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coronavirus

La bozza del nuovo decreto: stop agli sport di contatto e alle feste in casa, sì alle attività delle società sportive e delle palestre

12 ottobre 2020, 09:48

La bozza del nuovo decreto: stop agli sport di contatto e alle feste in casa, sì alle attività delle società sportive e delle palestre

Confermato l’obbligo di tenere la mascherina in tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico "salvo i casi di comprovata impossibilità per particolari soggetti". E’ quanto si legge nella bozza del prossimo Dpcm sull'emergenza coronavirus. Nuovi limiti anche per le cene in casa: "Nei luoghi privati il titolare, sia che trattasi di abitazioni familiari o sedi associative, può consentire l’accesso a un massimo di dieci persone diverse dal proprio nucleo familiare risultante dall’anagrafe comunale.

L'attività sportiva delle società e delle palestre potranno continuare

Secondo quanto si apprende, però, sport di base possono continuare. Calcio, rugby, danza, pallavolo, pallacanestro e tutte le altre attività pomeridiane gestite da società che abbiano attivato protocolli di sicurezza non verranno limitate dal nuovo Dpcm che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, firmerà nelle prossime ore, dopo il confronto tra governo e Regioni e una nuova riunione del Comitato tecnico scientifico. Resteranno aperte anche le palestre.

Aumentare lo smart working

Via libera, come si legge nella bozza, all’attività motoria "purchè comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona, salvo sia convivente". Gli studi professionali devono consentire la presenza di non più di una persona per ogni stanza, incentivando il ricorso allo smart working. Il ricevimento della clientela deve avvenire o con modalità telematiche o attraverso una barriera che non consenta il contatto. La stanza in cui avviene il ricevimento deve essere igienizzata dopo ogni accesso.

Nuove restrizioni per matrimoni e funerali

Nuove disposizioni in arrivo anche per matrimoni e funerali: "I matrimoni possono essere svolti con la sola presenza dei soggetti che devono intervenire secondo le norme dello stato Civile alla celebrazione e non più di dieci invitati. La mancata osservanza della disposizione determina l'invalidità del matrimonio stesso. I funerali devono svolgersi con la presenza contemporanea di non più di quindici persone. 

Lo sport amatoriale "trema"

 Dal calcetto al pugilato, passando per le arti marziali, il basket, la pallavolo e il beach volley, in vista del prossimo dpcm trema il mondo degli sport amatoriali di contatto. Un mondo variegato e composto da circa 10 milioni di appassionati, la maggior parte dei quali rischia di dover interrompere la propria attività, per non parlare delle migliaia di società sportive, operatori e tecnici che si collocano in questo settore. C'è in ballo la stessa sopravvivenza, messa già a dura prova durante il primo lockdown di marzo-aprile. Al momento invece non rischierebbero il nuoto, la palestra che può essere utilizzata per body building e fitness con distanziamenti e mascherine (sempre previa autocertificazione), il tennis e il padel, il footing e il running e tutti gli altri sport individuali che non prevedono contatto. Tra le discipline più colpite figurano il calcio, il calcio a 5 e a 8 che rappresentano una fetta importante dello sport amatoriale. Addio così al calcetto, ma non solo: stop anche a tutte le 'partitellà di sport come il basket e la pallavolo, solo nelle forme spontanee tra amici e appassionati. Il lockdown sportivo non riguarderebbe invece le ASD e SSD le cui squadre partecipano ai campionati dilettantistici, anche giovanili, e che già rispettano i protocolli approvati dal Dipartimento sport del governo.

Sempre in ambito amatoriale, stop anche a beach volley, danza e balli di gruppo, pugilato e arti marziali, con queste ultime che presentano le maggiori criticità. Ci sono palestre che vivono di corsi settimanali, alcune delle quali non hanno ancora riaperto dopo il primo lockdown. «Siamo stati tra gli ultimi a ripartire dopo lo stop e rischiamo di essere i primi a richiudere», lamenta qualcuno. Nella Fijlkam (Federazione italiana judo lotta karate arti marziali), sono oltre 3000 le società sportive affiliate in tutta Italia e 8000 insegnanti tecnici, che vanno dall’alto all’amatoriale. Chi si occupa solo di quest’ultimo settore, resterebbe a braccia conserte fino a nuove disposizioni. Per ora, l’80% delle strutture che si rivolgono a queste discipline hanno riaperto, ma con costi di gestione e sanificazione oltre che con un numero di tesserati ridotto. 

Nel pugilato, le cose non vanno meglio. Ripartita l’attività dilettantistica a fine luglio, dopo appena tre mesi gran parte di questa rischierebbe di vivere un nuovo e decisivo stop. Si parla di 923 palestre affiliate su tutto il territorio nazionale e di queste 24 sono solo amatoriali, quindi a rischio chiusura totale. Le restanti si occupano anche del pugilato agonista (dilettanti e professionisti AOB e PRO) e chiuderebbero solo i corsi di boxe amatoriale, che si rivolgono a un bacino di 16.581 tesserati, oltre che a 2.548 tecnici sportivi tesserati che dovrebbero concentrarsi solo sugli agonisti. Grande preoccupazione anche tra gli Enti di promozione sportiva per tutti gli sport di base che non rientrano nell’ambito degli eventi organizzati dalle federazioni, ma che comunque rispettano lo stesso rigore dei protocolli applicati da quest’ultime: «Non si faccia discriminazione tra organismi sportivi», l’appello già lanciato da diversi enti tra cui Csi, Uisp e Us Acli. 

Stop alle gite scolastiche

Stop alle gite scolastiche, attività didattiche fuori sede e gemellaggi. E’ una delle misure proposte, secondo quanto si apprende, dal governo nel corso della cabina di regia con le regioni e gli enti locali. Il provvedimento dovrebbe entrare nel Dpcm che il premier Giuseppe Conte firmerà nelle prossime ore. (