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Allarme in Inghilterra: "Tra un mese 100 morti al giorno"

26 settembre 2020, 18:46

Allarme in Inghilterra: "Tra un mese 100 morti al giorno"

Il Regno Unito da quattro giorni continua a viaggiare sopra i 6.000 contagi quotidiani ed entro tre-quattro settimane potrebbe vedere triplicato il numero quotidiano di morti, fino a 100 decessi al giorno: a lanciare l'allarme è uno dei consulenti scientifici del governo di Boris Johnson, mentre nel Paese oltre un quarto della popolazione dal fine settimana è soggetto a nuove restrizioni. Ma nonostante i numeri preoccupanti, monta l’insofferenza verso le misure di contenimento dei contagi, con una nuova manifestazione anti-lockdown a Londra che ha visto anche scontri tra dimostranti e polizia. 
Per l’esperto di modelli di malattie infettive, Graham Medley, membro dello Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage), si può fare poco ormai per evitare che le morti quotidiane raggiungano la tripla cifra. «Le cose che facciamo ora serviranno solo ad evitare numeri molto più alti», spiega. Nel Regno Unito sono stati registrati 6.042 nuovi casi di persone positive al coronavirus nell’ultima giornata e 34 morti. Numeri in calo rispetto al picco di oltre 6.800 contagi e 40 decessi di venerdì, ma comunque nettamente più alti rispetto ai 4.000 della settimana scorsa. Una progressione che inquieta gli esperti del comitato scientifico britannico. 
Per limitare i contagi, in Inghilterra si applica a livello nazionale dallo scorso 14 settembre il limite di massimo sei persone per le riunioni e l’orario di chiusura alle 22 per pub e ristoranti. Ma ulteriori restrizioni sono entrate ora in vigore in gran parte dell’Inghilterra del nord e nel Galles, zone dove il tasso di infezione è più elevato: 17 milioni le persone interessate. Tra le misure decise per tentare di frenare la progressione del virus, il divieto di farsi visita nelle case e il consiglio di non frequentare in nessun altro contesto, inclusi bar, negozi e parchi, persone con cui non si vive sotto lo stesso tetto. A Manchester è stata imposta una quarantena di 14 giorni a 1.700 studenti. Non potranno uscire da due alloggi universitari, dopo che 127 di loro sono risultati positivi. 
Contro queste limitazioni - ma soprattutto contro l’ipotesi giudicata come una minaccia incombente di un lockdown generalizzato e di una vaccinazione di massa - circa 15 mila persone sono scese nuovamente in piazza Londra, a Trafalgar Square, per protestare. La manifestazione è stata interrotta dalla polizia per il mancato rispetto delle regole di distanziamento. Non senza tensioni: al momento di far sgomberare i dimostranti ci sono stati scontri, con lanci di bottiglie, manganellate, e diversi feriti da entrambe le parti, manifestanti e agenti. Nessun commento diretto da parte del premier Johnson, che però in un discorso all’Onu ha definito «pazzi» quelli che si oppongono ai vaccini.