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COVID

Crisanti: "A Natale bisogna chiudere tutto per tre settimane"

"Tracciamento fuori controllo, sistema inesistente. Serviva un piano" 

15 ottobre 2020, 10:33

Crisanti: "A Natale bisogna chiudere tutto per tre settimane"

«Adesso è tardi per il contact tracing, con questi numeri bisogna diminuire i contatti personali e passare a chiusure via via più estese. Il virus passerà inesorabilmente dai giovani agli anziani facendo salire i ricoveri. E purtroppo anche i decessi"; per questo potrebbe servire uno stop «per tre settimane, per le feste di Natale». Così il microbiologo Andrea Crisanti su La Stampa e anche sul Messaggero dove spiega il nodo del sistema di tracciamento, il contact tracing: «tutto il sistema che non funziona: In genere, una persona in media viene in contatto con 15-20 persone negli ultimi 5 giorni, quindi significa che se un sistema di contact tracing funzionasse al 100 per cento oggi su quasi 7.500 casi positivi avremmo dovuto mettere in isolamento 150mila persone. Ne abbiamo isolato circa 5mila, significa che abbiamo lasciato il 95% dei contatti liberi di andare dove vogliono; questa non era una cosa da fare a livello regionale, serviva un piano nazionale». Insomma, l’effetto del tracciamento non lo vedremo «mai, ormai il tracciamento italiano è fuori controllo, è al collasso; in Italia in questo momento è inesistente. E’ la Caporetto della prima linea difensiva». 


«Queste - prosegue - erano cose che si dovevano fare tre mesi fa. E già era tardi anche allora. In uno stato di emergenza bisogna cercare di interrompere l’epidemia e l’unico modo che abbiamo adesso sono le misure di restrizione, quelle che gli inglesi chiamano circuit breaker, cioè un interruttore. E poi il tracciamento, che però non sta funzionando. Non abbiamo altre opzioni. Se continua così bisogna quindi introdurre lo stop, chiudendo prima gradualmente attività come bar e ristoranti. Sono misure molto restrittive che bloccano la trasmissione per poi prendere fiato». Uno stop - dice sul Messaggero - per «tre settimane, per le feste di Natale"; cosa ribadita anche su La Stampa: «continuando così sarà lockdown a Natale».