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Il Consiglio di Stato sospende la sperimentazione sui macachi a Parma e Torino

09 ottobre 2020, 15:37

Il Consiglio di Stato sospende la sperimentazione sui macachi a Parma e Torino

l Consiglio di Stato «sospende, fino alla discussione collegiale in udienza pubblica - che  fissa al 28 gennaio 2021 - la esecutorierà della sentenza appellata e gli atti impugnati in primo grado». Il Consiglio di Stato di fatto ordina la sospensione della sperimentazione sui macachi delle Università di Torino e Parma, ribaltando la sentenza del Tar. 

Un assegno di 2 milioni di euro sporcato di rosso come se fosse idealmente il sangue dei macachi reclusi nello stabulario di Parma «per scuotere le coscienze" sulle sofferenze degli animali sottoposti a vivisezione. E' quanto hanno consegnato sia a Roma (al ministero della Salute), che all’università Torino gli animalisti italiani in due blitz in contemporanea alla manifestazione "Macachi LiberI", tenuta sempre al ministero della Salute e organizzata dagli Animalisti Italiani. Tanti i cittadini, gli attivisti e le associazioni di protezione animale come Lav, Enpa e Task Force Animalista, spiegano gli Animalisti Italiani, «che continuano a lottare per chiedere la liberazione dei sei macachi vittime del Progetto Light Up destinati a perdere prima la vista, e poi la vita a causa di una sperimentazione che si osa qualificare come «ricerca». 
«Si tratta di una sperimentazione inutile vista la presenza di metodi alternativi non violenti che sistematicamente il mondo accademico scientifico si rifiuta di usare! Pretendiamo una scienza etica che smetta di sfruttare e buttare via delle vite innocenti», dichiara il vicepresidente degli Animalisti Italiani Riccardo Manca che oggi ha avuto un incontro diretto con i dirigenti del gabinetto del ministro. Ricordiamo che il protocollo dell’esperimento prevede la loro soppressione al termine del trial di «ricerca». 
«Gli esperimenti sugli animali vivi, cioè la vivisezione, nell’ipertecnologico mondo moderno sono anacronistici, non portano a nessun risultato reale e comprovato. Ciò che manca in Italia sono i finanziamenti che vanno a supportare la ricerca senza l’utilizzo di animali, a differenza di altre parti del mondo che invece incentivano questo tipo di metodologia» - aggiunge Walter Caporale Presidente degli Animalisti Italiani. 

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