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Scuola, ma anche chiusura "lampo" di zone affollate: cosa dice il nuovo decreto

19 ottobre 2020, 21:24

Scuola, ma anche chiusura "lampo" di zone affollate: cosa dice il nuovo decreto

Scuole

Il dpcm firmato ieri prevede una serie di misure per la scuola che verranno introdotte da mercoledì prossimo, 21 ottobre. Il ministero dell’Istruzione ha inviato una nota ai dirigenti scolastici, dopo una interlocuzione con i sindacati. 

Per quanto riguarda il secondo ciclo di istruzione, dopo la comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali, le scuole secondarie di secondo grado: 1) adottano ulteriori forme di flessibilità, anche incrementando il ricorso alla Didattica Digitale Integrata; 2) modulano ulteriormente (rispetto a quanto già disposto da settembre e grazie al lavoro fatto quest’estate) orari di ingresso e uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani. Inoltre, nell’ambito di questa ulteriore modulazione, dispongono che l’ingresso a scuola non avvenga prima delle ore 9.00.

Il ministero dell’Istruzione ribadisce, quindi, che le «situazioni critiche e di particolare rischio», rappresentate da autorità sanitarie ed enti locali, sono le sole che «giustificano una eventuale revisione di quanto già stabilito, anche con riferimento all’ingresso posticipato alle ore 9.00, che deve essere disposto unicamente qualora ricorrano le condizioni sopra descritte». Salvo questi casi, non è necessario modificare orari di entrata e uscita e tutto quanto sia collegato alla scansione temporale definita dall’inizio dell’anno scolastico.

Per quanto riguarda invece la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, nulla cambia, nella «riconosciuta priorità di garantirne l’ordinato svolgimento in presenza dell’attività educativa e didattica, al fine di rispondere a precise motivazioni didattiche e ad una esigenza sociale complessiva».Come previsto dal «Piano Scuola», varato a giugno, per operare in piena sinergia con tutti gli attori istituzionali coinvolti, saranno svolte le riunioni dei tavoli e delle conferenze regionali e locali, previste dallo stesso Piano, per coordinare e monitorare le azioni da adottare. Gli Uffici di ambito territoriale(Uat), in raccordo con gli Uffici scolastici regionali(Usr), assicureranno coordinamento e supporto alle istituzioni scolastiche e all’azione dei Dirigenti Scolastici.

Sindaco,prefetti e Asl:cosi' funzionano le chiusure
Ordinanze lampo per la chiusura di strade e piazze, firmate (come già succedeva) dai sindaci ma ora solo dopo essere condivise con Prefetti e Asl. Sono state fissate le procedure previste per la stretta anti-movida introdotta nel nuovo Dpcm. Nel testo finale dell’ultimo decreto, a seguito delle proteste dell’Associazione nazionale Comuni italiani, è scomparsa la parola 'sindacì: all’articolo 1 del documento si legge che «delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le 21».

Come prevede la circolare che il Viminale sta inviando ai Prefetti, i primi cittadini - anche in qualità di autorità sanitarie locali - proporranno le chiusure e saranno supportati in tutto dai Prefetti negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico, a cui parteciperanno anche le Asl. In quella sede si potranno valutare eventuali chiusure di strade o piazze, stabilendo anche le modalità (il numero di giorni della durata dell’ordinanza, ad esempio, che potrebbe essere dato anche da uno standard «ragionevole» fissato nei prossimi giorni).

«Laddove si rivelassero condizioni di urgenza, nell’arco di 24 ore si può far anche l’ordinanza di chiusura, ma è chiaro che non vanno tralasciati una serie di passaggi, non ultimo quello che, quando un provvedimento riguarda un’esercizio, va notificato - spiega il Sottosegretario all’Interno con delega agli Enti Locali, Achille Variati - Essendo una motivazione di natura sanitaria - ha aggiunto Variati - il Prefetto non ha una capacità di emettere l’ordinanza ma di attuazione di quest’ultima. Il sindaco fa l’ordinanza e lo strumento è il Comtato di ordine e sicurezza pubblica, che supporterà, motiverà e accompagnerà il sindaco sull'opportunità di emettere il provvedimento da lui firmato».

Per emettere ordinanze di chiusura come quelle previste nel Dpcm «bisognerà sentire anche l’Asl, che potrà essere invitata dal Prefetto al Comitato per l’ordine pubblico, per portare tecnicamente il pensiero della sanità locale - prosegue Variati - . Sicuramente verranno valutate anche le relazioni delle forze dell’ordine stilate a seguito delle loro verifiche in quei luoghi dove eventualmente dovessero verificarsi assembramenti». Il Prefetto, d’intesa con il Questore, ha il compito di aiutare ad eseguire l’ordinanza emessa dal sindaco e per i controlli ci sono polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale e - chiarisce il sottosegretario - nel caso «anche la quota dei militari del dispositivo Strade sicure, proprio su indicazione del Prefetto».

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