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Conte: "Limiti agli spostamenti da e verso le regioni a rischio, centri commerciali chiusi in tutta Italia e didattica a distanza per le scuole superiori"

02 novembre 2020, 12:21

Conte: "Limiti agli spostamenti da e verso le regioni a rischio, centri commerciali chiusi in tutta Italia e didattica a distanza per le scuole superiori"

Coprifuoco la sera in tutta Italia e tre Regioni - Lombardia, Piemonte e Calabria - che rischiano di dover adottare le misure più restrittive, compreso il lockdown generale. Prende forma il nuovo Dpcm che il governo dovrebbe varare entro mercoledì, anche se sono diversi i punti ancora in sospeso, proprio a partire dall’orario in cui scatterà il tutti a casa. Ci sarà una cornice nazionale, con interventi validi in tutta Italia, e misure per i singoli territori, con il Paese diviso in 3 fasce che corrispondono ad altrettanti scenari di rischio individuati con criteri «scientifici e oggettivi" approvati dall’Istituto superiore di Sanità: più è alta la diffusione del virus, più è in sofferenza il sistema sanitario, maggiori saranno le restrizioni.

- LE MISURE NAZIONALI 
In Parlamento il premier Giuseppe Conte parla di un «nuovo corpus di misure restrittive» indicando sette interventi che riguarderanno tutto il Paese: la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, ad eccezione delle attività essenziali presenti all’interno (farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabacchi e edicole); la chiusura dei 'corner' adibiti alle attività di scommesse e giochi ovunque siano collocati, dunque stop alle slot machine nei bar e dai tabaccai; la chiusura di tutti i musei e di tutte le mostre; la riduzione della capacità di riempimento di bus e metropolitane del traporto pubblico locale con la capienza che passa dall’80% al 50%, una misura chiesta da mesi dal Comitato tecnico scientifico per ridurre la diffusione del contagio. Nel Dpcm viene inoltre prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole di secondo grado, dunque per le superiori, anche se la formula utilizzata dal premier in Parlamento - «anche integralmente» - non chiarisce se si tratti di un obbligo o di una scelta lasciata agli istituti. Scuola dell’infanzia, elementari e medie continueranno invece ad essere in presenza, salvo che si trovino nelle aree in cui scatteranno ulteriori limitazioni a causa di un livello di rischio più alto. Gli ultimi due provvedimenti a livello nazionale riguardano il limite agli spostamenti da e per quelle regioni che hanno elevati coefficienti di rischio - che potrà essere derogato solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di studio, salute e necessità - e il coprifuoco. Su quest’ultimo punto la discussione nel governo è ancora aperta: Conte ha parlato di «limiti alla circolazione nella fascia serale più tarda», il che sembrerebbe far decadere l’ipotesi di un coprifuoco alle 18. L’ipotesi emersa nel corso della riunione dei capidelegazione della maggioranza è di uno stop alle 21, ma non c'è ancora accordo. Tramontata definitivamente, invece, l’idea circolata ieri di una sorta di «lockdown generazionale», che prevedeva l’obbligo per gli anziani di restare a casa.

- ITALIA DIVISA IN 3 FASCE 
Alle misure nazionali si affiancheranno interventi mirati a livello locale. «Anche perchè - ha spiegato il premier - oggi un regime restrittivo indistinto avrebbe un duplice risultato negativo": non consentirebbe di adottare misure efficaci nei territori più a rischio e imporrebbe misure troppo severe laddove non sono necessarie.

Dunque l’Italia sarà divisa in 3 zone: «si stabiliscono dei criteri - spiegano fonti di governo - che fanno scattare un automatismo; a determinati scenari, corrispondono determinate misure.» Nella prima fascia ci saranno le Regioni considerate a «rischio più alto», dunque quelle dove la situazione è compatibile a quella ipotizzata nello 'scenario 4' del documento dell’Iss: un Rt sopra l’1,5 e una «trasmissibilità non controllata» del Covid. Con i dati attuali ci finirebbero il Piemonte, la Lombardia - entrambi con Rt sopra il 2 - e la Calabria ma la situazione potrebbe cambiare: nelle prossime ore saranno disponibili i dati aggiornati del monitoraggio, con il Cts che si riunirà per analizzarli in modo da consegnare al governo la 'fotografià più attuale della situazione epidemiologica in Italia. E’ questà la fascia in cui sono previste le misure più restrittive: dai lockdown locali a livello provinciale per almeno 3 settimane alla limitazione della mobilità individuale fino alla chiusura dell’intera Regione ad eccezione delle attività essenziali. In questa fascia si è già posta, autonomamente, la provincia di Bolzano: dopo aver lasciato aperti bar e ristoranti in contrasto con il Dpcm del 24 ottobre, ora ha annunciato un lockdown di 3 settimane 
In seconda fascia ci sono invece tutti quei territori in cui il fattore di rischio è compatibile con lo 'scenario 3', con un Rt tra 1,25 e 1,5 e una «trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo». In questo caso sono previsti interventi «lievemente meno restrittivi» ha detto il premier. Quali? Chiusura di attività, limitazioni alla mobilità in comuni e province, chiusura di scuole e università in base alla situazione epidemiologica. 
Nell’ultima fascia, la terza, finiranno invece tutte le Regioni che hanno un indice di rischio compatibile con lo 'scenario 2', dove l’Rt è tra l’1 e l’1,25. Stando all’ultimo monitoraggio disponibile, in questa fascia oggi ricadrebbero solo la Basilicata (1.04) e la Sardegna (1.12). 

- CONTE SPIEGA: CONSIDEREREMO L'RT

 Saranno tre aree e tre scenari di riferimento, oltre a parametri precisi, a guidare le decisioni del ministero della Salute che, con ordinanze mirate, potrà includere una determinata Regione in una delle tre fasce di rischio con relative misure di restrizione anti-pandemia. Lo ha annunciato oggi nelle comunicazioni alla Camera e al Senato il premier Giuseppe Conte ed i tre scenari sarebbero già previsti nel documento dello scorso 12 ottobre redatto da Istituto superiore di sanità e ministero della Salute. Si terrà conto anche dell’indice di trasmissibilità Rt. 

- LOMBARDIA, PIEMONTE E CALABRIA LE REGIONI PIU' A RISCHIO
In pratica, ha spiegato il premier, ci sarà un’area riservata alle Regioni a rischio alto, di scenario 4, con le misure più restrittive; una seconda area, con Regioni a rischio alto ma compatibili con lo scenario tre, con misure lievemente meno restrittive; infine ci sarà una terza area con le restanti regioni, con rischio minore. E potrebbero essere la Calabria, il Piemonte e la Lombardia le Regioni che, sulla base dei dati dell’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, potrebbero rischiare di rientrare nelle prime ordinanze del ministero della Salute con la previsione di misure più restrittive, collocandosi in uno scenario 4 di rischio alto. 

-  I 3 SCENARI SPIEGATI NEL DOCUMENTO DEL 12 OTTOBRE
I 3 scenari - più un primo che appare ad oggi superato - sono illustrati appunto nel documento 'Prevenzione e risposta a COVID-19', dello scorso 12 ottobre. In particolare Lo scenario 2 è caratterizzato da una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve-medio periodo, con valori di Rt regionali compresi tra 1 e 1,25. Lo scenario 3 si delinea invece a fronte di una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, con valori di Rt regionali compresi tra 1,25 e 1,5.

- LO SCENARIO 4

Lo scenario 4, il più grave, si caratterizza infine per una situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali maggiori di 1,5. Per ogni scenario sono poi previste diverse classificazioni del rischio regionale, da basso a molto alto. Se tali parametri saranno quelli utilizzati in questa fase, allora per le regioni in scenario 4 e rischio alto (che vi si trovino da meno di 3 settimane) le misure indicate sono: chiusura scuole/università (incrementale: classe, plesso, su base geografica); limitazioni della mobilità (da/per zone ad alta trasmissione) ed eventuale ripristino del lavoro agile. Se la condizione di rischio alto permane da oltre 3 settimane, le misure previste nel documento sono: restrizioni estese regionali e provinciali; ripristino su vasta scala del lavoro agile e di limitazione della mobilità individuale.

- CLASSIFICAZIONE DECISA DAL MINISTERO

La classificazione di una Regione in uno dei tre scenari indicati sarà decisa dal ministero della Salute sulla base di vari parametri di riferimento. Alcuni di essi sono stati indicati dallo stesso premier: si tratta dell’indice Rt, dei focolai e della situazione di occupazione dei posti letto negli ospedali. Già con il decreto dello scorso 30 aprile, si fissavano degli indicatori di allerta per la fase 2, quella che è seguita al lockdown generale. Erano stati allora individuati 21 indicatori, e questi stessi criteri potrebbero rimanere validi anche per la fase attuale. Tra i 21 criteri soglia compaiono il numero di casi sintomatici notificati per mese, il monitoraggio della percentuale di tamponi positivi e il tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi, il numero di strutture residenziali con criticità, il numero di accessi al Pronto soccorso ed il tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva per pazienti COVID-19, che non deve superare il 30%.