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i dati nazionali

In Italia record di tamponi (128mila) e impennata di nuovi contagi: +4.458, come l'11 e 12 aprile. 22 i morti

08 ottobre 2020, 17:42

In Italia record di tamponi (128mila) e impennata di nuovi contagi: +4.458, come l'11 e 12 aprile. 22 i morti

 Nuova impennata dei contagi da coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore i positivi sono aumentati di 4.458 con 22 morti. Record di tamponi: oltre 128 mila. Il numero di nuovi contagi è riferibile a quelli registrati tra l’11 aprile (+4.694) e il 12 aprile (+4.092). All'epoca  però c'erano  oltre 27 mila ricoverati e più di 3 mila pazienti in terapia intensiva (i decessi erano rispettivamente +619 e +431). La Regione più colpita dall’aumento dei positivi continua ad essere la Campania (+757), seguita dalla Lombardia (+683). Record di casi per la Puglia che oggi per la prima volta supera i 200 casi. I pazienti ricoverati con sintomi sono 3.925 (+143), di cui 358 in terapia intensiva (+21).

Il virus che continua a fare malati - ora tanti anche al Centro e al Sud - in alcuni territori scattano i primi mini-lockdown come a Latina, con un’ordinanza ad hoc della Regione Lazio. Non basta. E in tutto il Paese scatta l’allarme degli esperti sui pericoli dettati dai grandi eventi di massa, che esporranno al rischio di maxi-assembramenti di persone: la richiesta del Comitato Tecnico Scientifico è di rimodulare i protocolli su alcune manifestazioni già previste: prime fra tutte, per ordine di tempo, il corteo dei negazionisti sabato prossimo a Roma e domenica la marcia della Pace ad Assisi. 
Cifre ai massimi degli ultimi mesi, ma anche record di tamponi: sono stati 128.098 quelli registrati nel bollettino quotidiano, quasi tremila in più rispetto ai numeri precedenti quando erano stati 125.314. Il numero complessivo dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 338.398. I dati però non cambiano la linea del governo, che in queste ore resta ferma sulle disposizioni previste dal Dpcm appena annunciato e lascia alle Regioni la libertà di disporre altre strette: l’obiettivo è scongiurare il blocco delle attività produttive nel Paese e la vera linea di confronto è soprattutto la situazione delle terapie intensive: Seppure in crescita, i dati su questo aspetto al momento non preoccupano. Delle 65.952 persone attualmente positive in Italia, 358 sono quelle nei reparti di rianimazione (+21 rispetto a ieri), 3.925 ricoverati con sintomi (+143) e 61.669 in isolamento domiciliare (+3.212). I dimessi e i guariti sono complessivamente 236.363 con un incremento di 1.060. 
Il trend è confermato dalla fondazione Gimbe, che analizza negli ultimi sette giorni la crescita del rapporto tra positivi e casi testati (4% contro 3,1% della settimana precedente). La Sicilia con l’11,5% è la regione italiana con la maggiore percentuale dei casi di coronavirus ospedalizzati, una cifre nettamente superiore alla media nazionale del 6,6%, seguono la Liguria (10,4%) Lazio (9,9%), Puglia (8,9%), Piemonte (8,6%), Abruzzo (8,2%), Basilicata (7,9%). A commentare la sua «cattiva notizia per l’Italia» è anche il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri: «il virus prima era concentrato in un pezzo del Paese, oggi ha una geografia molto più diffusa. Purtroppo si è allargato a zone d’Italia meno preparate ad affrontarlo, questa è la vera sfida di queste settimane». 
Il boom ancora una volta si registra in Campania (+757), seguita da Lombardia (+683) e Veneto (+491). Proprio per questo il governatore De Luca - dopo un vertice con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il Commissario Arcuri - ha chiesto alla Protezione Civile la messa a disposizione nei tempi più rapidi possibili di personale medico e infermieristico volontario, già utilizzato da Governo nell’emergenza dei mesi scorsi. Nel Lazio invece Zingaretti ha firmato un’ordinanza per un 'mini lockdown' nella provincia di Latina per 14 giorni, che prevede il contingentamento a 20 persone per le feste e cerimonie religiose, il numero massimo di 4 ospiti a tavolo per ristoranti e locali e la chiusura alle ore 24 per pub bar e ristoranti. Scattati anche il divieto di assembramento davanti scuole, luoghi e uffici pubblici e lo stop delle visite ai pazienti ricoverati in strutture sanitarie o sociosanitarie. Previsto anche il contingentamento per chi frequenta palestre e scuole da ballo. A Trento il Comune il Comune ha disposto fino al 31 gennaio prossimo, lo stop alle bevande alcoliche all’esterno dei locali nelle zone della movida tra le 22 e le 6 del mattino. 
Nuovi numeri su alcune realtà del Paese arrivano anche dai dati dell’Amministrazione Penitenziaria: in Italia su circa 54mila persone detenute ci sono 61 agenti nelle carceri positivi al virus e 35 detenuti.