da tastiera» ha una identità e dovrà rispondere alla giustizia di quanto scritto. E’ un 53enne, residente a Roma, rintracciato dopo lunghe e accurate indagini compiute dalla Polizia Postale. Per lui è scattata la denuncia per il reato di istigazione alla violenza. 
In quei giorni di febbraio l’esponente di Italia Viva era sotto i riflettori per il cosiddetto «lodo Annibali» sulla prescrizione, con cui veniva chiesto il rinvio di un anno dell’entrata in vigore della riforma Bonafede. La parlamentare divenne il bersaglio di tanti anonimi haters, ma quello che face più scalpore - anche sui quotidiani - per la sua ferocia fu uno scritto su Facebook in cui si affermava: «Luca Varani sei il mio mito. Onore e grazie a Luca Varani, hai fatto il tuo dovere da uomo per una misera infame», riferendosi proprio alliex fidanzato della deputata, responsabile nel 2013 dell’aggressione con l’acido che le deturpò il viso. 
I Pm di Roma aprirono subito un’indagine e affidarono le indagini alla Polizia Postale con l’obiettivo di individuare il titolare del falso profilo Facebook. A rendere più difficili le indagini anche il fatto che il post fu rimosso dopo poco dalla sua pubblicazione. Ma alla fine con particolari strumenti di «analisi semantica» gli esperti della Polpost hanno trovato «la convergenza di alcuni elementi che connotavano alcuni messaggi presenti in altri profili social», riconducibili ad un uomo di 53 anni e residente a Roma, nei cui confronti si sono concentrate le indagini. Sono stati quindi acquisiti ulteriori elementi ed evidenze «inequivocabili» sulla responsabilità dell’uomo, che alla fine ha ammesso di aver aperto il profilo fake sfruttando connessioni anonime e di essere proprio lui liautore dei messaggi rivolti alla Annibali, compreso quello choc che fece scalpore per la sua atrocità.