Sei in Italiamondo

appello

Susanna Esposito e altri medici e pediatri italiani: "Non chiudete le scuole, rischi devastanti"

11 novembre 2020, 14:29

Susanna Esposito e altri medici e pediatri italiani: "Non chiudete le scuole, rischi devastanti"

Scongiurare un lockdown nazionale con lockdown intermittenti e micro-lockdown nelle province e nei Comuni più a rischio fino a primavera, e tenere le scuole aperte. A chiederlo 16 tra i più importanti medici e pediatri italiani (tra cui Susanna Esposito, dell’Università di Parma e consulente dell’Oms , Antonella Viola, direttrice dell’Istituto di Ricerca Pediatrica di Padova, e Stefano Zona, specialista in Malattie Infettive dell’Ausl di Modena). L’appello segue la lettera inviata lo scorso 2 novembre a governo e membri del Comitato Tecnico Scientifico. I 16 esperti chiedono l'applicazione di chiusure e micro-lockdown su scala regionale, concentrandosi su comuni e province dove i contagi sono in forte crescita e il carico sugli ospedali è insostenibile, ma anche nelle situazioni più critiche delle aree gialle e arancioni, come fatto a marzo a Codogno, Vò e Medicina. Con una strategia di medio-lungo periodo con lockdown pulsati di 1-2 settimane fino a primavera si avrebbe una riduzione dei contagi. I medici chiedono inoltre l’interruzione degli spostamenti regionali tra le regioni gialle, l’obbligo allo smart-working per amministrazioni pubbliche e attività private attuabili a distanza, il divieto di incontri in abitazioni private tra non conviventi, ad eccezione di congiunti, e il potenziamento delle capacità di test e tracciamento. Infine le scuole, che vanno tenute aperte. «La risposta alla crescita dei contagi non può essere la chiusura delle scuole, che non rappresentano significativi hotspot dei contagi», afferma Zona. «In uno studio nazionale effettuato durante il primo lockdown su 2.064 adolescenti tra gli 11 e 19 anni, il 58,5% ha dichiarato una sensazione di tristezza associata a crisi di pianto (31%) e agitazione (48%) per via della chiusura delle scuole, il 52,4% ha riferito disturbi alimentari e il 44,3% disturbi del sonno», aggiunge Esposito. «La chiusura delle scuole - conclude Zona - avrebbe conseguenze psicologiche, educative e sociali drammatiche, oltre che economiche».